James Bay incanta l’Alcatraz di Milano.

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James Bay incanta l’Alcatraz di Milano.

bayA gennaio dello scorso anno il primo concerto italiano di James Bay si era tenuto al Biko di Milano, un circolo Arci poco più grande delle dimensioni di un salotto, mentre stasera, 14 marzo 2016, il cantautore inglese si esibisce davanti ad un Alcatraz sold out da mesi, con il mercato del secondary ticketing che negli ultimi giorni ha raggiunto cifre esorbitanti. Dall’uscita del trainante singolo Hold Back The River alla conquista del titolo di “Best Male Solo Artist” ai recenti Brit Awards, la scalata all Olimpo delle rockstar del venticinquenne originario dell’ Hertfordshire è stata costellata da un successo dopo l’altro in tutto il mondo, includendo tra le altre cose l’ album di debutto, Chaos And The Calm, numero uno in classifica, una campagna Burberry nientemeno che con Cara Delevigne, le performance sul prestigioso Pyramid Stage del Glastonbury Festival e agli EMA 2015 proprio al Forum di Assago e tre nomination ai Grammy. Se i Rolling Stones nel 2013 l’avevano scelto tra gli artisti ad aprile il loro concerto evento ad Hide Park, qualcosa in fondo c’era da aspettarselo.. Ad aprire le danze nel pienissimo locale di via Valtellina è la spumeggiante Roxana…, che con un set blues piacevole e una grande simpatica, tra battiti di mani, racconti personali e l’inaspettata cover di I can’t feel my face prepara il pubblico per il vero protagonista della serata.

Ore 21.30, le luci finalmente si spengono e sul telo bianco che copre il palco appare un’ombra inconfondibile. Ecco James, immancabile cappello a tesa larga e uno stile terribilmente british, che esordisce insieme alla sua band con Collide, facendoci già capire di che pasta è fatto fin dalle prime note. Se pensate che a dominare la scena sia il romanticismo un po’ posticcio di un artista tutto ballate e occhi dolci, mi dispiace ma vi state sbagliando. Le ballate emozionanti come Let It Go, Scars, Move Together non mancano, a prova di lacrima e brividi assicurati. Gli occhi dolci anche, di un James che osserva attentamente il suo pubblico urlante, con uno sguardo tra lo stupito e l’orgoglioso, ricordando come poco più di un anno fa ci fossero appena un centinaio di persone a vederlo suonare. Ma quello che forse nessuno stasera si aspettava è la grande energia del giovane musicista di Hitchin, che alterna a brani dalla forte tensione emotiva pezzi d’ispirazione blues rock più concitati, in cui a farla da padrone è il virtuosismo della sua Epiphone rossa, senza tralasciare un’ottima vocalità. If You Ever Want To Be In Love, When We Were On Fire e Best Fake Smile, suo ultimo singolo, fanno ballare la folla tra le smorfie divertite del padrone di casa per una sera. Sono proprio queste, oltre ad uno sfondo folk indubbiamente presente, che lo hanno fatto accostare molte volte al suo archetipo americano John Mayer, d’altronde anche lui finito sotto l’ala protettiva di Mick Jagger e soci, anche se io personalmente ci vedo più un’ispirazione folk di stampo tradizione inglese in stile Frank Turner. Nonostante il materiale sia limitato ad una sola produzione in studio la scaletta è equilibrata dalla prima all’ultima canzone e l’ora e mezza totale di concerto sembra contenere molto di più e al tempo stesso volare, con un encore che più che chiudere rappresenta una sintesi di quella che è stata l’esibizione. La strappalacrime Incomplete, brano che chiude il disco, è seguita da una cover di Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival, e poi è arriva LA canzone. James ci presenta i suoi musicisti e poi non dice nulla, bastano le sue occhiate a dire tutto. Guarda il pubblico in segno di sfida, ma con un sorriso tenero ed ingenuo che tradisce tutta l’umiltà di un ragazzo dalle grandi qualità che è passato da suonare per pochi amici nei locali di Londra ai palchi di tutto il mondo. Non è un caso che in patria il suo soprannome più quotato sia James Bae, “il piccolo James”. Ci godiamo il concludersi di un concerto perfetto sulle note di una canzone perfetta, Hold Back The River. Il futuro riserva grandi cose per questo musicista poliedrico e noi non vediamo l’ora di scoprirle insieme a lui, ma intanto se ve lo siete perso questa volta vi ricordiamo che avrete altre due possibilità di rivederlo nel nostro paese, il prossimo 3 giugno all’ ObiHall di Firenze e il 4 allo Spilla Festival di Ancora. I biglietti non sono ancora finiti, ma non lasciateveli scappare!

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Beatrice Costanzo
Beatrice Costanzo
Vita a Milano e cuore oltremanica, potete trovarmi con i fiori tra i capelli ad un festival indie, a scattare selfie con gli artisti che intervisto o sul prossimo aereo che mi porterà in giro per il mondo per un nuovo tour. Amo scrivere, creare playlist di band sconosciute e cambiare colore di capelli ispirandomi alle mie blogger preferite.

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