Years&Years al Fabrique: ecco come è andato il loro primo concerto italiano!

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Years&Years al Fabrique: ecco come è andato il loro primo concerto italiano!

yyHo sentito per la prima volta dal vivo gli Years&Years quest’estate al Reading Festival. Dico sentito perché la tenda del della BBC Radio 1 stage, secondo per importanza e dimensioni solo al main stage, alle 7 di sera dell’ ultimo giorno di festival, era completamente come dicono loro inglesi “packed”, pieno zeppo di gente tanto da non poter nemmeno riuscire ad entrarci. In terra inglese infatti il trio di Londra è uno tra i gruppi più acclamati ed influenti della scena pop elettronica dell’ultimo anno, tanto da essergli valsa una candidatura ai recenti Brit Awards come Best British Group.  Una band innovativa, energica, divertente, dalla grande potenzialità avevo pensato già qualche mese fa e stasera, 10 marzo 2016, non posso proprio perdermi il loro primo concerto italiano in assoluto, in un Fabrique di Milano ufficialmente sold out anche se a dimensioni ridotte, inserito nel contesto di una tournée europea che si concluderà nientemeno che nella celebre Wembley Arena, prima di spostarsi nel resto del mondo.  Arrivo un po’ in ritardo purtroppo, perdendomi l’opening act, ma mi viene confermato sia stata un esibizione piacevole, mentre sono quasi le 21.20 quando le luci in sala si spengono e i primi a salire sul palco sono il bassista Mikey Goldsworthy e il synth player Emre Turkmen, seguiti dal batterista e le due bravissime coriste che accompagnano la band in tour. Nel frattempo sentiamo arrivare da lontano la voce di Olly Alexander, cantante e vera anima del gruppo, che entra poco dopo in scena, ballando delle coreografie tutte sue, che tutti noi presenti vorremmo tanto che ci insegnasse. Thumbs up per l’outfit, pantaloni alla turca e doppia canotta traforata, che sembra riportarci direttamente ad un festival estivo. La prima canzone in scaletta è Foundation, a cui segue Take Shelter, il singolo che ha donato loro la prima notorietà nel 2014. Il pubblico, veramente variegato, fin da subito è molto carico: è davvero impossibile non scatenarsi seguendo la musica e lasciarsi catturare dai bellissimi giochi di luce creati dalla grafica dietro al palco che riprende l’artwork di Communion, l’album d’esordio pubblicato il 10 luglio 2015. Dal lavoro di esordio discografico sono tratti tutti, o quasi, i brani in scaletta, che alternano dance dai ritmi incalzanti a melodie più rilassate ed emozionanti suonate al tastiera dal frontman, in un ottimo mix che permette allo show di non perdere mai il proprio tono, con i fan che intonano i testi dal primo all’ultimo senza perdersi una parola. A catturare tutte le attenzioni è senza dubbio Olly, personaggio dalla grande presenza scenica ma anche un ragazzo umile e molto simpatico, che grazie a dei saluti molto entusiasti in un italiano abbastanza convincente non può che rendersi amabile da tutti i presenti.

years-years-europe-tour-2016-maxw-960Tenero come un bambino, nonostante i suoi quasi 26 anni, soprattutto quando prende la bandiera italiana dalle mani dei fan della prima fila, con cui dialoga di gusto, e la indossa come sciarpa. La loro hit più recente, Shine, arriva circa a metà set, e qualche minuto dopo è il momento di Eyes Shut, la mia preferita, ma devo ammettere che in realtà il momento che mi diverte di più è l’originale mash-up Hotline Bling / Dark Horse. Mentre cerco di prendere lezioni di danza da Olly, che scopro successivamente abbia avuto problemi alla schiena proprio in questi giorni,  il tempo vola e siamo già a Desire, che chiude il set prima dell’encore, che secondo la scaletta pubblicata online, dovrebbe iniziare con Toxic, cover della celeberrima hit di Britney Spears. Io sono gasatissima, è proprio questa che in realtà aspetto da tutta la sera, perché se hai vent’anni oggi sicuramente il video di Britney, cavallo di battaglia di Mtv ai tempi d’oro, non puoi non ricordartelo ancora a memoria. E proprio così accade, vedo tutta la mia adolescenza passarmi davanti con questa canzone, anche se ci rimango male a vedere che i più giovani stentano addirittura a riconoscerla… cosa vi siete persi! I migliori anni 90 ci guidano direttamente al gran finale del concerto, durato in totale poco più di un’ora, quella King che poco meno di un anno fa, lanciata da Mr. Zane Lowe alla BBC Radio 1, ha scalato tutte le classifiche mondiali diventando una delle hit del 2015. Nessuno riesce proprio a trattenersi e tutto il Fabrique si scatena all’unisono per un’ultima volta prima di salutare la band tra le urla e gli applausi! Davvero un’ottimo modo di presentarsi al nostro paese per uno dei gruppi pop più promettenti della scena pop internazionale, che sicuramente in futuro saprà regalarci molte altre soddisfazione e speriamo anche qualche nuovo show nel nostro paese!

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Beatrice Costanzo
Beatrice Costanzo
Vita a Milano e cuore oltremanica, potete trovarmi con i fiori tra i capelli ad un festival indie, a scattare selfie con gli artisti che intervisto o sul prossimo aereo che mi porterà in giro per il mondo per un nuovo tour. Amo scrivere, creare playlist di band sconosciute e cambiare colore di capelli ispirandomi alle mie blogger preferite.

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