Il tour di Madh per ballare e riflettere.

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Il tour di Madh per ballare e riflettere.

Una DJ, due ballerini e Madh: pochi ingredienti in grado di mettere su uno show di tutto rispetto. Tutto è ridotto all’osso, all’essenziale: non ci sono effetti speciali, né particolari giochi di luce o scenografie. Madh è una persona a madh_980x571cui piacciono i fatti: tutto il concerto è concentrato unicamente sulle sue canzoni. Parla poco (o non lo fa affatto) tra un brano e l’altro, ma questo non gli impedisce di creare un legame con il suo pubblico che già dalla prima canzone si mostra entusiasta: complice il fatto che il brano che apre il concerto sia River, il primo singolo del suo album Madhitation. Si procede poi con due brani più datati, la cui esistenza risale a prima della sua esperienza a X Factor, in cui l’anno scorso riuscì a piazzarsi al secondo posto. Parlo di Boomerang e Triangle. Su quest’ultimo pezzo fa entrare l’asta, dichiarando che è fondamentale per la sua esecuzione, come a voler far capire al pubblico che con Madithation non solo si balla, ma si riflette anche, e che le parole hanno un loro peso. Prima di esibirsi con Tree un pensiero va alle vittime di Parigi. “Noi artisti non possiamo fare altro che cantare. Ed è quello che faremo”. Il brano è dedicato a loro, così come il successivo, Eyes on you, che recita: “Mostra la tua pistola al mondo. Adesso appoggiala sul pavimento. Adesso spingila lontana. Adesso mostra il tuo amore al mondo.” A questo punto del concerto è chiaro che le canzoni suonano dal vivo esattamente come su disco: pochissime variazioni, se non quelle a livello vocale. Madh non si risparmia e anzi rischia più durante il live che nell’album. Si continua con Vai, unico brano in italiano del disco, accolto con gran calore dal pubblico. “Con il dolore creati l’arma, comandante del Karma”. Cambiamento, equilibrio, riflessione, esplorarsi: di questo parlano le canzoni ed è papabile il fascino che il buddismo ha esercitato su Madh nella stesura dei testi e delle musiche. Il sound è moderno e contaminato: arriva il raggae con Kyoto Mind e il rap con Madhitation. Il cantante si prende un paio di minuti di pausa, ma non il pubblico che continua a ballare grazie a Elisa B., la DJ. Quando Madh torna sul Foto madh mario ilariapalco Powa-Faya e Gong fanno scatenare il pubblico senza pudore. Gong in particolare, che già sul disco si distingue per la sua particolare potenza, acquista ancora più forza dal vivo. Siamo già arrivati all’ultimo brano, She. “She looks upon, never under. She got a sky in her mind”. Il cantante non fa in tempo a salutarci, ringraziarci e uscire di scena che già il pubblico chiede in coro il bis. Scontato, dato che manca il brano da cui è tutto partito. Non si fa aspettare molto e con Sayonara regala gli ultimi tre minuti di energia, e se fino ad adesso i ballerini hanno ballato intorno a Madh, adesso Madh si esibisce insieme a loro in una vera e propria coreografia. Nessuna cover ad arricchire la scaletta ed è un peccato, perché nel suo EP di esordio ce ne sarebbero state di interessanti da proporre. Il concerto, purtroppo, ha dovuto pagare colpe della location: l’audio pessimo e distorto in parecchi momenti ha come messo in un tritacarne tutto il talento di Madh. Un concerto che non delude assolutamente le aspettative, ma che anzi lascia con la voglia di scoprire cosa sarebbe in grado di fare questo ragazzo con qualche strumento in più: sicuramente uno spettacolo che saprebbe tenere testa a quelli dei nostri idoli europei o americani.

Manuel Malavenda

 

 

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