AUGENBLICK: L’istante del possibile @ Teatro Studio Uno

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AUGENBLICK: L’istante del possibile @ Teatro Studio Uno

Fin dove si spinge l’esplorazione dello spazio, la ricerca accurata di ciò che appare invisibile o addirittura inaccessibile? Può portare davvero lontano, condurci in un viaggio infinito che rompe la linearità del tempo entrando in una temporalità eterna.

La sete di verità, di dimostrare una teoria diventa prerogativa fondamentale di Pierre Sogol, pensatore e idealista, scienziato ed artista. Egli trascorre la sua vita nella ricerca di prove empiriche a sostegno della teoria della relatività generale che furono per lui di profonda ispirazione per le sue idee sulla curvatura della luce e dello spazio. Queste lo porteranno ad organizzare la sua ultima spedizione alla ricerca della montagna cosmica sulla superficie terrestre. Tuttavia le condizioni meteorologiche misero seriamente in difficoltà la spedizione: del gruppo non si ebbero più notizie dalle 23:46 del 1° luglio 1941.

Pierre Sogol è il protagonista di Augenblick: l’istante del possibile, nuovo lavoro di Amaranta Teatro che apre la stagione del Teatro Studio Uno a Roma in scena fino al 18 ottobre 2015.

Ispirato al libro incompiuto di Renè Daumal “Il monte analogo”, Augenblick, che tradotto dal tedesco vuol dire “istante”,  porta lo spettatore in un ambiente denso, immersivo che abbatte i limiti del palcoscenico, introducendolo fisicamente nel mondo di Sogol e dei suoi familiari, nei loro angoli più intimi e più oscuri. Augenblick si presenta come un varco nel tempo, lo stesso varco che muove il desiderio di ricerca in Sogol. Un tempo passato, un tempo di guerra.

Ci troviamo nei primi anni ’40 e a suggerirlo è soprattutto lo spazio entro cui la performance si svolge. Uno spazio ricchissimo di dettagli dove assumono un ruolo fondamentale a livello drammaturgico tutti gli oggetti, gli indizi, le fotografie, i tarocchi nei piatti e soprattutto gli innumerevoli simboli disseminati in casa Sogol.

Il simbolismo è un perno fondamentale nella struttura e nell’estetica di  Augenblick.  Simbologia di carattere esoterico che nello spettacolo è tutta votata alla dimostrazione di una corrispondenza analogica tra il microcosmo e il macrocosmo: secondo alcune teorie esoteriche l’uomo e l’universo sono l’uno il riflesso dell’altro. Tra i molteplici simboli che appaiono in tutto lo spazio, quello più forte ed eloquente è quello ripreso dalla legenda della rosa amara: nel villaggio di Cento-case vivevano il vecchio Kissé e sua moglie Hulé-hulé. Questi avevano due figli, due gemelli difficilmente distinguibili: Mo e Ho. Per riconoscerli a Mo avevano messo una catenella con una piccola croce, a Ho una catenella con un anellino. Secondo l’usanza, doveva succedergli il figlio maggiore.  All’età dell’adolescenza, Mo e Ho erano degli esperti alpinisti. Un giorno il padre disse loro: “A quello che di voi mi porterà la Rosa-amara, a lui trasmetterò il grande sapere”. La Rosa-amara sta sulla cima dei più alti picchi.

Questi due ciondoli sono rispettivamente indossati da Pierre e da Renè: il primo la croce il secondo il cerchio.

Anche l’aspetto sonoro diventa fondamentale nella creazione degli spazi e degli stati d’animo dell’epoca: le voci del radio giornale che ci informano della situazione politica mondiale, le musiche ed una malinconica fisarmonica che suona un tango.

Per lo spettatore tutto ha inizio nel momento in cui i familiari di Pierre, decidono di organizzare una spedizione verso la vetta invisibile, il monte su cui qualche mese prima  parti Sogol e dal quale non ritornò più. Il viaggio rivelerà ad ognuno dei personaggi verità nascoste che cambieranno le loro vite.

Lo spazio tetro e oscuro diventa la cornice di un lavoro ben costruito dal punto di vista drammaturgico, uno spazio sensoriale: il profumo di incenso conduce perfettamente nell’atmosfera desiderata, quello di una veglia funebre non necessariamente dichiarata.

Una sala da pranzo, una camera da letto, un labirinto, una camera mortuaria con una bara, uno studiolo, quello di Pierre, la stanza della chiromante, che rivela gli aspetti più reconditi solo a cinque spettatori privilegiati, e un bar con una curiosa barista che tiene basso il capo per timore di passar guai, questa infatti è restia a dare informazioni a tutti coloro che subiscono lo smarrimento cui lo spazio e i performers conducono.

La performance non possiede un unico centro ma si sviluppa contemporaneamente in più luoghi della casa. Lo spettatore ha dunque la possibilità di muoversi e cercare la verità nel luogo che ritiene più opportuno. In un certo senso è lui che ricerca il filo drammaturgico dello spettacolo.

“Lo spettatore “attivo” fruitore della performance, è chiamato a vivere un’esperienza unica e imprevedibile che si realizza nell’istante in cui decide quale strada percorrere e quale storia seguire”.

Uno spettacolo inteso, intriso di Eros e Thanatos: amori, relazioni e intrecci tra i personaggi che restano opachi, talune volte sembrano chiarirsi per essere smentiti subito dopo; e poi morte, lo spettacolo, sebbene non faccia pesare in modo ancestrale quella bara posta al centro della camera, resta velato di quel vuoto unico che solo la morte sa dare.

AUGENBLICK – L’ISTANTE DEL POSSIBILE – 1-18 OTTOBRE
PROROGATO FINO AL 18 OTTOBRE
Teatro Studio Uno – La casa Romana del teatro indipendente
via Carlo della Rocca, 6 – Roma
+ 39 349 435 6219
Mar-Sab: ore 21.00
Domenica: ore 18.00
Esperienza Premium Mar-Sab ore 20:45; Dom ore 17:45
L’ingresso alla performance sarà scaglionato.

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