IL TEATRO DEGLI ORRORI: Un romanzo di pugni in faccia e brani musicali

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IL TEATRO DEGLI ORRORI: Un romanzo di pugni in faccia e brani musicali

Il_Teatro_degli_Orrori_LineUPIl nuovo album de Il Teatro degli Orrori è un romanzo di dodici capitoli, dodici pugni in faccia con innumerevoli citazioni letterarie, disseminate come trappole allegoriche da Pierpaolo Capovilla.

Una visione “amphioramica” la sua, nella piacevole cornice dell’isola di Sant’Erasmo (Venezia) da dove osserva il mondo in questi decenni infernali, raccontando di un paese allo sfacelo sull’orlo del precipizio antropologico tra i corridoio di un manicomio chimico dove i pazienti vengono sistematicamente legati e imbottiti di ogni sorta di psicofarmaco. Una pratica meschina e umiliante, al limite della tortura, che dovrebbe essere abolita quanto prima, infatti, Il Teatro degli Orrori sostiene la Campagna per l’abolizione della contenzione meccanica promossa dal Forum Salute Mentale (www.forumsalutementale.it), ma il disagio psichico e lo scandalo del big business farmacologico oltre che in “SLINT” sono soprattutto denunciati nel brano “BENZODIAZEPINA”, uno dei farmaci più venduti al mondo, simbolo del commercio criminale di psicofarmaci d’ogni tipo, ma pensiamo a cose più serene… come “UNA GIORNATA AL SOLE” , una canzone sulla placida domenica, il bel momento di libertà nel quale godere di un po’ di tempo libero, senza il lavoro, perché molti lavori sono obsoleti, ripetitivi, dannosi e noiosi. Il primo singolo estratto, “LAVORARE STANCA”, ispirata dalle idee di J. M. Keynes, è un vero e proprio inno all’otium che sottolinea la violenza del lavoro nella vita delle persone costrette a lavorare per arrivare a fine mese.

lavorare stanca, lavorare uccide lo sanno tutti che in Finmeccanica  i soldi veri li fanno con le armi e noi qui, ad amare i nostri bambini ma che senso ha

La violenza narrata nell’album è anche quella omicidiaria dello stato, dei pestaggi da “macelleria messicana” commessi dalla Diaz nel luglio del 2001 a “GENOVA”.

Il_Teatro_degli_Orrori_coverE come dimenticare “LA PAURA”, madre di ogni violenza, un tunnel in cui la legge e lo stato spingono tanti giovani, senza prendersi cura in alcun modo del loro futuro. Proprio da qui, entra in scena Artaud e le sue interiezioni, infatti, con “CAZZOTTI E SUPPLICHE” si assiste al disagio esistenziale e “il sentimento di sconfitta che emerge nella canzone è un grido disperato e rabbioso di rivincita e di emancipazione dai padroni del mondo. Questa è forse la canzone più schiettamente politica dell’album”. Scrive così Pierpaolo nei suoi appunti, anche se “Lettera Aperta al Partito Democratico” non è da meno. Come ex iscritto PD, Pierpaolo Capovilla sente il bisogno di scrivere quella trasformazione che sta vivendo come un lutto con un sentimento di repulsione e lo fa nel modo più sarcastico possibile.IL LUNGO SONNO

“aspettando che cambiasse il mondo o che cambiassi tu, sono cambiato io e senza accorgermene, adesso sono di destra”

BELLISSIMA”, che all’apparenza può sembrare una canzone d’amore, in realtà nasconde un testo su questo paese che non sa più amare, pieno di incomprensione e di incomunicabilità che naufraga nello schifo ed è fatto a pezzi dall’attesa, proprio come quando finisce un amore importante. L’ultimo capitolo di questo romanzo è quello dei “SENTIMENTI INCONFESSABILI” a cui hanno collaborato la doppiatrice Chiara Gioncardi, Federico Zampaglione (Tiromancino) alle voci narranti e Guglielmo Pagnozzi al sax, donando un tocco di “commedia noir” alla canzone, ma non c’è noir senza
una “femme fatale”, “UNA DONNA”, che in questo caso non è una diva di Hollywood in stile Veronica Lake con la pettinatura “peekaboo bang”, ma una giovanissima ragazza del Kurdistan con un mitra sulle spalle e uno sguardo incantevole, pronta a tutto pur di difendere la sua famiglia dal Califfato Islamico, noto ai più come ISIS.

“…altro che strafiche in passerella ti sei fermata a guardarmi per un attimo con quel mitra sulle spalle, hai una parola sola come il mondo che gira, come il tuo destino”

Un disco o un romanzo da ascoltare tutto d’un fiato. Non manca nulla. Il Teatro degli Orrori non delude, la situazione è questa, “ma insomma potrebbe andare peggio, potrebbe piovere”!

 

 
TRACKLIST

  • Disinteressati e indifferenti
  • La paura
  • Lavorare stanca
  • Bellissima
  • Il lungo sonno (lettera aperta al Partito Democratico)
  • Una donna
  • Benzodiazepina
  • G
    enova
  • Cazzotti e suppliche
  • Slint
  • Sentimenti inconfessabili
  • Una giornata al sole

 

LINE UP

Francesco Valente: batteria e percussioni

Giulio Ragno Favero: basso elettrico

Gionata Mirai: chitarra elettrica

Marcello Batelli: chitarra elettrica

Kole Laca: tastiere elettroniche

Pierpaolo Capovilla: voce

 

LINK UTILI

http://www.ilteatrodegliorrori.com

 

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