Selah Sue in concerto ai Magazzini Generali.

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Selah Sue in concerto ai Magazzini Generali.

Dopo una prima visita al nostro paese ad Aprile, Selah Sue decide di tornare con un doppio appuntamento: Milano e Roma. Seppur comprare il biglietto significasse farsi due ore di auto e pagare per un concerto essenzialmente già suevisto pochi mesi prima (solo un paio di variazioni in scaletta a far la differenza), non ho avuto alcun dubbio nel farlo: ecco la potenza del live che Selah Sue porta sul palco. Il concerto ha un inizio dolce, sulle note di Always Home, ballata suonata alla chitarra, perfetta per godersi a pieno le sfumature di una voce come la sua. Si prosegue sempre Scalettain acustico, questa volta con il pianoforte, in una versione riarrangiata di Reason che dà anche il titolo al suo nuovo album. E da qui in poi la dimensione acustica diventa veramente una piccola percentuale dello show: quasi tutti i pezzi sembrano studiati per riempire di energia l’aria dei Magazzini Generali. La scenografia è povera: alcune parole sullo sfondo e un ventilatore sotto al microfono per far muovere vestito e capelli, nient’altro. Tutta l’energia e l’entusiasmo che pian piano (ma neanche troppo lentamente, in realtà) si percepisce nel pubblico sono merito della musica e del carisma dell’artista belga. Stile inconfondibile che fonde il reggae, il soul, l’hip hop. Diversi i momenti in cui la cantante mostra le sue abilità tecniche e quasi ci si chiede se stia rappando (e in realtà nel brano Together non ha alcun problema a sostituire il rapper Childish Gambino, presente nella versione registrata). Su This World ci viene presentata la band: notevole la corista, bellissima voce per accompagnare una straordinaria artista. La stessa Selah Sue ha poi chiesto al pubblico di farle da coro in I won’t go for more, pubblico che non è si tirato indietro, ha anzi cantato a gran voce. Così come a gran voce ha cantato Raggamuffin, il maggior successo della cantante. Se dovessi trovare un difetto al concerto è che scivola via troppo velocemente: si è già arrivati all’ultimo brano, ma si ha ancora voglia di ascoltare tanti brani quanti quelli già suonati. Dopo il richiamo del pubblico, torna sul palco a chiudere lo show con l’ipnotizzante Right where I want you. Selah Sue è riuscita a portare a Milano uno show che è elegante e potente allo stesso tempo, unico nel suo genere. E se dovesse tornare in Italia a proporcelo per una terza volta, probabilmente la prima fila sarebbe di nuovo mia.

SCALETTA:

Always home

Reson

Daddy Black Part

This world

Fyah

Break/Time

I won’t go for more

Sadness

Peace of mind

On the run

Alone

Raggamuffin

Together

Crazy Sufferin Style

Right where I want you

 

Recensione e foto di Manuel Malavenda

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