Fedez ridipinge il suo Pop-Hoolista con una nuova edizione | La recensione

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Fedez ridipinge il suo Pop-Hoolista con una nuova edizione | La recensione

fedez-pop-hoolista-coso-dipinto-copertina-e1442324411111Non si può dire che il titolo del disco di Fedez non sia sincero: al di là del gioco di parole, Pop-Hoolista è davvero un disco populista nei suoni e nelle parole. E a un anno di distanza, Fedez lo fa riuscire in una nuova edizione ribattezzata Cosodipinto Edition, dall’epiteto che Maurizio Gasparri gli affibbiato in una lunga diatriba su Twitter. La differenza con la versione standard è ovviamente nella quantità: oltre al cd con il disco, un altro cd con due inediti (21 grammi e Beautiful Disaster, cantata con Mika, collega giudice di X-Factor) e un dvd con il concerto del tour di Pop-Hoolista. Un’operazione ovviamente per fan e collezionisti, visto che il disco continua a vendere molto bene – al momento di scrivere è 8° nella classifica FIMI e 2° in quella digitale.

Il disco resta quindi sostanzialmente invariato: 20 tracce fatte di ritornelli orecchiabili, giochi di parole a getto continuo, testi che si gettano a capofitto contro bersagli generici e qualunquisti come “i politici”, “le tasse”, “i cardinali”, “la scena hip hop”. Ma a Fedez, tra i pochi cantanti amati dagli adolescenti a esporsi politicamente (ribadendolo nel disco “E i grilli parlanti non sono ben visti”), non si chiedono analisi politiche o riflessioni troppo in profondità, ma la capacità di far cantare e ballare i ragazzi al suono di parole a volte dure con suoni e ritmi leggeri e accattivanti: più pop che hip hop (e infatti il disco si chiude con la dance folkloristica di M.I.A.) in anziché rappare spesso parla, direttamente all’ascoltatore, provando a dare profondità ad arrangiamenti e produzione che paiono troppo leggeri. Funziona meglio quando si guarda dentro o sposa l’umorismo, come nei singolo Magnifico con Francesca Michielin, L’amore è eternit con Noemi o Non c’è 2 senza trash.

Veniamo ora agli inediti: 21 grammi è una canzone melodica, sorretta da una chitarra classica, con linee vocali vicine a Tiziano Ferro che irrompono in hip hop solido e dolente ed è la migliore dell’intero disco; Beautiful Disaster vede Mika a cantare il ritornello, l’andamento è cadenzato ma troppo simile a molto pop contemporaneo, senza idee né guizzi. Questa cosodipinto edition alla fine dei giochi è una vetrina per Fedez mentre cominciano le fasi live di X-Factor e di sicuro autori e produttori hanno fatto un buon lavoro con il singolo di lancio. Se poi però, ci si occupasse di curare di più il lato musicale senza la smania di arrivare a tutti, la sua musica sarebbe forse un po’ meno popolare e un po’ più memorabile.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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