LA REGINA DEL REGGAE MAMA MARJAS PRESENTA IL SUO ULTIMO ALBUM “MAMA”

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LA REGINA DEL REGGAE MAMA MARJAS PRESENTA IL SUO ULTIMO ALBUM “MAMA”

È la regina indiscussa della reggae music pugliese. All’attivo più di 400 date live e quattro album di cui l’ultimo, “Mama”, è uscito lo scorso 15 ottobre prodotto da Don Ciccio per Love University Records. Nel suo sangue scorre caldo il ritmo e il sound della Mama Africa “grande e forte e dall’anima nobile” che da sempre abita in lei e a cui dedica l’intero album, di cui ha curato musiche e testi. Sto parlando di una delle voci fuori dal coro più interessanti dell’attuale panorama discografico italiano, la “mosca bianca” della scena underground made in Puglia Mama Marjas. “Mama” è un concept album che si potrebbe definire in stile world music. Al suo interno convergono armoniosamente generi di diversa estrazione, dalle sonorità africane a quelle latinoamericane, dal reggae a motivetti dal sapore rock ‘n’ roll targato anni ’60, che si incontrano contaminandosi tra loro. Il risultato è un disco di ottima fattura, uno di quegli album che si fanno ascoltare dalla prima all’ultima traccia e che ti viene naturale accompagnare muovendo la testa e le gambe a tempo. Il videoclip del primo singolo estratto, “La Gente”, vede alla regia un altro Mama Marjastalento fiore all’occhiello della Puglia, il regista Mauro Russo. Al centro dell’album due grandi protagonisti: la Mama Africa che vibra nelle corde vocali ed emotive di Mama Marjas e “quella gente” ipocrita e disinteressata a cui l’artista le suona senza peli sulla lingua. “Mama” segna una rinascita per la regina del reggae pugliese che ha avuto inizio lo scorso ottobre con il lancio del disco e la tournée insieme all’Orchestra di Piazza Vittorio per presentare a teatro la Carmen nella versione del regista Mario Tronco. “Un personaggio forte e sensibile” che ha subito sentito nelle sue corde, come da lei ammesso. Dal 15 dicembre sarà di nuovo in tour per promuovere l’album, noi di Four Magazine l’abbiamo intervistata per farci raccontare qualcosa in più su “Mama” da questa interprete solare e talentuosa che non ha mai rinunciato alla sua appassionata identità musicale per cedere alle leggi del mercato. Scopriamo cosa ci ha rivelato.

“Mama” contiene dodici tracce in cui usi la musica per raccontare un po’ tutti i sud del mondo. È in questo senso che il tuo disco può considerarsi un “concept album”?

In sostanza sì, perché il filo conduttore del disco è l’Africa con la sua storia di culture, ritmi e musiche. La schiavitù è stato un dramma per l’umanità ma ha portato anche tantissima bellezza, dando origine a quella che è la musica che io ora amo. La contaminazione dei vari sud del mondo, tramite la cultura del popolo africano, ha portato alla creazione del cha cha cha, del samba e di altri svariati generi musicali. L’Africa è sempre stata in me, è sempre stata nel mio cuore, nei miei pensieri e nelle mie preferenze musicali. Con questo disco ho avuto l’occasione di realizzare un album in prima persona, curando musiche e testi, ed è per questo che ho voluto metterci all’interno tutto quello che a me piace, e tanta roba è rimasta anche fuori!

“La Gente” non è solo il titolo del primo singolo estratto da “Mama” ma anche un soggetto attivo di tutto l’album a cui “le suoni” anche nel brano “Dicono”. Com’è questa gente, Maria?

MAMA_Mama MarjasNei due anni in cui sono stata ferma dopo “We Ladies” ho visto un grande cambiamento nella scena reggae italiana ma anche internazionale. Qualcosa è cambiato nella musica ma perché ci sono state molte trasformazioni a livello sociale. Io sono una persona molto empatica e di cuore, non è un caso se mi chiamo Mama Marjas, e sono nata in un movimento reggae che era davvero “one love”, ci si voleva tutti bene e si cantava insieme. Andando avanti la scena si è sgretolata e ho visto cadere tutti i valori legati al reggae, cosa che io ho vissuto molto male. Sono una a cui piace interagire con il pubblico e la freddezza della gente mi fa davvero paura. Per strada vedi gli occhi delle persone che sono davvero diversi e anche la musica ultimamente è molto più fredda, quanto la gente che la fa. Ormai tutto è diventato un mercato in cui vendere prodotti: cantanti che diventano prodotti che realizzano a loro volta prodotti musicali venduti come le mele al supermercato. Purtroppo da un po’ di anni questo è diventata la musica in Italia e la cosa mi rattrista. Nei brani che faccio metto sempre quello che sento e, così, sono venuti fuori queste due canzoni in cui parlo della gente. Credo davvero che quello che sta succedendo alla società sia pericoloso: il menefreghismo, questo totale individualismo, fare finta di esserti amici e di essersi simpatici. È tutto un po’ una finzione ed una come me, in una società così, non ci sta molto bene.

Nel video di “La Gente” sembri ricordare un po’ una sposa cadavere e un po’ una tela di Frida Kahlo. Com’è nata l’idea?

Nella sonorità della canzone, che è stata prodotta dal mio amico Arge mentre gli scratch sono di Rekalize, ho sentito molto Messico. Mi è venuta subito in mente la santa muerte, come se scendesse in Terra dicendo: “guardate come vi siete ridotti”. È stato un po’ questo il mio pensiero. Alla santa muerte mi hanno riportata le sonorità e il tema della canzone, me la sono immaginata scendere tra gli umani e guardare il mondo come è diventato. Nella leggenda messicana la santa muerte è una donna che è diventata così perché è stata ad aspettare l’amore della sua vita seduta al bancone di un bar. Ma questo brano mi ha fatto pensare anche a Carmen nell’aldilà…

A proposito di Carmen: ne hai interpretato i panni nella versione proposta dal regista Mario Tronco accompagnata dall’Orchestra di Piazza Vittorio. Che esperienza è stata?

È stata un’esperienza sensazionale in un periodo di un po’ di buio e tristezza, come raccontavo. Mi rendevo conto che più musica hai voglia di fare e più hai le possibilità limitate, ti interrompono la strada perché sembra quasi che vada solo la musica mediocre. Più ti impegni e meno vieni considerata. In un momento così per me la Carmen è stato come un segno del destino che mi ha dato la prova che stessi facendo bene a non “svendermi”, a non fare una musica banale solo per andare in radio. Mi sono trovata benissimo nell’interpretare Carmen perché è un personaggio molto nelle corde di Mama Marjas. Poi Mario Tronco è una persona dotata di una conoscenza e una sensibilità musicale ed umana davvero immense e l’Orchestra di Piazza Vittorio è gente come me, gente di cuore che si mette al servizio della musica e per cui le emozioni e le sensazioni sono al primo posto su tutto. Quindi è stata un’esperienza bellissima perché ho potuto ribadire il messaggio di “Bless The Ladies” e cioè che essere donne, essere indipendenti ed essere libere non è semplice e Carmen ne sa qualcosa. È stato davvero molto emozionante e spero che questa esperienza possa continuare portandoci a girare altri teatri d’Italia, si sta lavorando su questo e speriamo bene!

Si avvicina il Natale. Cosa vorrebbe trovare sotto l’albero Mama Marjas?

Se dovessi pensare a qualcosa di materiale, allora vorrei l’eredità di qualche vecchio texano che mi permetta di comprarmi una casa perché in questo mondo è davvero dura, bisogna non fermarsi mai per andare avanti. Il mio desiderio, invece, per Natale, anche se potrà sembrare banale, è la pace nel mondo, qualcosa di cui in questi tempi abbiamo bisogno più che mai perché la gente sta diventando come dicevo prima e perché ci stanno mettendo gli uni contro gli altri, ci stanno allontanando sempre di più e a me fa paura questo clima di individualismo in cui ognuno pensa per sé e non vuole stare affianco ad uno straniero o a qualcuno che non conosce. Il mio grande desiderio, quindi, non può che essere questo, la pace e la tranquillità nel mondo dove ognuno possa vivere bene e serenamente, dove non ci sia gente corrotta e ognuno abbia il diritto di avere una casa e un lavoro, che è la base dei diritti umani.

www.mamamarjas.com

 

 

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