E’ DELIRIUM il nuovo album di Ellie Goulding: poca passione e fantasia.

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E’ DELIRIUM il nuovo album di Ellie Goulding: poca passione e fantasia.

Dopo il grande successo riscontrato grazie al suo contributo per la colonna sonora di 50 Sfumature di Grigio, Ellie Goulding pubblica il suo terzo disco: Delirium.

La prima traccia è Intro (Delirium). Paradossalmente è uno dei momenti migliori dell’album, un intreccio di cori che evoca un’atmosfera molto suggestiva. Peccato che tutto ciò sia altamente fuorviante: di queste sonorità nell’album non ci sarà praticamente traccia. Delirium è infatti un album pop all’ennesima potenza, che prende nettamente le distanze dal secondo album della cantante, Halcyon, caratterizzato da atmosfere molto più cupe e misteriose. Nella versione Deluxe si contano ventidue brani, ma di alcuni non si sarebbe sentita la mancanza. Probabilmente una billboardtracklist più concisa avrebbe aiutato a esaltare le sfumature di sound che così vanno un po’ a perdersi e a far suonare l’intero album un po’ monotono. Soprattutto perché le canzoni sembrano costruite tutte intorno alla stessa logica e con lo scopo di esplodere in ritornelli che martellano in testa. Da questo ragionamento si sottraggono Keep on Dancin’ e Don’t Need Nobody, canzoni in cui siamo rispettivamente accompagnati da fischi e schiocco di dita. Sono le tracce più psichedeliche e ipnotizzanti dell’album, quelle che forse più di tutte lasciano intravedere la Ellie Goulding di Halcyon. Tra le più interessanti del disco, insieme ai singoli fin’ora estratti: On My Mind, molto orecchiabile, ma con un suo perché, e Army che porta un po’ di romanticismo all’interno del disco (“When i’m with you I’m standing with an army”) e il cui climax ricorda la famosa Love me like you do. Lost & Found è una svolta inedita per Ellie Goulding, che strizza un occhio al country. Carina, ma niente di memorabile. A distinguersi dal gregge ci pensa anche Devotion, uno dei brani che convince di più, con l’arrangiamento più interessante in assoluto (molto elettronico con un bridge fatto di arpeggi di chitarra e un accenno di dubstep verso la fine) e che finalmente lascia respirare la bella voce di Ellie Goulding. Interessante anche Holdin On For Life. Le altre tracce sono a mio parere orecchiabili, carine, ma non essenziali per la buona riuscita del disco, soprattutto se consideriamo che canzoni più meritevoli hanno trovato posto solamente nella versione Deluxe. È il caso di I Do What I Love, la più particolare di tutto l’album, a tratti schizofrenica e con richiami esotici, ma se è vero che il nome dell’album è Delirium, allora quale pezzo migliore di questo da inserire nella versione Standard? Sicuramente avrebbe meritato un posto anche Heal che mostra una Ellie Goulding più vulnerabile.

Il delirio è uno stato che denuncia la perdita del controllo razionale in seguito all’intensificarsi della passione o all’esaltarsi della fantasia, ma nell’album non è presente tutto questo. Pur rimanendo un ottimo album pop, i momenti di passione e creatività sono pochi. Uno di quegli album che potrebbe esaurire il suo potenziale comunicativo dopo pochi ascolti.

Manuel Malavenda

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