Dragon Ball Z La Resurrezione di “F”

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Dragon Ball Z La Resurrezione di “F”

Dragon Ball Z - La Resurrezione di FDragon Ball Z La Resurrezione di “F”

Recensione a cura di Enrico Catani

Dopo la sconfitta di Majin Bu, con cui si concludeva la saga canonica di Dragon Ball Z, è finalmente tornata la pace sulla terra. Almeno finché gli scagnozzi di Freezer (nemico storico della serie, sconfitto tempo addietro da Goku & Co.) non riescono a resuscitare il proprio leader avvalendosi delle sfere del drago. Il comandante Sorbet, che ha preso la guida dell’esercito intergalattico durante l’assenza di Freezer, scende dunque sulla terra e, con l’aiuto della banda di Pilaf, invoca il Drago Shenron per riportare in vita il crudele imperatore dello spazio.

I fan di Dragon Ball hanno visto i propri paladini utilizzare le sfere del drago un’infinità di volte nel corso della serie per resuscitare gli amici caduti in battaglia. Ed era strano, in effetti, che finora gli antagonisti non si fossero avvalsi anch’essi di questa possibilità. É proprio da questa “innovativa” premessa che nasce Dragon ball Z: la resurrezione di ‘F’, 15º film cinematografico della saga.

Uscito nei cinema giapponesi già nell’aprile 2015, da noi in Italia è stato distribuito da Lucky Red in 3 date, dal 12 al 14 settembre 2015, sia in 2D che in 3D. Il film è strettamente collegato a Dragon Ball Z: la Battaglia degli Dei che nel 2014 (in Italia) aveva riportato sui grandi schermi i personaggi della saga dopo ben 18 anni di assenza (il precedente film, Dragon Ball Z: Il cammino degli eroi, risale infatti al 1996). Inoltre, sia La Resurrezione di Freezer che La Battaglia degli dei hanno rappresentato un ritorno all’opera del maestro Akira Toriyama, creatore della serie, che ha personalmente supervisionato entrambe le sceneggiature. Un ritorno che deve far ben sperare i fan della saga? Purtroppo, sembrerebbe di no.

Per un fan di buona memoria, La Resurrezione di Freezer rappresenta un concentrato di incoerenze spaventose con la storia raccontata nel manga, davvero difficile da mandare giù, soprattutto se si pensa che lo script è stato ideato da Akira Toriyama in persona. Ma partiamo dal principio, ovvero da colui che da il nome al film: Freezer, villain fra i più rappresentativi della saga, antitesi di Goku nel suo essere genuinamente spietato, anche verso i suoi alleati. Chiunque abbia seguito la saga sa bene che Freezer non rappresenterebbe più una minaccia per i nostri eroi, che dalla sua scomparsa hanno affrontato nemici esponenzialmente più potenti. Eppure, con uno stratagemma piuttosto debole (ma comodo a livello di sceneggiatura), la sua potenza raggiungerà presto i livelli di Goku e Vegeta in versione Super Sayan God (nuova trasformazione, introdotta già ne La Battaglia degli Dei, in cui stavolta si aggiunge un’ulteriore evoluzioni caratterizzata dai capelli blu…).

Ma è la potenza di tutti i personaggi (la quale è sempre stata trattata in maniera gerarchicamente coerente nel manga) ad essere proposta in maniera illogica in questo film: vediamo Piccolo messo in difficoltà da semplici soldati galattici, un Gohan (il personaggio più bistrattato in assoluto) totalmente inutile, e addirittura il Maestro Muten (surclassato da tutti già molto prima della saga dei Sayan) che combatte al fianco – e al livello – di Crilin e Tenshinhan.

Le scene di combattimento, anche quelle più salienti, risultano monotone e quasi totalmente prive di quella epicità che ha reso la saga così celebre, mentre dialoghi interminabili e scontati annoiano lo spettatore, allungando i tempi in maniera eccessiva e non richiesta. Funzionano bene invece i siparietti comici di Bills e Whis, temibili dei della distruzione introdotti nel precedente film, così come l’entrata in scena di Jaco il poliziotto intergalattico, personaggio preso in prestito da un altro fumetto di Akira Toriyama, ovvero Jaco the Galactic Patrolman.

Nel suo complesso, il film ci conferma come la serie di Dragon Ball Z stia virando sempre più verso un taglio infantile. L’epicità lascia spazio alla gag e lo stile si rivolge al grande pubblico, soprattutto quello più giovane. Le scene di combattimento intense, talvolta violente (per quanto mai eccessive) e i momenti di pura commozione, che hanno fatto emozionare milioni di fan, sono ormai un lontano ricordo, sostituite da sequenze che invece mettono spietatamente in ridicolo i personaggi con i quali molti di noi sono cresciuti.

Tutti i fan di Dragon Ball dovrebbero vedere questo film, se non altro per avere una conferma definitiva che la serie che conoscevamo è morta. E a quanto pare, non è bastato nemmeno lo stesso Akira Toriyama a riportarla in vita.

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