Pubblico in visibilio per Patty Pravo a Roma, la classe non invecchia

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Pubblico in visibilio per Patty Pravo a Roma, la classe non invecchia

Nella cornice dell’Auditorium parco della musica lo scorso 10 Aprile si è tenuta la data romana del tour post sanremese di una delle artiste femminili più rappresentative della musica italiana: Patty Pravo. Forte di un sesto posto all’ultima edizione di Sanremo, che l’ha vista fra le principali protagoniste, l’interprete è riuscita a riempire quasi del tutto la sala Santa Cecilia dell’auditorium e a sostenere un concerto di più di due ore come non tutti si sarebbero aspettati. È infatti opinione comune ultimamente che la voce di Patty si sia andata a perdere nel tempo e che le interpretazioni che era in grado di regalare una volta siano ormai solo un ricordo lontano. Questo è effettivamente ravvisabile nelle ultime performance sanremesi che non brillano certo se confrontante agli incisi o ai vecchi concerti, quindi in molti, probabilmente, si sono approcciati a questo show pensando di andare a sentire un’interprete di spessore ma forse non più all’altezza della dimensione del live. E invece Patty Pravo è ancora in grado di reggere un palco più che degnamente. È indubbio che la precisione e la poderosità della sua voce non siano più quelle degli esordi, ma l’artista che ho visto (per la prima volta) dal vivo non è per niente stanca, sa interagire col pubblico e smuoverne le emozioni. A sorprendere particolarmente sono state le performance vocali di “Per difenderti da me” (scritta da Tiziano Ferro), “Nuvole” e del grande classico “E dimmi che non vuoi morire”, che ha coinvolto enormemente tutti i presenti. Elemento molto gradevole del concerto è stata la costruzione di una scaletta che ha messo perfettamente in mostra le due anime di Patty: quella più rock e quella più intima che gioca sull’interpretazione. Episodi come “La bambola”, con un arrangiamento rivisitato che ha reso il pezzo più rock della versione classica, hanno coinvolto moltissimo gli spettatori dandogli carica e voglia di ballare, per poi passare a pezzi decisamente più 
pattypravointimi come “Dimensione”, canzone meno conosciuta dai tratti più sperimentali suggerita dai fan di facebook per la serata, che hanno invece commosso accarezzando le orecchie dei presenti.

Molto gradito anche il momento di metà concerto in cui Patty ha interpretato un medley di alcuni dei suoi pezzi più famosi, invitando il pubblico a cantarli con lei. Fra questi pezzi “Il paradiso” è stato quello meglio reinterpretato e il più cantato. Dopo pochi altri brani è stato il momento della canzone più rappresentativa dell’artista, “Pensiero stupendo”, che ha goduto anch’essa di una performance vocale adeguata alla sua caratura. L’unico problema che ha intaccato uno show molto godibile è stata la strumentazione di alcuni pezzi tendenti al rock, che probabilmente dovrebbe essere rivista per lasciare più spazio alla voce non più potentissima di Patty e non calpestarla rendendo incomprensibile il testo (questo è successo per esempio sulla bellissima “Non andare via”). Momento estremamente emozionante è stata l’interpretazione di “Dove andranno i nostri fiori”, canzone che racconta l’esperienza della guerra. In questo caso, anche se la performance vocale non è stata perfetta, la classe e le capacità di interprete di Patty hanno giocato un ruolo fondamentale nel coinvolgimento degli spettatori, che si sono ulteriormente commossi all’ingresso di cinque ragazzi che portavano delle bandiere arcobaleno della pace. In definitiva lo spettacolo è stato molto superiore a quanto previsto. La voce di Patty non è più perfetta, l’età ha portato via qualcosa, ma sicuramente la classe, la grande capacità di interpretare e di comunicare col pubblico sono qualità che il tempo non può portare via ad un’artista che ha scritto pagine indelebili della musica italiana, viaggiando fra pop, rock e musica d’autore.

Antonio Galota

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Francesca Daccico
Francesca Daccico
Appassionata di Musica e di tutto quello che si chiama arte, imparerei a suonare qualsiasi tipo di strumento se ne avessi il tempo. Lavoro come Communication Manager presso la Paco Cinematografica, attualmente delegata alla produzione di concerti, rappresentazioni teatrali.

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