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Romina Falconi presenta a Four Magazine il suo primo album.

Romina Falconi_004 bRomina Falconi presenta il suo primo album “Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio”

Romina Falconi ha avuto un percorso difficile, sia discograficamente parlando, che nella vita. Diretta e spontanea, racconta a noi di Fourzine la sua storia e il percorso che ha portato alla nascita del suo primo cd, uscito venerdì 6 novembre. Non fatevi ingannare dalla copertina, dietro al “boscaiolo intrappolato nel corpo di Betty Boop”, come lei si definisce, si trova una artista autentica e dolcissima.

 Il 6 novembre è uscito il tuo primo album, “Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio”. Ci puoi spiegare il significato di questo titolo?

L’amore e la passione non sono imperdonabili a volte, nessuno vuole mai dirlo, però secondo me con un filo d’odio ci si salva sempre, nel senso che i desideri, certi sogni, come quello mio di realizzare questo disco, si pagano tutti, nel bene e nel male. Ultimamente sento molte cantanti parlare d’amore, tutte relegate sotto una categoria che tratta sempre di amore dignitoso: “mi hai tradito, ti perdonerò”. No! Mi hai tradito, sei uno stronzo. Solo io dopo una delusione prendo e impazzisco? Allora dico: perché non dirlo? Perché alla fine la vita è tanto bella così. Più va avanti il femminismo, più non c’è mai una che dica “adesso mi hai rotto il cazzo”, che dica quello che prova.

Ogni cd ha una sorta di fil rouge che collega ogni traccia. Quale pensi sia il tuo?

Io volevo dire la vita è tosta, però è anche la cosa più bella che possa esistere. Prima di fare uscire questo CD ho provato quattro volte con canzoni diverse, quattro volte sono andata vicina così, ho avuto proprio sfiga, non mi viene un termine più elegante. Quando due settimane fa ho visto il CD per la prima volta, sembrerà puerile, ma sono scoppiata a piangere come una matta. E’ come un cerchio che si chiude. Ogni primo cd secondo me racchiude un lavoro di pancia, perché tu non scrivi per un pubblico. Proprio perché in questi anni ho ricevuto tanti no, non ho dato mai per scontato l’idea di fare uscire un disco, dunque non ho mai scritto pensando “scrivo per quel pubblico lì”. I primi cd sono prodotti di pancia che possono essere amati o odiati, ma almeno sei stato tu, hai raccontato la tua storia.

Hai anche affermato di aver trovato finalmente il modo di amarti. Come riesci a conciliare la ferocia di cui parli come caratteristica della tua indole con questo ultimo aspetto?

Bella domanda. Io per tutta la vita mi sono sentita fuori posto. Ho avuto una vita che, vuoi o non vuoi, è stata abbastanza sopra le righe. Non sentirmi mai appartenere a una cosa, a una categoria precisa, da una parte è stata una cosa molto tosta da vivere, dall’altra è stata anche la mia fortuna. Ad esempio, sono quella che prende e si innamora dei soggetti che sono un po’ interrotti, porto un rispetto incredibile a tutti quelli che magari potrebbero sembrare strani. Ho cercato sempre di essere me stessa, ma ho imparato ad amarmi col tempo. Però tirar fuori quella cattiveria sana mi ha fatto bene.

Però tutto questo comunque ti permetterà di distinguerti per quello che scrivi!

Eh speriamo, nel senso che lo scopo non era quello, lo scopo mio era quello di non omologarmi perché io mi sono detta: ma se va male? Non sono neanche stata me stessa. E poi chi è che mi calma a casa quando si spegne tutto? Secondo me qualche muro bisogna romperlo sempre, perché se esiste già quella cantante, perché io devo fare come lei? Piuttosto fare un po’ la differenza, anche a costo di finire con le ossa rotte, però sei stato tu che non sei piaciuto davvero.

Molte artiste abusano della propria femminilità rendendola il centro della propria immagine artistica e anche delle tematiche delle loro canzoni. In virtù anche dei contenuti del tuo album, che immagine hai scelto di dare e che immagine vorresti dare?

A me piace molto giocare con la femminilità e poi dentro però sono veramente un taglialegna. Questa cosa è sempre difficile, ci devi combattere molto. Secondo me non arrivano quei messaggi che non sono veri. Credo che una cosa sudata e presentata in maniera vera, per quello che è, sicuramente porti più frutti di una cosa che è super elaborata ma che poi non porta a niente di buono. Mi piace giocare con la femminilità, però voglio restare autentica.

Una delle tracce dell’album, Eye-liner, è in featuring con Immanuel Casto, con cui hai collaborato anche in passato. Come è stato lavorare con lui?

Abbiamo incominciato a collaborare perché avevamo lo stesso manager, che ci ha proposto di cantare insieme “Crash”. In poco tempo abbiamo fatto il video della canzone, che ha fatto tantissime visualizzazioni. Da lì siamo diventati grandi amici. Lui m’ha voluto tanto bene, mi ha sempre guidato, ha quel coraggio che io voglio avere da donna. Sembriamo appartenere a due mondi diversi, in realtà io e Immanuel siamo uguali, abbiamo tutti e due voglia di non rappresentare la categoria classica, solita, che ci si aspetta, lui a modo suo per temi anche sociali, fa satira, io lo faccio nei sentimenti. E’ molto bello lasciarsi guidare da lui, mi ha fatto sentire meno sola, che sembra una sciocchezza ma non lo è.

Romina Falconi_Cover bMi ricordo di te nell’edizione di X-Factor 2012 e ricordo anche che Morgan, nel tuo percorso, ha deciso in itinere di stravolgere la tua immagine. La mia curiosità è questa: dov’era la vera te?

La vera me c’era, però era troppo preoccupata a vedere che cosa volessero fare di quella che era la superficie, perché non è solo il capello tagliato, che ti stravolge. Mi piace vestirmi da pin-up e tu mi chiedi di assomigliare a David Bowie, è una bella responsabilità. Io sapevo che non sarei mai arrivata in finale, dunque pensavo “perché tutto questo cambiamento?”. E’ un programma televisivo gestito da autori televisivi, dunque te ne accorgi quando ti danno cose troppo strane, troppo complicate o cose più mainstream, a prima lettura per tutti. Non è facile. Più tempo passava più dicevo: “perché mi volete stravolgere? Perché questo accanimento?”, poi in realtà ho capito che i
giudici non possono far fare percorsi uguali a tutti i loro concorrenti. Però è anche una esperienza che consiglio agli altri, ma non è che arriva X Factor e ti cambia la vita, ti devi fare un culo così, questo mi permetto di dire alle persone. La tv è un mezzo potentissimo, ma lì per lì, poi il tuo percorso te lo devi costruire. Non ne voglio parlare male, ma non voglio nemmeno gridare al miracolo.

Da allora ad adesso come pensi di essere cambiata?

Bella domanda! Non lo so quanto sono cambiata, sono cambiata molto perché da allora ho iniziato a volermi più bene, ho capito che non dovevo cercare di essere buonista, ho deciso di fare uscire fuori questo mio lato. Credo di essere cambiata molto anche perché ho cominciato a sperare un po’ di più nelle persone. Nel 2012 non c’era proprio nessuno che mi considerasse, ora invece ci sono delle persone che si sono messe a lavorare con me, a fare gli arrangiamenti, ho più speranza nel cuore.

Che dire, in bocca al lupo Romina!

a cura di Lorenza Fici

 

 

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