Mannarino in tour nella splendida cornice dell’ Auditorium Parco della Musica.

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Mannarino in tour nella splendida cornice dell’ Auditorium Parco della Musica.

MANNARINO_Corde2015_bassa“Voglio far risuonare le corde profonde degli spettatori, attraverso quei suoni organici e vivi che escono fuori dalle vibrazioni dei legni e di chi li suona. Uno strumento biologico, come una chitarra, un tamburo o un violino, somiglia molto a un corpo umano, teme il freddo e il caldo, parla piano e urla forte, sa cantare a piena voce e sa anche sussurrare. Questi pezzi di legno, pelle, corde si incastrano bene con gli esseri umani e sono strumenti in grado di tradurre meglio di altri l’anima in suono”. 

E’ così che ha presentato il proprio tour “Corde 2015” il cantautore romano Mannarino, alla prova di maturità del terzo disco “Al Monte”, dopo i successi di “Bar della rabbia” e “Supersantos”. Nella splendida cornice dell’Auditorium di Roma va in scena una serata di musica e poesia, tra i suoni di una Roma di una volta, lo stornello ottocentesco, e i temi caldi di chi ha fatto dell’impegno sociale uno dei propri cavalli di battaglia. E’ un Mannarino intimista ma allo stesso tempo animale da palcoscenico, che festeggia il riconoscimento di Amnesty International per la canzone “scendi giù” (premiata come miglior brano sui diritti umani del 2014), e che riesce come al solito a scaldare i numerosi fan che non rimangono delusi da una scaletta che vede i brani dell’ultimo album ben miscelati con le canzoni che lo hanno reso famoso, come “Serenata Lacrimosa”, “Me so’ mbriacato” o “Bar della Rabbia”. Tra cantautorato e i suoni di una Roma ormai lontana, la notte magica di una delle più belle scoperte della musica italiana degli ultimi anni.

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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