Nuova Stagione all'”Orologio” per un “Cambiamento Reale”

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Nuova Stagione all'”Orologio” per un “Cambiamento Reale”

Una stagione dedicata alle giovani compagnie, a chi ha la forza di progettare un cammino di lunga durata.

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Il Teatro dell’Orologio, che giunge a trent’anni di attività, annuncia la nuova stagione dal titolo CAMBIAMENTO REALE. Una presentazione insolita e divertente che non usa il comune mezzo di conferenza stampa. Se il teatro è un’arte performativa, allora è giusto che l’inroduzione agli spettacoli avvenga in modo altrettanto performativo: attori, artisti, tecnici e registi scendono in piazza, sfilando lungo Via dei Filippini e giungendo in Piazza dell’Orologio, dove un simpatico quartetto d’archi suona all’arrivo del folto gruppo.

A presentare l’iniziativa è il giovane direttore artistico Fabio Morgan, che illustra, divertito, la stagione all’orologio: 49 spettacoli, 495 alzate di sipario, 15 prime nazionali, 13 co­produzioni, 7 residenze creative, 232 artisti coinvolti – e 5 eventi speciali.

Ma in questa divertente iniziativa non c’è solo la voce di Fabio Morgan, si fanno sentire anche gli attori degli spettacoli in cartellone i quali, con grande forza scenica, scendono in piazza raccogliendo operatori e passanti e presentano loro il proprio spettacolo con un trailer live di 30 secondi circa.

Non manca un’ ironica vena polemica del direttore artistico sulla situazione dei teatri privati che sono degni – secondo Morgan – di aiuti da parte del comune in quanto “Beni Culturali” anch’essi.

Novità assoluta sarà la programmazione di 5 percorsi monografici: 5 compagnie teatrali presentano un trittico di spettacoli del proprio repertorio, così da permettere allo spettatore di avere esperienza diretta del percorso e del lavoro di un gruppo artistico e di come si declina la poetica e il flusso creativo.

Sarà – aggiunge Morgan ­ una stagione dedicata alle giovani compagnie, a chi ha la forza di progettare un cammino di lunga durata. Un’offerta vastissima, tutta volta verso un teatro che racconti storie, un teatro contemporaneo ma mai autoreferenziale, un teatro d’arte popolare contemporaneo, che cerca fortemente il suo riconoscimento nel pubblico.

Conclude Morgan dicendo: “Ritengo che il mondo dello spettacolo, in tutte le sue componenti, debba ripartire dallo spettatore per riscoprire il valore del proprio operare. E’ tempo di questo Cambiamento Reale!!!

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