The Fratellis, a Roma scariche di rock ‘n’ roll

I Chemical Brothers al Postpay Rock in Roma, tra elettronica e psichedelia.
8 Luglio 2015
“INTIMAMENTE TANGO” INTERVISTA A FLORALEDA SACCHI E MARISTELLA PATUZZI
14 Luglio 2015

The Fratellis, a Roma scariche di rock ‘n’ roll

A Eutropia festival, la band scozzese diverte il pubblico tra rock americano e indie britannico

The-Fratellis-11
Successo folgorante e oblio. E’ una parabola abbastanza comune nel rock e non tutti sono in grado di risollevarsi. The Fratellis ce l’hanno fatta. Dopo l’esplosione con il primo disco Costello Music e la delusione del secondo Here We Stand, la band capitanata da John Fratelli (alias John Lawler) si era sciolta nel 2009. Ma nel 2012, complice un concerto benefico,si riuniscono e cominciano a preparare un nuovo disco We Need Medicine che da 2013 portano gioiosamente in tournée. Il viaggio ha toccato Roma, all’Eutropia dove il gruppo ha portato circa 90 minuti di rock ‘n roll schietto, divertente e molto ben suonato, tra il gusto strumentale del’indie britannico e il senso melodico e degli arrangiamenti della musica figlia del New Jersey, tra Springsteen e Gaslight Anthem.

The-Fratellis-3
Introdotti dal duo romano Viva Lion, fieri sostenitori del revival folk acustico, che hanno tenuto caldo il pubblico coverizzando Jay Z in chiave country, The Fratellis hanno aperto le danze con This Old Ghost Town, che profuma di highway e Boss, con un riff e un giro melodico semplicemente irresistibile. Il pubblico, abbastanza numeroso per la location, era già conquistato e il quartetto, oltre a Jon, Barry e Mince anche un bravo tastierista, si è potuto lasciare andare a brani orecchiabili, efficaci e di un certo acume compositivo: la danzereccia Henrietta, la trascinante Flathead, la più evocativa This Is not the End of the World, la sorniona Whistle for the Choir, una Jeannie Nitro che sembra uscita dal repertorio di Tom Jones e Impostors, suonata per la prima volta a Roma. Ci si avvia alla fine, e dopo aver fatto scegliere al pubblico il brano prima dei bis – We Need Medicine – arrivano il superclassico Chelsea Dagger e A Heady Tale, che profuma di funk e sole anni ’70. Si congedano lasciando gli spettatori sorridenti e canticchianti, cosa volere di più da un gruppo di rock ‘n’ roll?

Comments on Facebook
Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

Comments are closed.