The Notwist a Villa Ada per Roma Incontra il Mondo 2015.

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The Notwist a Villa Ada per Roma Incontra il Mondo 2015.

notwistQuattro crucchi sul palco di Villa Ada per Roma Incontra il Mondo 2015, quattro musicisti che rispondono al nome di The Notwist e che hanno suonato il 21 luglio nell’ambito dell’ormai più che noto festival capitolino.

I timidi e delicati suoni del loro post-rock hanno subìto una leggera mutazione dai cd al palco: difatti la formazione (capitanata dai fratelli Markus e Michael Acher, rispettivamente chitarra e basso, con Martin Gretschmann alla programmazione e Andi Haberl alla batteria) ha proposto un riarraggiamento assai più velocizzato e ritmato dei pezzi (senza interruzioni), impreziositi da un notevole numero di tastiere (ben tre) e altri strumenti chiamati a donare a ogni singolo brano l’espediente elettronico.

Etichettati come portavoce del kraut-pop, il gruppo ha avuto anche modo di fungere da fonte di ispirazione per artisti a seguire: benché abbiano sempre quell’aria un po’ da nerd disadattati, i Notwist sanno dimostrare attraverso la loro musica che é possibile comporre suoni e testi impegnati e corposi, che nascondono all’interno quell’innocenza e ingenuità sempre piacevoli da ricordare (soprattutto tramite le note cantate dall’inconfondibile voce del frontman Markus).

Un salto tra i primi album e l’ultimissimo (Close To The Glass del 2014, se non consideriamo la raccolta di b-sides The Messier Objects del 2015), un’atmosfera spiazzante per i fan del gruppo che si sono ritrovati i loro beniamini più danzerecci e movimentati: una particolarità che rappresenta una marcia in più per una band, ossia il non aspettarsi la classica esecuzione di tutti i successi come se si stesse ascoltando un cd comodamente seduti a casa. Il gruppo ha alle spalle più di vent’anni di carriera e in Italia gode di un discreto seguito: due brani sono addirittura presenti nelle colonne sonore di due film (Consequence in Tu la conosci Claudia? di Aldo, Giovanni e Giacomo e One with the freaksin L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino).

La band scivola con dimestichezza da un pezzo a un altro e rientra quasi subito per il bis alla richiesta calorosa del pubblico (tutti contenti come se non aspettassero che di venire richiamati all’istante): la parola chiave che apre, chiude e emerge per tutto il live é “freschezza”, intesa non con una connotazione frivola bensì con un’accezione positiva. Il loro aspetto rassicurante si riflette particolarmente nella loro musica senza grosse pretese, malinconica, cantilenante, stemperata da una melodia ricercata che fa di loro un gruppo che, a prescindere dai gusti personali, risulta difficile da criticare: sarebbe come sparare a zero su Bambi, gesto davvero difficile da compiere.

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