Una foresta nei club, il tour dei Subsonica!

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Una foresta nei club, il tour dei Subsonica!

Festeggiare la maggiore età musicale è lo scopo di Una foresta nei club, il tour dei Subsonica che prevede tappe in diverse città italiane (a Roma c’è stato un doppio appuntamento il 4 e il 5 di febbraio a Spazio 900) e che racchiude il loro percorso discografico dal “lontano” 1997 fino ad oggi.

Luci intermittenti provenienti da quattro schermi alle spalle degli artisti seguono la musica e scandiscono anche il passaggio da un anno all’altro, relativo alle uscite discografiche in ordine cronologico. Tre brani per ogni disco, un intro storico-sociologico su ciò che ha reso quell’anno particolarmente memorabile e un brevissimo richiamo alla modalità di creazione dei propri lavori: i Subsonica sono questo, lo specchio di una realtà contemporanea grazie all’innesto tra testi impegnati (merito per la maggior parte del loro paroliere Max Casacci, chitarrista del gruppo) e musica d’avanguardia, sono insieme innovazione e tradizione musicale, melodie ricercate a metà tra il rock e l’elettronica. E tutta la loro Torino è presente e visibile sempre nella loro crescita artistica: difficilmente in altri luoghi sarebbe potuto venire fuori lo stesso prodotto, come se ogni città avesse il proprio particolare marchio di fabbrica. Nonostante qualche sbavatura tecnica, i bassi troppo pompati e l’audio a tratti lacunoso, il gruppo si distingue sempre sul palco per l’alta professionalità che li rende degli ottimi performer, magari non annoverabili tra i musicisti più geniali e virtuosi ma comunque creativi e peculiari a prescindere da ogni gusto personale.

fotoSubsonicaMusica tagliente e asettica la loro, un suono che dagli esordi è mutato puntando sempre più al suo versante dance senza dimenticare le radici più rock e funk, continuando comunque a risultare piacevole e a mettere d’accordo tutti: questo lo dimostra la presenza di diverse fasce d’età ai loro concerti, uno stuolo di fan che è sempre in numero nutrito e assai caloroso. Il percorso della loro carriera viene narrato tramite aneddoti da Samuel (il cantante, al secolo Samuel Umberto Romano) e anche da Max Casacci: lo show termina con l’esecuzione dell’unico brano scritto e concepito fuori dalla logica del disco, il celebre Tutti i miei sbagli, composto appositamente per la loro partecipazione al Festival di Sanremo nel 2000. La sorpresa di vedere gli strumenti aumentare sul palco nel corso degli anni, riproponendo scenari classici da studio di registrazione, è un elemento certamente positivo: in questo caso, ad esempio, il set che più salta all’occhio è quello del tastierista Boosta (Davide Dileo) il quale alla sua ben nota doppia tastiera su molla, ha scaletta-concerto-subsonica-tour-2016affiancato un altro paio di tastiere montate in verticale. Apparentemente più in ombra il bassista Vicio (Luca Vicini) e il batterista Ninja (Enrico Matta), forniscono la base del groove che più li rende riconoscibili: tutti elementi che fanno emergere anche il grande affiatamento e l’intesa tra loro sia a livello artistico che umano. Partecipare a un concerto dei Subsonica, soprattutto per chi li segue sin dagli esordi, è sempre un misto di emozioni differenti: sentire la colonna sonora della propria adolescenza e assistere con piacere al grande successo di pubblico, ottenuto senza perdere di vista la qualità che li ha sempre contraddistinti. E un risultato del genere nel panorama nazionale, per una formazione italiana dedita a una musica tutt’altro che commerciale, non è poi così tipico.

 

 

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