Erica Mou torna con il suo terzo disco: Tienimi il posto. Bentornata!

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Erica Mou torna con il suo terzo disco: Tienimi il posto. Bentornata!

Erica Mou torna sulle scene musicali con il suo terzo disco: Tienimi il posto. Un disco che non cerca di strafare, ma parla sottovoce, sussurra, suggerisce. Ed è questa semplicità che permette ai testi e alle musiche di colpire là dove devono: dritto al cuore. La strada percorsa è abbastanza diversa da quella intrapresa con Contro le onde che invece è costruito su arrangiamenti importanti ed elaborati. Qui troviamo suoni più semplici e puliti e la chitarra acustica la fa da padrona. Tienimi-il-posto-832x748Tutto questo ha perfettamente senso se pensiamo che la giovane cantautrice è stata costretta a un mese di silenzio a causa di un problema alle corde vocali. In questa fase – ha dichiarato l’artista – ha cominciato a pensare agli arrangiamenti di queste canzoni. Se dovessi descrivere questo disco con due aggettivi non potrebbero che essere delicato ed elegante. Già lo si intuisce da quella piccola opera d’arte che è la copertina, opera di Paolo Troilo, dove non si capisce se una donna stia per cadere o al contrario per spiccare il volo da una grande sedia. I temi trattati sono vari.
Come già accennato, quello del silenzio e delle cose dette piano come in Sottovoce (gioiello che apre l’album e ne inquadra subito i toni), Non sapevo mai mentirti (“Non sapevo mai mentirti/ E tu mi hai chiesto “come ti senti?”/ Non ho detto niente”) e Depositami sul fondo (“Non credo che noi due siamo muti come pesci/ Se potessero parlare quante cose avrebbero da dirci/ Noi invece abbiamo scelto di rinchiuderci nelle nostre bolle di silenzio”) che in chiusura può vantare di una chitarra elettrica geniale. In Come mi riconosci e Indispensabile ritroviamo il tema dell’incapacità di riuscire a dare valore alle cose che lo meritano veramente (“Contavamo le stelle sui biscotti e poche nel cielo/ Guardavamo i pesci negli oroscopi e pochi nel mare”). Non mancano episodi più allegri e spensierati, come Ho scelto te e Niente di Niente (“Non sono niente di niente/ ma tutto di te/ e mi riempie”). E così come un gioiello apre il disco, un altro piccolo gioiello lo chiude: Tienimi il posto è come un camino acceso in una notte di inverno, una di quelle canzoni che speri un giorno qualcuno possa dedicarti (“Ora esci da ogni logica/ Tienimi il posto/ Ce ne andiamo via”).

Non c’è una sola traccia che non meriti di essere in questo album: ognuna cerca di dirci qualcosa e per questo quello che posso consigliarvi di fare è di comprare questo disco, farlo partire e ascoltare tenendo vigili più che le orecchie, il cuore.

Manuel M. Malavenda

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