L’ultimo disco del pianista realizzato sulla scorta delle emozioni “Memories”: Alberto Pizzo

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L’ultimo disco del pianista realizzato sulla scorta delle emozioni “Memories”: Alberto Pizzo

Come si fa a spiegare la passione? Come si fa a tradurre qualcosa che per sua stessa natura sfugge alle leggi della ragione nutrendosi di istinto ed immediatezza? Alberto Pizzo, musicista e compositore partenopeo, classe 1980, ha provato a farlo attraverso le note del suo inseparabile pianoforte, naturale estensione delle corde della sua anima, nel suo ultimo progetto discografico “Memories” (Sony Classical), la cui uscita è fissata al 18 marzo 2016.

Al suo fianco nella realizzazione del disco una guida d’eccezione: il Maestro Luis Bacalov, il compositore premio Oscar per le musiche de “Il Postino”, che insieme a Pizzo ha curato la direzione artistica dell’album. “Memories” come i ricordi che confluiscono nelle 14 tracce che compongono l’album rendendolo un ideale ponte tra il passato e il presente del pianista partenopeo.
Ogni brano è un luogo fisico o immaginario esplorato da Pizzo attraverso la sua singolare sensibilità, in ogni traccia ritroviamo un tassello di quel variopinto mosaico di esperienze, riflessioni e stralci di vita a cui il suo autore da voce attraverso il pianoforte. Registrato presso gli Abbey Road Studios di Londra insieme alla London Symphony Orchestra che accompagna il compositore in buona parte dei brani, “Memories” suona proprio come se fosse la colonna sonora di quella gamma di ricordi ed esperienze racchiuse nell’album. C’è tanta passione nel disco di Pizzo, da quella coltivata e condivisa per la musica insieme a colleghi come Gianluca Fronda (con cui ha collaborato per il brano “Kronos”) a quella che lo lega alla sua compagna di vita Yuki (che gli ha ispirato “My secret” e “Valentine’s day”), da quella per il cinema (“Paris 2011” e “After the
rain”) a quella per i mostri sacri della musica classica che gli hanno fatto da modello nel suo percorso di studi, come un Bach, uno Scarlatti e uno Chopin a cui dedica sei brani omaggio all’interno di “Memories” (“Concerto n.5 – Allegro”, “Concerto n.5 – Largo”, “Concerto n.5 – Presto”, “Sonata k.87”, “Preludio n.1” e “Preludio n.2”). Il risultato è un album intenso e di ottima fattura che facilmente coinvolge l’ascoltatore sulle onde dello stesso trasporto emotivo vissuto dal suo autore.

Noi di Four abbiamo avuto la possibilità di ascoltare il disco in anteprima e di intervistare Alberto Pizzo pochi giorni prima della sua uscita, leggiamo cosa ci ha raccontato.

Alberto, come nascono le tue composizioni?

Mi lascio molto trasportare dal momento, è qualcosa che parte inizialmente dall’istinto che poi fa da traino al mio modo di comporre. L’idea iniziale la butto giù subito istintivamente, poi la lavoro al pianoforte e successivamente la elaboro. Ma l’input iniziale nasce dall’istinto, dal momento, dall’emozione, dal viaggio, sono queste di solito le mie fonti di ispirazione.

Quali sono i brani all’interno di “Memories” che preferisci in quanto a resa tecnica?

Dal punto di vista tecnico-compositivo uno dei brani che preferisco è “After the rain” perché l’ho composto immaginando di essere scritturato per un grande colossal hollywoodiano. “Il viaggio dell’anima” e i due “Preludi” sono quelli che più mi hanno più coinvolto invece sotto il profilo tecnico-interpretativo. I due “Preludi” in particolare perché si avvicinano a quel mondo classico che ha caratterizzato i miei studi.

Il cinema esercita su di te una fonte di attrazione complementare a quella per la musica. Per quale regista ti piacerebbe occuparti della composizione delle colonne sonore?

Scriverle per Spielberg sarebbe il top! Punto subito alla vetta, poi chi lo sa… tutto è possibile, vediamo cosa succede.

Il Maestro Bacalov si è espresso con parole lusinghiere riguardo il tuo modo di lavorare. Tu, invece, quale credi sia l’insegnamento più grande che ti ha lasciato il Maestro?

Soprattutto la sua visione giovane della musica, priva di barriere. Ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso da un compositore di spicco del suo calibro, magari un modo di fare burbero e restio ad esplorare territori musicali lontani dalla tradizione. Invece il Maestro Bacalov si è dimostrato aperto sotto questo punto di vista, rifiutando di etichettare la musica sotto un solo genere, coinvolgendomi e offrendomi ogni giorno un terreno fertile su cui lavorare.

Restando sull’argomento “musica e cinema”, ti cito tre compositori che hanno realizzato le colonne sonore di grandi classici della settima arte: il già menzionato Luis Bacalov, Ennio Morricone e Nino Rota. Quale aggettivo assoceresti ad ognuno di loro?

Bacalov “rivoluzionario”. Morricone “superbo” e Rota “comunicativo”.

Come presenterai l’album?

Sto vivendo l’uscita di “Memories” in modalità “work in progress” ma so che dopo le prime presentazioni promozionali in Italia, lo presenterò anche in Giappone dove ho già diverse date.

Facciamo i nostri auguri ad Alberto Pizzo in prospettiva dell’uscita di “Memories”!

Di seguito la tracklist del disco: Paris 2011; My Secret; Kronos; Il viaggio dell’anima; Preludio n.2;
Miyabi; Valentine’s day; After the rain; Nostalgia; Preludio n.1; Sonata k.87; Concerto n.5 – Allegro;
Concerto n.5 – Largo; Concerto n.5 – Presto.

Link utili: www.albertopizzo.com

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