Roma Incontra il Mondo: il duo d’eccezione Teho Teardo e Elio Germano.

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Roma Incontra il Mondo: il duo d’eccezione Teho Teardo e Elio Germano.

A Roma Incontra il Mondo 2015 non c’è spazio solo per la musica: o, sarebbe più corretto dire, non solo per un concerto inteso in quanto tale. Possono sbucare fuori anche spettacoli di altro tipo, come quello che il duo d’eccezione Teho Teardo e Elio Germano ha proposto la sera di venerdì 17 luglio a Theo-Teardo-Elio-Germano-3736-600x347Villa Ada: una lettura musicata di un estratto del romanzo Viaggio alla termine della notte (titolo originale: Voyage au bout de la nuit) di Louis-Ferdinand Céline, edito nel 1932. Un quintetto d’archi (condizione quasi obbligatoria per Teardo a Villa Ada, vista l’esibizione dell’anno scorso con Blixa Bargeld), un tavolo con una lampada e degli scritti e una postazione con synth, computer e chitarra elettrica: questa tutta la strumentazione che ha utilizzato il compositore per accompagnare l’inconfondibile voce dell’attore romano, in versione teatrale per l’occasione.

Il libero adattamento di questo romanzo compiuto dai due artisti, ha portato alla realizzazione di uno show dalla durata di circa un’ora: tempi più che ragionevoli dato l’argomento non esattamente “estivo”.

Il testo dello scrittore francese è ancora tremendamente attuale: il protagonista Ferdinand Bardamu è un medico scettico e pessimista, sconvolto dagli orrori della Prima Guerra Mondiale, il quale si ritroverà a vivere e riflettere su tutte le esperienze che gli capiteranno nei suoi spostamenti tra il Vecchio
e il Nuovo Continente, incontrando personalità dal profilo grottesco e ironico e puntando il dito sulla disfatta del genere umano. Elio Germano, fresco del terzo David di Donatello per il film Il giovane favoloso (regia di Mario Martone), gioca con le voci dei differenti personaggi e con le relative interpretazioni, istrioniche oppure riflessive a seconda del peso delle parole pronunciate.

L’intermezzo musicale è tipico delle ricerche musicali di Teho Teardo, un sottofondo serpeggiante che si adagia sulle spalle dei personaggi interpretati dall’attore romano, trasformatosi in ventriloquo per l’occasione, ammaliando i sensi del pubblico estasiato dalla performance. L’attore si muove liberamente e a proprio agio nella recitazione, sarà anche per il fatto che nell’opera vi è un largo uso del gergo dell’epoca (il quale distende per un attimo la tensione creata dal cinismo di sottofondo). Dal canto suo l’artista friulano, insieme al resto dei musicisti, mette a punto una vera e propria colonna sonora, intensa ed elegante, come se ci si trovasse dinanzi a un piccolo esperimento di cine-teatro musicale, una panacea per curare menti e anime assopite per mancanza di stimoli. Un venerdì 17 che non pare avere portato cattiva sorte: anzi, a giudicare dal numero di persone accorse, si potrebbe dire il contrario. Tutto è filato liscio a dispetto di ogni sciocca superstizione: ancora una volta Teho Teardo, avvezzo alle nuove sperimentazioni, riesce a non strafare e confezionare invece interessanti opere scegliendo sempre ottimi compagni di viaggio (come in questo caso ha fatto con Elio Germano).

 

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