Antropocinema: l’occhio del cinema puntato sull’uomo

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Antropocinema: l’occhio del cinema puntato sull’uomo

Doverosa premessa: Andrea Guglielmino è un amico e collaboratore di Four Magazine. È giusto che questo sia esplicitato per correttezza nei confronti dei lettori, ma anche per riconfermare che quanto leggerete su “Antropocinema”, il suo nuovo libro, non è uno spot o un favore fatto ad un amico: per la stima che abbiamo di voi e di lui, se il volume non fosse stato meritevole d’attenzione, semplicemente non l’avremmo recensito.

Antropocinema1In quanti ambiti e in quante discipline si è cercato di inserire il cinema come campo d’indagine…L’arte nel suo complesso – e indubbiamente il cinema sa essere arte – dice tanto dell’uomo, del periodo in cui è creata, del contesto culturale in cui gli artisti hanno vissuto e operato. Guglielmino, in un saggio agile e divertente, ci racconta in che modo il cinema, e in particolare il cinema di genere, può essere di supporto all’antropologia, approcciando i film con un metodo comparativo che, nell’evidenziare le differenze e somiglianze fra le varie versioni di uno stesso racconto o le sue evoluzioni in termini di sequel, prequel, spin-off e quant’altro, ci racconta qualcosa di noi e di come nel tempo ci siamo evoluti…se in meglio o in peggio l’autore non lo dice!

Antropocinema si compone di 6 capitoli che, affrontando altrettanti film o saghe cinematografiche, compongono un percorso parallelo a quello dell’uomo sulla terra, idealmente sintetizzabile nel processo che ci ha portato dalla natura alla cultura. È così che partendo niente meno che dai dinosauri di Jurassic Park, passando per King Kong e la saga del Pianeta delle Scimmie, vediamo affermarsi la scienza sulla magia e un approccio sempre più moderno alla realtà, riconoscendoci un po’ meglio quando si arriva a parlare di Conan il barbaro, sentendoci lusingati dell’accostamento a Sherlock Holmes, per arrivare a lanciare uno sguardo sul futuro – o passato lontanissimo?! – in Star Wars.

Guglielmino utilizza il cinema come un Cavallo di Troia, sfrutta titoli noti al grande pubblico per indagarli secondo prospettive inusuali per i più: mito, religione, ordinamento sociale, strutture politiche, rapporto tra cultura e tecnologia…C’è un mondo dietro il grande schermo al quale probabilmente non abbiamo mai pensato, ma che ci dice tanto di noi. L’autore ha la capacità di raccontare con autorevolezza questi aspetti inusuali dell’analisi cinematografica senza mai diventare complicato o faticoso: è una curiosità divertita quella che accompagna la lettura di Antropocinema. Forse solo nel lungo capitolo dedicato alla saga del Pianeta delle Scimmie, la parte incentrata sulle declinazioni altre dal film, ovvero quelle in forma di fumetti, giochi e videogiochi, diventa un po’ troppo simile ad un catalogo, la cui funzione e importanza è chiara in termini accademici, ma non permette di rimanere avvinti come invece è possibile per il resto della trattazione.

Tutti i lettori, ma in particolare gli appassionati di cinema e narrazioni crossmediali, in Antropocinema troveranno una guida agile, divertente e ricca di aneddoti per riprendere in mano, o scoprire magari, soprattutto i più giovani, opere di genere divenute veri classici della cinematografia.

E una volta finita la lettura, vi invitiamo a mettere in pratica quello che avrete imparato, commentando in modo più consapevole le vostre saghe preferite, se vorrete anche negli spazi messi a disposizione da Four Magazine!

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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