Energica preview dello Spring Attitude 2016 con i Battles al Quirinetta di Roma

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Energica preview dello Spring Attitude 2016 con i Battles al Quirinetta di Roma

battlesPer l’edizione del 2016 il noto festival romano di musica elettronica Spring Attitude ha voluto fare le cose in grande e si è concesso una preview d’inizio primavera da abbinare al classico appuntamento di maggio. Il 30 marzo al Teatro Quirinetta di Roma hanno aperto le danze di questo pre-evento gli statunitensi Battles, accompagnati dalla conterranea Kaitlyn Aurelia Smith e dai nostrani Niagara. Sebbene per capienza (e lievemente anche per acustica) il caro Quirinetta non sembri proprio adatto a questo genere elettronico, i suoi antri si sono ben prestati al cambio sala durante i concerti, al rango di un club d’avanguardia. La serata inizia con la giovane musicista di Orcas Island, la quale riproduce tramite una musica onirica e delicata l’atmosfera della sua isola, unendo una voce eterea a un’elettronica minimale. La Smith si presenta accompagnata dal suo fido sintetizzatore Buchla (del quale si dichiara innamorata sin dal primo istante) e incanta la platea con il suo piccolo grande show.

Dopo pochi brani si passa subito ai torinesi Niagara, i quali irrompono decisi e divertenti ma soprattutto pronti a riscaldare il pubblico per il gran finale: il tutto grazie a un corposo ensemble di oggetti d’ogni sorta sul palco fatto di launchpad, synth e altre diavolerie elettroniche oltre ai “comuni” strumenti musicali. A questo punto ci si sposta nella sala principale del teatro, privato delle sedie per l’occasione, per attendere i tre musicisti newyorkesi. La situazione già incuriosice l’occhio dello spettatore: una batteria con piatto allungato al centro del palco messa su un altro palchetto, come fosse una regina sul suo trono; alla sua sinistra una chitarra più tastiere riverse e alla sua destra una distesa di effetti più un basso e un’altra chitarra. E dietro questi un esercito di casse, schierato allo scopo di rimbombare nei petti (soprattutto di quelli delle prime file). Sale per primo sul palco David Konopka (basso/chitarra/effetti) che con un piacevole intro in solo dà il benvenuto prima a Ian Williams (tastiere/chitarra) e infine a John Stanier (batteria): insieme dal 2002 (fino al 2010 erano in quattro contando anche Tyondai Braxton alla chitarra/tastiera/voce), un legame empatico che trasuda dalla loro musica e dalla loro complicità, evidente soprattutto durante l’esibizione. Si può toccare con mano quanto l’affiatamento sia totale, quanta sincronia ci sia in queste melodie plastiche e “deformi”: sono tutti professionisti puliti e precisi, ma dal tocco massiccio sugli strumenti, che regalano una performance tecnicamente ineceppibile e artisticamente valida.

Incisivi e genuini, suonano ininterrottamente (con una brevissima pausa ogni mezz’ora) fino alla fine del live, rendendo il pubblico in sala partecipe di questo splendido ingarbuglio di suoni che è la loro musica in cui se il batterista è l’anima, gli altri due musicisti sono necessari a renderlo tale. Esecuzioni come quella dei Battles sono utili a riflettere sul giusto ruolo del musicista: porsi come umile “servitore” della dea musica e portarne in giro il verbo, concedendosi poche parole e convenevoli (rimanendo comunque garbato nei confronti del pubblico), senza scendere in fastidiosi narcisismi tipici degli artisti affetti dalla sindrome della “prima donna”. Per nulla tiepido questo assaggio di Spring Attitude, il quale non fa altro che mantenere altissime le aspettative su ciò che accadrà a maggio: tutti con l’acquolina in bocca impazienti di godere di ciò che verrà tra poco più di un mese e mezzo.

 

 

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