Il libro che cambiò la storia del cinema oggi è un docufilm: Hitchcock/Truffaut nelle sale dal 4 al 6 aprile.

L’Oroscopo di Glo: previsioni astrali dal 16 al 31 marzo
21 marzo 2016
Debutto Italiano del progetto Dancing Partners al Teatro Vascello
6 aprile 2016

Il libro che cambiò la storia del cinema oggi è un docufilm: Hitchcock/Truffaut nelle sale dal 4 al 6 aprile.

large_large_bJ6AcDLnagKDH6FTgMr5vZFS9lxEsistono alcune opere che, sin dal momento in cui nascono, puntano all’eternità per il loro intrinseco valore immutato nel corso della storia. Questo è il caso del libro Hitchcock/Truffaut (titolo italiano Il cinema secondo Hitchcock), edito nel 1966, traslato su pellicola con lo stesso titolo nel 2015 per mano di Kent Jones e Serge Toubiana e in programmazione in alcune sale italiane solo dal 4 al 6 aprile.
Potrebbe sembrare quasi un film per cinefili e feticisti della filmografia del maestro inglese, in realtà è un’attenta osservazione della genesi di questo incontro cruciale per il mondo del cinema moderno e contemporaneo.
Una sobria carrellata di punti di vista, lodi e puntualizzazioni su un regista che, grazie all’incontro col suo collega/ammiratore francese François Truffaut, tramite un’intervista di otto giorni e trenta ore, riesce nell’intento di modificare l’immagine di Hitchcock da semplice intrattenitore ad artista dal quale non si può prescindere.
Nell’opera si mette subito in chiaro che i due, sebbene in maniera diversa, vivono allo stesso modo una grande passione per il cinema: se per Hitchcock è mettere insieme due o tre pezzi di pellicola per creare un’idea in modo preciso, Truffaut è l’enfant terrible che improvvisa, restando poco attento alla forma.
É pleonastico sostenere che si tratti di un continuo elogio del lavoro di Hitchcock, ciò che però nel film viene sottolineata è la silente importanza del lavoro dell’autore francese, un profeta che ha scritto il “vangelo secondo Alfred”: senza le impressioni da lui raccolte, il mondo non avrebbe mai conosciuto a fondo quella figura colta solo in apparenza.
Jones e Toubiana, alle prese con la loro prima regia documentaria, lasciano intravedere l’occhio interno del cinema, quello che sa spiegare anche a un pubblico digiuno in tecnicismi la grandezza di un uomo e dell’opera che lo ha reso tale: è la politique des auteures che in Hitchcock si fa verbo, a sottolinearlo maggiormente contribuiscono le opinioni di quei registi che si sono cibati del cinema hitchcockiano da amatori e da studiosi, utilizzando la bibbia creata da Truffaut come condicio sine qua non un film può essere fatto. In questo caso il film in questione è l’ampliamento dell’opera di Truffaut, in quanto si occupa di investigare l’impatto che essa ha sul pubblico e sui tecnici/registi: una religiosità indiscussa, un cinema puro che incanta le masse, magie che solo alcuni autori erano in grado di compiere e di cui queste opere ne sono la prova.

Comments on Facebook

Comments are closed.