Dolcenera e il caos di un disco diviso fra lo spazio e l’umanità.

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Dolcenera e il caos di un disco diviso fra lo spazio e l’umanità.

Le-stelle-non-tremano-04Nel panorama musicale italiano sono pochi i dischi che possono vantare sia un alto livello di qualità che la capacità di colpire al primo ascolto. Uno di questi è sicuramente “Le stelle non tremano (Supernovae)” di Dolcenera, al secolo Emanuela Trane, cantautrice pugliese. Sesta fatica dell’artista, il disco è caratterizzato da un comparto visivo “spaziale” (così come il titolo), curato dal fotografo Paolo Cecchin, che raffigura una Dolcenera dal corpo ultratecnologico, quasi alieno, che ben si sposa con le sonorità che propone. Il lavoro è stato caratterizzato da un lunghissimo iter promozionale, cominciato il 23 Maggio 2014 con la pubblicazione del primo singolo e proseguito fino alla riedizione in occasione della partecipazione a Sanremo 2016 con il pezzo “Ora o mai più (le cose cambiano)” e all’esperienza di coach a The Voice, che sta facendo molto parlare gli spettatori. Dolcenera non riesce infatti a non far discutere, in qualunque situazione si trovi. A Sanremo il pubblico si è diviso fra chi si diceva completamente indifferente al suo pezzo e chi invece lo ha amato sin dal primo ascolto. Da un punto di vista puramente oggettivo è lampante che il blues presentato da Emanuela alla kermesse musicale fosse di gran lunga il pezzo più curato e più qualitativamente valido in gara. La delicatezza con cui si apre la canzone lascia pian piano spazio ad un ritornello intimo ma dall’intensità unica, che, se ascoltato con attenzione, trascina nella dimensione interiore dell’artista, nel mondo di una donna che si rende conto che tutto può cambiare inaspettatamente da “una cosa semplice”, da una persona che fa un passo verso un’altra. A generare quest’empatia contribuiscono i cori, magistralmente eseguiti da Dolcenera stessa nella versione incisa. L’arrangiamento è la sintesi riuscitissima di stili profondamente diversi come il blues e il pop sanremese più classico. Proprio sulle strumentazioni la cantautrice salentina da il meglio di se: forte di anni di esperienza con grandi produttori italiani Dolcenera scalpita dalla voglia di sperimentare, come ha già dimostrato nel suo lavoro precedente “Evoluzione della specie”. In questo caso la ritroviamo ancor più capace e determinata a creare una commistione dei suoi generi d’ispirazione. È indubbio che a farla da padrone sia l’elettropop, ma le influenze blues dolcenera-copertinasono quasi sempre presenti, così come beat e suoni di stampo afro. Tutte queste sfumature, unite ad un pizzico di rock, sono presenti in un uno dei singoli del disco “Un peccato”, probabilmente la traccia migliore, dall’atmosfera quasi primordiale, che vuole generare in noi immagini di spazi naturali incontaminati. Altro pezzo degno di nota è “Niente al mondo”, che ha spopolato in radio, per il quale Emanuela ha dato vita ad un arrangiamento che strizza l’occhio alle discoteche ma che gode anche di una dimensione completamente personale ed originale grazie alla splendida coesistenza dei ritmi tribali dati dai tamburi e della modernità dei synth. Pescano a piene mani dal mondo della dance meno ricercata pezzi come “Figli del caos”, “Fantastica” e “Accendi lo spirito”, che mettono il ritmo addosso e trascinano in maniera fenomenale, senza però mai cadere nel banale. La prima fra queste tracce è nata durante un viaggio in Cina e porta con se uno dei nuclei fondamentali del disco. Dolcenera dice a riguardo: “Hong Kong, la metropoli infinita, il disordine organizzato mi ha fatto pensare che dietro alla casualità della vita c’è il sogno della notte che ha bisogno della luce, della morte che ha bisogno della vita. Mi ha portato a pensare alla mia umanità, alla mia felicità, al mio ideale, al mio equilibrio senza, però, sapere che fare per raggiungerlo”. È di questo che parla “Le stelle non tremano”, della voglia di trovare la serenità in una vita fatta di squilibri, incertezze e caos. L’indecisione e il dubbio pervadono questo disco, Dolcenera si chiede quale strada sia meglio seguire nella vita e nel rapporto romantico, come in “L’amore sa”, una splendida dichiarazione all’uomo della sua vita, nella quale canta: “Come vorrei prenderti, portarti via dal lavoro, dai pensieri, dalla gente e dalla noia, farei in modo che ogni giorno per te sia speciale, cancellare ogni dubbio, cancellare ogni male, poterti donare quello che io non ho, se mi chiedi cos’altro farei non lo so, sarei disposta a lasciarti andare pur di vederti felice, felice davvero”. Ad emergere in questa emozionante ballad elettronica è l’inquietudine di non essere del tutto felici in un rapporto che si vuole portare avanti, la consapevolezza che bisogna sacrificare qualcosa per costruirne un’altra e lo spirito di sacrificio che si prova verso chi si ama. Il tutto fa parte del caos descritto da Dolcenera con parole semplici ma forti, il caos della vita e dei rapporti umani. Ascoltare questo cd fino alla fine, oltre a permetterci di constatare che senza dubbio Emanuela è una vera professionista che pensa l’arrangiamento nei minimi dettagli, in grado di elaborare ottime produzioni dal respiro internazionale, ci fa scoprire anche una donna che nell’incertezza trova la forza. Nell’ultima traccia, “Universale”, pezzo magistralmente arrangiato con la commistione di archi e fiati quasi orcherstrali e synth elettronici, tutti i dubbi vengono fugati: non esiste il giorno del giudizio. Possiamo sporcarci le mani, sbagliare, vivere cose giuste ma anche sbagliate. In “Fantastica” sentiamo queste parole: “Lo sai che quando penso a te le stelle no, non tremano, ma brillano di più?”… che siano questi attimi di felicità e sicurezza che solo l’amore sa regalare la risposta al caos in cui viviamo?

Antonio Galota

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