L’ Orchestra di Piazza Vittorio a Villa Ada con “Il Giro del Mondo in 80 Minuti”.

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L’ Orchestra di Piazza Vittorio a Villa Ada con “Il Giro del Mondo in 80 Minuti”.

orchestra-di-piazza-vittorioUn’ardua impresa sembrava prospettarsi per i protagonisti dell’ottavo appuntamento con “Roma incontra il mondo”, rassegna musicale estiva che da ormai due anni ha luogo nella cornice romana di Villa Ada. Nonostante le avversità metereologiche il pubblico non si è lasciato spaventare e ha affollato con entusiasmo la platea, pronto a partecipare al viaggio de “Il giro del mondo il 80 Minuti”, concerto scenico dell’ormai sempre più famosa Orchestra di Piazza Vittorio.
L’ensemble multietnico è stato accolto sul palco da applausi misti a qualche fischio di disappunto per l’ora di ritardo, di certo imputabile alla pioggia che poche ore prima aveva reso difficile l’allestimento della scena e fatto slittare il sound-check. Eppure sin dalle prime note, la performance dell’orchestra si è mostrata all’altezza dell’esigente pubblico, subito incuriosito dal rumore del mare e dall’ondeggiare dei musicisti nonché incantato dalla magia del brano di apertura “I don’t want to sleep “ interpretato dalla dolce voce di Sylvie Lewis.

“Il giro del mondo in 80 minuti” racconta la storia di un meraviglioso viaggio su una zattera che salpa verso una destinazione ignota e su cui si raccontano storie di multiculturalità attraverso la musica. Ad imbarcarsi è chiunque porti con sé una valigia e una canzone. Si dipanano così le storie di un vagabundo cubano con una valigia “grande quanto un armadio” ma che ha bisogno solo di uno specchio per cantare e musicare la sua canzone, di un arabo che corrompe il capitano per imbarcare più valigie, un argentino che tenta maldestramente di unirsi all’equipaggio, un africano con una valigia magica che gli permette di cantare in tutte le lingue, per citare solo alcuni degli eclettici personaggi. Una trama a mio avviso anche un po’ autobiografica che attraverso le performance degli aspiranti viaggiatori, dà l’idea di ripercorrere le audizioni avvenute per la formazione del cast dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Sul palco e tra il pubblico si alternano emozioni e risate, esplosioni di sonorità che spaziano dai coinvolgenti motivi latini e frenetici ritmi africani, agli esotici suoni arabi intermezzati da un nostalgico brano blues o un romantico duetto. Alle spalle uno scenografico caleidoscopio di colori, richiama etnie e tradizioni lontane.

Così, in questa variopinta combinazione di musiche ed espressività, tutti gli strumenti trovano un insolito spazio: gli archi si armonizzano con le cadenze latine, un ukulele si inserisce sulle note blues ed un inaspettato assolo di chitarra elettrica scalda il pubblico con qualche attimo rock. Il gran finale si riempie di partecipazione con l’arrivo sul palco del gladiatore Simon: la sua avventurosa storia, narrata a video durante tutto lo spettacolo, ha ormai conquistato la simpatia del pubblico e riempito di suspense il tanto atteso lieto fine.

A questo punto L’Orchestra si fa perdonare dell’attesa regalando altri brani del suo repertorio, il pubblico risponde stringendosi sotto il palco e ballando a ritmo di musica, sempre perché “Al suono di una canzone, si può tornare dove è rimasto il cuore”.

Recensione di Giusy Batta.

 

 

 

 

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