I FOALS AL FABRIQUE, TRA SINGALONG E CROWD SURFING.

Marlene Kuntz: “non ce ne frega un ca**o di essere cool”
28 Gennaio 2016
PATTY PRAVO: “Spero in altri 50 anni di carriera e per questo mi rimetto in gioco!”
31 Gennaio 2016

I FOALS AL FABRIQUE, TRA SINGALONG E CROWD SURFING.

83576591_foalsGiovedì 28 gennaio 2016 i Foals arrivano al Fabrique di Milano per l’unica data italiana del loro tour europeo, proprio dopo l’annuncio la mattina stessa degli show da headliner ai prossimi importantissimi festival di Reading&Leeds nella patria Inghilterra.
La band del carismatico frontman greco-inglese Yannis Philippakis formatasi ad Oxford nel 2005 ha celebrato i primi 10 anni di attività con il nuovo, quarto album What Went Down pubblicato ad agosto ed una tournèe mondiale che si concluderà nelle arene britanniche il mese prossimo. Ad aprire la serata sono gli Everything Everything, gruppo alternative di Manchester con all’attivo 3 album, che salgono sul palco alle 20.15 circa pronti a scaldare il pubblico milanese.
Il locale di via Fantoli 9 è colmo, seppur non sold out, di impazienti ed eccitati fan delle due band inglesi giunti da ogni parte d’Italia come in una sorta di grande raduno di appassionati di buona musica che solo un concerto riesce a realizzare.
Il set di apertura dura circa 40 minuti in cui la band, tutti vestiti in nero e giacca grigia ad accompagnare la sorta di mantello che indossa il leader Jonathan Higgs, dá una brillante prova di sè soprattutto con le hit più famose e coinvolgenti tratte dall’ ultimo lavoro Get To Heaven come Regret e No Reptiles, in un crescendo di cori e battiti di mani fino al gran finale di Distant Past, prima di lasciare spazio ai veri protagonisti. Sono passate da poco le 21.30 quando a presentarsi alla folla sono infatti Jack alla batteria, Edwin alle tastiere, Walter al basso, Jimmy alla chitarra ed infine Yannis, la cui voice irrompe sulle note Snake Oil, primo brano in scaletta. Segue Mountain at my gate, il singolo bomba di questa estate e poco più tardi la celeberrima My Number, su cui il pubblico non può fare a meno di scatenarsi ed il singalong è assicurato. Nonostante una breve interruzione dovuta ad un problema tecnico i musicisti inglesi sono molto carichi e non tardano a ringraziare i presenti, anche con qualche parole in Italiano come “Ciao ragazzi”, “grazie Milano” e “Amore”! I picchi di emozione si toccano circa a metà set con la struggente Spanish Sahara, mentre quelli di energia ed adrenalina con l’attesissima Inhaler che regala ai fortunati delle prime file il primo crowd surfing di Yannis (ammettiamolo, tutti sapevamo già che l’avrebbe fatto!). Il tempo vola ed è già ora dell’encore in cui su What Went Down, singolo che dá il titolo all’album, il frontman decide di farsi una vera e propria passeggiata tra il pubblico fino ad arrivare al bancone del bar, da dove decide di lanciarsi nuovamente per ritornare comodamente sul palco sorretto dagli spettatori, per andare a chiudere il concerto con Two Steps. È il momento dei saluti. Si riaccendono le luci, Jimmy si concede ancora qualche gioco con la pedaliera e poi é tutto finito. Finito per davvero.
Abbracci, urla, tanta eccitazione e qualche lacrima per i più emotivi. I Foals non potevano fare un ritorno migliore nel nostro paese dopo quasi 3 anni di assenza, provando ancora una volta come siano senza dubbio una delle migliori live band in circolazione nel panorama alternative mondiale e sicuramente meritino tutto il successo che stanno ottenendo mondialmente, e forse anche un po’ di più qui da noi per il giorno in cui torneranno a trovarci, che già non vediamo l’ora che arrivi!

Comments on Facebook
Beatrice Costanzo
Beatrice Costanzo
Vita a Milano e cuore oltremanica, potete trovarmi con i fiori tra i capelli ad un festival indie, a scattare selfie con gli artisti che intervisto o sul prossimo aereo che mi porterà in giro per il mondo per un nuovo tour. Amo scrivere, creare playlist di band sconosciute e cambiare colore di capelli ispirandomi alle mie blogger preferite.

Comments are closed.