Steve Aoki all’ Estathè Market Sound.

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Steve Aoki all’ Estathè Market Sound.

5917-steve-aoki-janga-beach-fregeneSteve Aoki sa come intrattenere la folla, regalando una serata traboccante di energia all’Estathè Market Sound. La line-up, come la location, è costruita ad hoc. Alle 20:30 sono i Retrohandz ad aprire le danze, che cedono il testimone verso le 21:45 ai Mike Dem. Non sono solo questi a intrattenere il pubblico che aspetta il dj californiano, posizionato dalla rivista Dj Mag nella top 10 dei migliori dj dell’anno, ma è anche l’Estathé Market Sound ad offrire tante possibilità di svago (tra cui un biliardino lungo 7 metri, campi da beach volley, tavole da surf elettriche su cui testare il proprio equilibrio, tiro al bersaglio ed enormi amache su cui riposarsi). Così, tra una attrazione ed un’altra, verso le 23:45 Steve Aoki si presenta su una consolle futuristica, con la parte frontale fatta di led, come lo schermo
dietro al dj, che formano insieme un’unica immagine, sulla quale, insieme alla musica, appaiono le parole di Can’t Feel My Face dei The Weekend, prima canzone della serata, mentre il pubblico si scatena al partire del drop. Segue Afroki, il singolo nato dalla collaborazione con Afrojack e Bonnie McKee. Ma è con una propria canzone, I love it when you cry, tratta dal suo ultimo album, Neon Future II, che la serata inizia a toccare il suo apice. Segue una serie di remix di canzoni pop note, tra cui Can’t Hold Us di Macklemore & Ryan Lewis, Seven Nation Army dei White Stripes, trasformate dalla abilità del dj in una varietà colorata e pulsante di Electro House, Trap, Bass House e Big Room, con ritmi enfatizzati da fiamme, vapori e brillantini sparati dalla base del palco. Le sue canzoni originali non mancano, tra cui Home We’ll Go (Take my Hand), nato dal lavoro assieme ai Walk Off the Earth. A metà serata salgono sul palco Dimitri Vegas e Like Mike, che formano con Aoki i “3 are legend”, facendoci ascoltare un brano Big Room, frutto della loro collaborazione. La musica inizia dopo un po’ a scaricarsi, ma l’entusiasmo viene subito ritrovato con l’arrivo delle follie tipiche del dj. Come antipasto, Aoki inizia a versare spumante sulla folla. Parte in seguito una serie di remix di canzoni assolutamente inaspettate, tra cui Wonderwall degli Oasis (curioso sapere quale sia il parere di Noel Gallagher, di certo non un fan di Aoki), The Circle of Like (si, proprio quella del Re Leone), My Heart Will Go On di Celine Dion e, forse il meno imprevedibile tra tutti, If I loose myself dei One Republic. Tra un remix e l’altro, Aoki chiama ragazze avvenenti sul palco, con le quali scatta un selfie, inquadrando anche il pubblico, che promette (non ha ancora mantenuto fede alla propria parola) di pubblicare sulla sua pagina Facebook. E sulle note di Cake Face, arriva il dolce nel vero senso della parola. Come da rituale, Steve lancia sulla folla circa una decina di torte, esaudendo (o forse no) il desiderio di alcuni fan, che si erano presentati con un cartello dalla scritta “Cake me!.

Aoki così verso le 01:30 saluta il pubblico, ma la serata continua fino alle 03:00 con la musica di Blasterz, regalando nel complesso un djset vario e carico di divertimento.

Recensione di Lorenza Fici

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