#Medimex2015: Inaugura “Sir” Brian Eno le giornate del Salone dell’Innovazione Musicale

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#Medimex2015: Inaugura “Sir” Brian Eno le giornate del Salone dell’Innovazione Musicale

Da cinque anni, ormai, c’è un appuntamento fisso a Bari a cui gli amanti della musica non possono mancare: si tratta del Medimex, il Salone dell’Innovazione Musicale che quest’anno giunge alla sua quinta fortunata edizione. Tre giorni di dibattitti, incontri e concerti, in cui i professionisti del settore, ma anche semplici appassionati, hanno modo di confrontarsi con le nuove tendenze ed esigenze del mercato discografico.

eno2Quest’anno la giornata inaugurale ha goduto di un gran cerimoniere, un maestro della musica internazionale che è già iscritto nel firmamento dei compositori e musicisti che hanno fatto storia: Sir Brian Eno. Ospite del secondo incontro con gli autori, ad accoglierlo un’arena gremita di gente accorsa da tutta la Puglia, e non solo, per ascoltarlo parlare del suo modo di fare arte attraverso i molteplici canali e forme di espressione a cui da tempo è solito ricorrere. Uno sperimentatore pronto ad accogliere e a ritradurre in forme originali e cangianti tutti gli stimoli e le intuizioni raccolte dall’esterno. Compositore, musicista, “videopainter”, produttore ed interprete Eno è quel che potrebbe definirsi l’icona moderna dell’uomo rinascimentale, dotato di una cultura a 360° che tende all’universalità.

Sul palco dell’arena un uomo che si è fatto adulto senza dimenticare il bambino che continua ad abitare in lui e che è riconoscibile nella sua voglia di scherzare e continuare a giocare. Ironico e sorridente, Eno racconta come sia nata e si sia sviluppata la sua passione. Le sue parole prendono la forma di schizzi tracciati al momento sui fogli di un’agenda con cui il “Sir” ha cercato di ricostruire le tappe salienti del suo approccio con l’arte. Un racconto che inizia 58 anni fa e in cui realtà e fantasia tendono a mescolarsi in un tutt’uno indecifrabile, perché, come scherza Eno
dal palco “preferisco parlarne così, con fantasia, altrimenti la realtà risulterebbe troppo noiosa”. Cinquantotto sono gli anni trascorsi da quando, bambino, ascoltò per la prima volta il singolo “Get a Job” dei Silhouettes. Il “Sir” racconta del padre postino e dei suoi sacrifici per mandarlo a scuola. “Ricordo una notte in cui, rientrando a casa, svenne per la stanchezza – afferma Eno – . È stato allora che mi sono detto che non avrei mai avuto un lavoro. E così è stato. Sono diventato artista a partire da questa consapevolezza” scherza Eno.

enoSi delinea pian piano il profilo di un uomo che ha coltivato tutti gli stimoli che lo hanno incuriosito, dalla pittura a cui si dedicò per breve sulla scorta dell’amore per le tele di Kandinsky e Renoir alle registrazioni video per via della possibilità di invertire il tempo, dalle sue prime “sculture di luce” alla prima rock band abbandonata perché non amava le tournée. “Alla fine degli anni ’70 ho capito come giocare con le luci e ho iniziato a fare i miei primi video paintings – continua Eno – . Fu in questo periodo che sviluppai anche l’idea dell’ambient music. Avevo due idee: fare musica come se fosse un dipinto e fare dei video come se stessi dipingendo. Due idee che, poi, si sono incontrate e fuse”. Un piacere ascoltare il “Sir” parlare del suo modo di esprimersi, facendo arte, come se si trattasse di un gioco. “Ho dedicato la mia vita all’obiettivo di rimanere un bambino, un bambino per cui tutto è nuovo. Come dico sempre – conclude Eno – i bambini imparano attraverso il gioco, gli adulti giocano facendo arte”. Chi lo ama e segue da tempo non potrà che essere grato a quel bambino e alla sua voglia di giocare per le emozioni che gli ha regalato.Vi ricordiamo che al Teatro Margherita di Bari, sino al 14 novembre, sarà possibile visitare Light Paintings, l’installazione opera di Brian Eno.

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