Ogni Volta Che Guardi il Mare @ Teatro Lo Spazio

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Ogni Volta Che Guardi il Mare @ Teatro Lo Spazio

“Non desiderare mai che una spugna cancelli il passato perché non esistono solventi per il dolore. Puoi solo attraversarlo e capovolgerlo e, se puoi… cerca di salvare sempre quello che l’amore, qualunque amore, è stato in grado di farti fare”.

Una donna. Una figlia. Una casa intrisa di ricordi e di assenze. Il mare che, come le sirene di Ulisse, richiama a sé, invade lo spazio scenico e quello del racconto, e si fa testimone di tanto dolore.

Lea Garofalo fu uccisa dalla ‘ndrangheta per mano del suo compagno nel 2009 all’età di 35 anni, per essersi opposta al sistema delle cosche e delle sue assurde regole di vendette e criminalità in cui erano invece avviluppati la famiglia di origine e il compagno. Una superba Federica Carruba Toscano è sua figlia Denise che, con la sua testimonianza permette la condanna a 4 ergastoli e 25 anni di reclusione, tra cui suo padre e il suo compagno. L’omaggio a questa donna che con la sua forza e la sua determinazione ha tentato quasi il miracolo in una terra intrisa di sangue, è anche un vero e proprio testamento spirituale, il quale, nel testo della giornalista Mirella Taranto sfugge qualsiasi retorica e si fa portavoce invece di un messaggio di lucida speranza.

La regia a cura di Paolo Triestino restituisce il fiume di parole e di ricordi che sgorga dalla protagonista, metafora di quell’intrinseca esigenza di sconfessare, una volta per tutte, non solo gli atti di violenza e di prevaricazione ad opera del padre, ma anche l’omertà e l’ipocrisia di un sistema sociale che protegge lo status quo. Denise, come sua madre prima, è figlia della sua terra, ma in essa non si riconosce e non è riconosciuta. A dare ulteriore intensità all’atto scenico – che sfugge così il pericolo del didascalismo – un’interpretazione della Toscano molto fisica, quasi violenta, coadiuvata da una scenografia realistica (meraviglioso l’odore della torta fatta in casa dalla protagonista che si spande nel teatro per tutto il tempo della rappresentazione). 

Ed è anche attraverso la voce di Rita Pavone ne Il Ballo del Mattone che si espande dal giradischi, le immagini di Lascia o Raddoppia con un giovanissimo Mike Bongiorno, la busta della spesa e la preparazione della torta, che lo spettatore è catapultato in quegli anni, prova familiarità prima, poi persino conforto. Ed è così che la testimonianza di Denise stride di più, provoca pugni nello stomaco, il suo contraltare con l’umana esigenza di sentirsi al sicuro. E’ difficile immaginare un’altra interprete che non sia la Toscano: un ruolo che le si cuce addosso e che restituisce la profondità dei sentimenti che possono aver attraversato le donne di questa storia.

“Ogni volta che guardi il mare” è in scena ancora fino al 21 Febbraio al Teatro Lo Spazio di Roma.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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