Angus & Julia Stone incantano Villa Ada

Einstürzende Neubauten live all’ Eutropia Festival di Roma.
30 Giugno 2015
L’ Orchestra di Piazza Vittorio a Villa Ada con “Il Giro del Mondo in 80 Minuti”.
6 Luglio 2015

Angus & Julia Stone incantano Villa Ada

angusIn una calda notte d’estate, sotto una bellissima luna piena, i fratelli folk australiani Angus & Julia Stone hanno preso possesso del palco per un concerto magico all’interno della rassegna romana Villa Ada Incontra Il Mondo.

Dopo essersi fatti attendere, il duo folk e indi-pop si è fatto perdonare regalando un ora e mezza di grande musica accompagnati da una band essenziale composta da basso, banjo, tastiere e percussioni, più le loro diverse chitarre e assoli di tromba firmati Julia Stone, che hanno piacevolmente sbalordito tutti. Dopo la prima data italiana al Magnolia di Milano, i due fratelli sono arrivati a Roma dove hanno incantato la folla proponendo principalmente brani dall’omonimo album Angus & Julia Stone. Quest’ultimo lavoro è stato l’album della riunione dopo qualche anno di sperimentazione separati, il loro più grande successo a livello di classifica ad oggi, con un sound decisamente più rock, fatto di stratificazioni di chitarre e suoni più decisi rispetto alle ninna-nanne sussurrate a cui ci hanno piacevolmente abituato dal loro debutto. Sin dal primo brano Angus e Julia si sono divisi con rispetto i brani e i momenti per splendere anche con la loro musica, riuscendo a mantenere l’armonia in un continuo lancio di sguardi complici, sorrisi tra una nota e l’altra e scambi di battute.

stoneChi li conosce bene sa che i loro brani e il loro modo di cantare è molto pacato e dolce, quasi timido: aspetti che si carpiscono in ogni sfumatura delle loro voci. Ma c’è da dire che la loro presenza sul palco racconta una storia diversa: non tanto quella di Angus, introverso e perso nella sua melodia, che nascosto dietro alla sua barba si lascia andare a pochissimi sorrisi (pochi ma buoni), ma quella di Julia. Ancheggiando sinuosa a ritmo di musica e disegnando linee immaginarie nell’aria con le mani, Julia Stone come una moderna sirena attira a se tutti gli spettatori. Poi prova a parlare italiano e sorride timida e dolce nascondendo il volto dietro i lunghi capelli biondi. Il corpo racconta una cosa, ma la sua voce un’altra: il connubio è perfetto. Dei vecchi brani hanno proposto l’immancabile Big Jet Plan, la cover di Grease super sensuale You’re the one that I want, Private Lawns, All Of Me e la toccante Bella, canzone scritta da Angus per una sua amica venuta a mancare durate il liceo.

A concludere il set, Santa Monica Dream, intima e delicata ed eseguita chitarra e voce da Angus e Julia lasciati soli sul palco a salutare il pubblico romano: un momento davvero magico, purtroppo un po’ rovinato dalla musica inspiegabilmente ad altissimo volume del bar della Villa poco dietro al palco.

Comments on Facebook

Comments are closed.