Ecco chi era veramente Janis Joplin. L’ 8 Ottobre uscirà nei cinema il film documentario.

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Ecco chi era veramente Janis Joplin. L’ 8 Ottobre uscirà nei cinema il film documentario.

L’8 ottobre uscirà Janis, film documentario diretto da Amy J. Berg che racconta la vita della leggenda Janis Joplin. Noi di Four Magazine lo abbiamo visto in anteprima per voi.

janisChe Janis Joplin non fosse una ragazza qualunque lo sapeva benissimo lei stessa sin dall’adolescenza. Si vedeva diversa esteticamente dalle altre ragazze, specie rispetto a quelle donne bellissime e prorompenti che apparivano sulle copertine delle riviste. Sentiva anche che il suo modo di pensare e la sua visione del mondo non combaciavano affatto con quelle degli abitanti di Port Arthur, la città del sud degli U.S.A. che le diede i natali. Janis crebbe sola, emarginata dai ragazzi che arrivarono addirittura a classificarla la “più brutta fra gli uomini” del liceo e in continuo conflitto con il pensiero puritano dei suoi genitori. Ma Janis cantava, e come se cantava.

Una voce così potente, nella quale la disperazione si fondeva con il suo desiderio di riscatto, producendo un canto straziante molto simile a quello delle donne del primo blues, sue muse ispiratrici. Attraverso il canto poteva mostrarsi per quello che era, perché solo riuscendo a salire su un palco Jenis riusciva a gridare che “ehi, io ci sono, io esisto”. La sua voglia di accettazione e riconoscimento negli altri la portarono a fuggire verso San Francisco dove lì incontrò i membri della sua prima, storica band: i Big brother and the holding company. Attraverso la musica trovò il modo per comunicare agli altri chi fosse veramente: una giovane donna dolce, fiduciosa, intellettualmente libera e forte che sì, aveva bisogno dell’approvazione altrui, ma non era mai cambiata per accontentare chi la circondava. Nelle lettere rivolte ai genitori si scusava sempre per le scelte compiute, senza mai pentirsene però, perché quelle erano frutto della sua libera volontà.

Tutti, a San Francisco, intuirono il valore di quella ragazza, forse anche lei inconsapevole di diventare da lì a poco una leggenda. Così, dal Monterey pop festival fino al palco di Woodstock, Janis riuscì nel sogno di rivendicazione e affermazione della sua persona, che avvenne solo grazie a quella voce strozzata e disperata.

Riempì la sua vita di musica; ma cosa accadeva una volta scesi dal palco, una volta che i musicisti, i suoi migliori amici, tornavano a casa ad abbracciare le loro ragazze? Tornava la solitudine, che Janis riusciva a colmare solo con droga e alcol. Fu a causa di queste che Janis, il 4 Ottobre del 1970, lasciò la vita terrena, trasformandosi così in leggenda insieme agli altri artisti del cosiddetto “Club 27”, formato da stelle della musica (da Jimi Hendrix alla più recente Amy Winehouse) decedute all’età di 27 anni. Amy J. Berg, regista candidata all’Oscar, riesce nell’intento di spogliare Janis della sua iconicità, grazie soprattutto alle lettere, recitate nella versione italiana del film da Gianna Nannini; e alle testimonianze di amici, amanti e parenti della Joplin. Nonostante la bellezza della storia, però, la narrazione risulta a tratti pesante, interrotta solo dai pochi (pochissimi) momenti in cui, a prendere il sopravvento nello schermo, è Janis, insieme alla sua musica e alla sua voce, così dannatamente bella.

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Giuseppe Barone
Giuseppe Barone
Amo la musica, perché mi aiuta a dialogare con la mia anima. E dialogo con le altre anime attraverso la scrittura, perché scrivere è l'unico modo che ho per comunicare al mondo esattamente quello che sento. "Comportati da signore, vivi come un bambino", il mio motto.

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