#4International: THE 1975

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#4International: THE 1975

the1975“I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It”è un po’ complesso il titolo dell’album in testa alle classifiche di vendita di Stati Uniti e Gran Bretagna di questa settimana, secondo lavoro in studio degli inglesi THE 1975, pubblicato lo scorso 26 febbraio in tutto il mondo, ma capire quanto vale questa band e quanto merita quella posizione risulta a dire il vero quasi una passeggiata!   Matthew “Matty” Healy, Adam Hann e Ross MacDonald si conoscono tra i banchi della Wilmslow High School, nel sud di Manchester, e iniziano a suonare insieme nel 2002, quando viene chiesto loro dal comitato locale di mettere su qualche show per un club e i ragazzi allora quindicenni non esitano un attimo, cominciando tra cover e primi brani inediti. Curiosità è che proprio Matty, indiscusso leader della band dalla personalità intrigante e carismatica, inizialmente non ne era il cantante, bensì suonava la batteria fino a che il vecchio cantante lasciò la formazione e lui fu sostituito da George Daniel allo strumento. Che strano pensare alla band senza la voce inconfondibile di Matty.. è lui d’altra parte il primo a sembrare uscito direttamente dal 1975, grazie al suo particolare stile vintage, una teatralità innata sul palco e la bottiglia di vino costantemente stretta tra le mani durante i live, e non a caso è stato proprio il frontman a raccontare come il nome del gruppo sia stato ispirato da una uno scritto trovato nell’ultima pagina di un vecchio libro di poesie beat di Jack Kerouac datato “1 June, The 1975”. Come molti degli artisti indie rock esordienti sulla scena britannica in questi ultimi anni, anche i The 1975 devono il proprio lancio al grande pubblico alla BBC Radio 1, sempre particolarmente attenta a cosa di nuovo bolle in pentola inglese, soprattutto con il programmaBBC Introducing in cui nell’agosto 2012 si sono sentite per la prima volta le note di The City, primo singolo tratto dall’ep Facedown, e al grandissimo dj Zane Lowe che più tardi quell’anno ha dato il via al grande successo della band trasmettendo nel suo show Sex. Non a caso proprio Lowe, nel frattempo trasferitosi d a Beats1 di Apple Music, è stato scelto per presentare al mondo I Like It When You Sleep, ma questa è una lunga storia, per cui è meglio procedere con un po’ di ordine. I ragazzi tra il 2012 e la prima parte del 2013 infatti, già forti di discreto successo radiofonico e di pubblico, si imbarcano in un tour che li porta prima in patria e poi oltreoceano, pubblicando contemporaneamente EP del calibro di Music For Cars, da cui viene tratta la hit Chocolate, la prima a spopolare davvero in tutto il mondo,  e IV, contenente una nuova versione di The City, ma non è tutto. Un tour come opening act per i Muse e l’esibizione in apertura ai The Rolling Stones nel leggendario concerto ad Hide Park del 13 luglio 2013 pensano a compiere una consacrazione definitiva, per una band di cui, pensate, all’epoca ancora non era uscito un album vero e proprio. Nel paese della musica per eccellenza d’altronde è così che funziona e l’album self-titled (in gergo, quando l’album ha lo stesso nome della band) che arriva sul mercato il 2 settembre 2013 non è che un ribadire la bravura dei ragazzi di Manchester grazie a brani del calibro di Robbers, Girls, Settle Down e Heart Out, oltre alle già citate. Tutte chicche che dovrebbero fare parte di ogni playlist indie rock che si rispetti e che noi non possiamo che consigliarvi di andare ad ascoltare al più presto,se non l’avete mai fatto prima. Questo primo lavoro in studio potrebbe essere considerato il prototipo dell’ indie britannico contemporaneo, con sonorità che spaziano dal rock al pop inserendo qualche richiamo all’elettronica ed una forte radiofonicità di tipo anglosassone, ma senza tralasciare anche degli ottimi testi. I The 1975 sono infatti una di quelle band che potresti ascoltare da sola ad occhi chiusi al buio in piena notte per estraniarti da tutto e da tutti così come in pieno giorno ballando in mezzo a migliaia di persone ad un festival, ed è proprio la dimensione live quella in cui i brani danno il meglio di sé, come il gruppo ha dimostrato durante tutto il 2014, tra concerti in tutto il mondo e indimenticabili set ai più prestigiosi festival di musica rock esistenti, primi tra tutti Coachella in terra americana e Reading&Leeds in patria. Niente male per una band esordiente la cui parabola positiva sicuramente ancora non si era esaurita, ma improvvisamente una mossa di marketing di tutto rispetto ha portato seriamente per un attimo tutto il mondo di internet a pensare il contrario, quando il 1 giugno 2015 tutti i profili social della band, caratterizzati dalle grafiche in b/n ispirate dalla copertina dell’album, sono spariti per un intero giorno, lasciando immaginare un imminente scioglimento della band, per poi apparire il giorno dopo completamente rosa, con una striscia di fumetti ad annunciare il secondo album in arrivo. Ed eccoci qui, 8 mesi e 4 singoli dopo, a parlare di come ILIWYS abbia venduto nella settimana d’esordio quanto il self titled in 26 settimane e grazie al debutto al primo posto in entrambe le classifiche più prestigiose del mondo sia  stato accostato a dei dell’Olimpo della musica britannica come David Bowie, Adele, Muse e Florence + The Machine. Ma la musica non è solo numeri, dietro ci sono ispirazioni, emozioni, sentimenti, estetica.. senza cui non ci sarebbe nessuna vendita, nessuna classifica. 1975La musica è sentire quel brivido salire lungo la schiena che ti star bene, ma che ti può anche far star male, che ti fa piangere di gioia ma anche chiederti “cosa diavolo è questo?”, che per dirla tutta è quello che ci siamo chiesti un po’ tutti, dobbiamo ammetterlo, quando abbiamo sentito per la prima volta qualche mese fa Love Me, pezzo funky in pieno stile anni 80 pubblicato come primo singolo del ritorno sulle scene degli inglesi. La chiave di volta è infatti il passaggio, confermato anche dai successivi singoli UGH! , The Sound e Somebody Else, dallo stereotipo dell’indie contemporaneo dalle ombreggiature retro ad una band post moderna, in bilico tra sensibilità classic pop, minimalismo ed un’incomparabile energia innovativa, una descrizione che senza dubbio potrebbe subito farli rientrare in quella cerchia di “Dei della musica inglese” menzionati prima e che bene spiega il recentissimo e repentino successo, senza contare che un buon aiuto lo può aver dato anche il blocco dell’album su Spotify fino al 12 marzo che impedisce di ascoltare il disco senza comprarlo, oltre al lancio di un pop-up store nel centro di Londra dominato dai visual delle lyrics più significative. Dunque è in tutto e per tutto una lente color rosa pastello quella che ci guida e ci immerge completamente, con un gioco di parole forse un po’ troppo scontato, per la seconda volta nel pieno del 1975, di un nuovo e rinnovato 1975 in cui gli appassionati di indie forse vogliono far finta di vivere per sempre. Ah, la musica che fa viaggiare nel tempo.. sarebbe bello poter viaggiare anche nello spazio, verso la Brixton Academy di Londra in cui proprio in questi giorni stanno andando in scena ben 5 show sold out di fila del tour di presentazione al disco, o almeno portarsi avanti nel leggero futuro per le prossime date italiane di Milano e Bologna, rispettivamente il12 aprile al Fabrique e il 13 all’Estragon, già esaurite anche queste, oppure di quella al Rock in Roma di quest’estate, il 13 luglio all’Ippodromo delle Capannelle. Poco male dai, abbiamo ancora un po’ di tempo per apprezzare ogni bellissima sfumatura dei brani e della personalità cangiante e mai uguale a se stessa di questi musicisti, che in questi ultimi anni stanno cambiando l’intero mondo dell’indie d’oltremanica, andando ad influenzare un’ampia fascia di pubblico e band sempre più simili.

Sperando di avervi convinto abbastanza di quanto non si possa per nulla perdere questa perla contemporanea, non ci resta che darvi un paio di consigli per entrare al meglio nel mondo dei The 1975. Non ve ne pentirete, ve lo assicuriamo! 

Per amanti di: Bastille, Imagine Dragons, Of Monsters And Men, The Kooks, Twenty One Pilots

Top 5: Chocolate, Somebody Else, Robbers, The Sound, Sex

In playlist con: Kodaline, Catfish & The Bottlemen, Swim Deep, Peace, Jake Bugg

Imperdibile: la cover di Sorry di Justin Bieber alla Live Lounge di BBC Radio 1

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Beatrice Costanzo
Beatrice Costanzo
Vita a Milano e cuore oltremanica, potete trovarmi con i fiori tra i capelli ad un festival indie, a scattare selfie con gli artisti che intervisto o sul prossimo aereo che mi porterà in giro per il mondo per un nuovo tour. Amo scrivere, creare playlist di band sconosciute e cambiare colore di capelli ispirandomi alle mie blogger preferite.

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