ROCCO URLA: SIGNOR HUNT!

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ROCCO URLA: SIGNOR HUNT!

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Per l’uscita del secondo album il giovanissimo rapper campano ha scelto una location che lui stesso ha definito come il simbolo della modernità in Italia: la darsena a Milano. Rocco Hunt canta tre dei nuovi pezzi (in uscita il prossimo sabato) per il nutrito gruppo di fan e di curiosi, e conclude la performance con la hit nu juorno buono, suo primo singolo e canzone vincitrice della sezione giovani del festival di Sanremo 2014.
Rocco Hunt è cresciuto, è sicuro delle sue risposte e ci racconta senza mezzi termini il percorso del disco in uscita: Signor Hunt.

A: In cosa e perché Signor Hunt è diverso dal tuo primo disco ’a Verità?
RH: Signor Hunt è diverso perché ho cominciato una vita totalmente differente, mi sono trasferito a Milano, ho conosciuto l’amore, infatti questo è un album che parla molto d’amore, non solo quello romantico ma anche quello per le proprie radici, per la musica e per i propri sogni. Con Signor Hunt non sento il peso del successo sanremese, ho preso un anno di tempo per comporre un disco che sentissi veramente mio, senza le paure, né i timori che hanno accompagnato il mio esordio al grande pubblico.

A: Hai collaborato con molti artisti, qual è stata per te la collaborazione più significativa?
RH: Ogni featuring ha per me un significato differente, è stato un onore collaborare con artisti di cui io stesso sono fan, ad esempio Neffa, il suo contributo è stato un’iniezione di fiducia e grazie a lui ho imparato molto, oppure Mario Biondi del quale amo la potenza vocale, il rap infonda nasce dal blues, perché campionare le voci della storia del blues statunitense, quando abbiamo l’occasione di fare qualcosa di innovativo con uno dei grandi artisti del nostro paese?

A: Proprio a proposito delle collaborazioni, è noto il profondo rapporto con Enzo Avitabile, che come nel primo album, ancora una volta lavora con te, che tipo di legame vi unisce?
RH: Non esisterebbe Rocco Hunt senza Enzo Avitabile, i grandi della musica napoletana sono, secondo me, miti da ammirare e da prendere ad esempio.  Ho chiesto a molti artisti italiani una collaborazione ma nessuno è come Enzo, lui sa vedere con gli occhi del presente e soprattutto non ha paura di imparare ogni giorno cose nuove, con lui sono cresciuto moltissimo musicalmente, è uno straordinario maestro di vita oltre che di musica.

huntA: L’ultima domanda è dedicata alla musica, tornerai mai a fare pezzi tecnici come pane e rap?

RH: Per ora no, pezzi così tecnici hanno bisogno di un terreno estremamente fertile e credo inoltre che non sia quello il mio ruolo nel panorama musicale italiano, preferisco sperimentare maggiormente per raggiungere un pubblico più ampio e diversificato.

 

Le date del tour sono ancora incerte, ciò che è certo è che Rocco Hunt è tornato in grande stile con un’incontenibile voglia di raccontarci l’Italia, l’amore ma soprattutto la musica, con uno stile completamente rivisto, e una forza straordinaria se consideriamo la sua giovane età. Lascia il live in Darsena con un invito a non abbandonare i propri sogni, e si rivolge a tutti, perché, dice, la vita che vive oggi, è partita da un sogno e dalla volontà di crederci, sempre.

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