I Counting Crows fanno tappa alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.

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I Counting Crows fanno tappa alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.

counting-crows-roma-auditorium-parco-della-musica-cavea-4-luglio-2015-00341760-001Mentre i Nirvana gareggiavano con i Pearl Jeam e con i Soundgarden per la palma di miglior gruppo grunge, in America si facevano largo i Counting Crows, con il recupero del rock più classico, quello di derivazione blues e folk. Merito dei testi e della prodigiosa voce di Adam Duritz, che ha marchiato con il suo inconfondibile timbro due successi epocali come Mr.Jones e Round here. Dopo una lunga assenza dai palchi della capitale, il Somewhere Under Wonderland Tour dei Counting Crows ha fatto tappa alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, dove si sono ritrovate due generazioni di fan richiamati dalle sirene del roots rock della band californiana, viscerale e al tempo stesso tecnicamente ineccepibile.

Adam Duritz, con le sue treccine rasta, gli occhiali da intellettuale, il pizzetto e la t-shirt dei Beatles che rivela qualche chilo di troppo, è lontano anni luce dallo stereotipo del frontman bello e dannato alla Robert Plant o alla Mick Jagger, tanto per dire i primi due nomi che ci vengono in mente.

I Counting Crows salgono sul palco alle 21.15 e iniziano il concerto con Sullivan Street, eseguita senza troppa convinzione. Sale la temperatura emotiva con la successiva Mrs. Potter’s Lullaby, tratta dal loro terzo album This desert life del 1999, fino ai fuochi d’artificio della superhit Mr.Jones, il loro cavallo di battaglia, che fa scattare il pubblico della platea a ballare e a cantare sotto al palco. è il momento di Colorblind, dalla colonna sonora di Cruel Intensions, una ballad prevalentemente voce e pianoforte di grandissimo pathos, con il verso “I’m ready” che viene ripetuto come un mantra, fino all’ingresso struggente del violino. Applausi scroscianti. Il gruppo di San Francisco incanta poi nelle cover Like Teenage Gravity di Kasey Anderson, Friend of the Devil dei Grateful Dead cover e Big Yellow Taxi di Joni Mitchell, eseguite nel loro inconfondibile stile roots da sembrare quasi brani scritti dallo stesso Duritz.

“Grazie di cuore, Roma- saluta Duritz- ci rivedremo in primavera”. Non mancheremo.

La scaletta del concerto:

Sullivan Street

Mrs. Potter’s Lullaby

Mr. Jones

John Appleseed’s Lament

Colorblind

Mercy

Omaha

Cover Up the Sun

Hard Candy

Like Teenage Gravity

(Kasey Anderson cover)

When I Dream of Michelangelo

Friend of the Devil

(Grateful Dead cover)

Big Yellow Taxi

(Joni Mitchell cover)

Earthquake Driver

A Long December

Rain King

Encore:

Palisades Park

Hanginaround

Holiday in Spain

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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