Einstürzende Neubauten live all’ Eutropia Festival di Roma.

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Einstürzende Neubauten live all’ Eutropia Festival di Roma.

eQuando si assiste a un concerto di una formazione tedesca, si è colti spesso da un sentimento altalenante: la lingua ha un suono forte e duro e sembra, a orecchi pigri, che poco si leghi con le melodie musicali, anche se si è pronti ad ammettere la bravura di chi si ha di fronte. Questo discorso però non riguarda una band in particolare, gli Einstürzende Neubauten, noti esponenti del genere industrial, pionieri di un nuovo stile che prende le mosse dal cosiddetto krautrock, mescolato al noise più integrale e con trentacinque anni di attività alle spalle. Il gruppo si è esibito lo scorso 25 giugno all’interno dell’Eutropia Festival di Roma, a circa sette mesi di distanza dall’ultimo concerto tenutosi all’Auditorium Parco della Musica il 30 novembre del 2014, con l’infelice epilogo riguardante l’infortunio del frontman Blixa Bargeld sul palco.

Il tour è stato ironicamente chiamato da Bargeld Greatest Hits, proprio per giustificare la presenza di molte vecchie hit (come The garden, Sabrina, Alles, Die Befindlichkeit des Landes, per dirne alcune), suonate insieme ad alcuni pezzi del loro ultimo lavoro uscito nel 2014, Lament, un disco incentrato sulla ricerca di registrazioni audio di alcuni prigionieri di guerra in campi di internamento tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. L’aspetto del palco si avvicina molto a quello di una fabbrica, non tanto per l’ambiente in sé quanto per la singolare scenografia proposta dai diversi “strumenti” che si avvicendavano sul palco. E soprattutto per i suoni (per alcune orecchie forse rumori) che emettevano, al sapore di lamiere dalle voci stridule e affilate. Tubi, bidoni di plastica, oggetti di ferro fatti cadere, di alcuni era addirittura difficile riconoscerne la natura: ma ognuno di essi concorreva alla coralità del grande disegno musico-industriale creato dai cinque artisti ai quali da sempre si può riconoscere, a prescindere da ogni personale giudizio, un’attentissima e meticolosa ricerca musicale. Ad occuparsi di questi strumenti erano i tre membri forse meno noti della formazione: N.U. Unruh, Jochen Arbeit e Rudolf Moser, gli “addetti” alla chitarra, alle voci, alle percussioni e a tutti questi strumenti speciali che rendono un concerto degli Einstürzende Neubauten una sorta di spettacolo dalla teatralità preponderante.

La volontà di sperimentazione di alcuni membri del gruppo è tale e incessante da averli portati a muoversi anche singolarmente per approfondire nuovi ambiti e/o generi: più nota è la collaborazione del frontman con l’italiano Teho Teardo, un po’ meno lo sono i progetti del bassista Alexander Hacke (protagonista del docu-film musicale Crossing the bridge-The sound of Istanbul di Fatih Akin).

Per quanto insieme siano tutti necessari e ammirabili, l’effetto che il personaggio Blixa Bargeld (il cui vero nome è Christian Emmerich) provoca è assolutamente unico. La sua catalizzante persona fa sì che la concentrazione si rivolga spesso e volentieri sulla sua gestualità solenne e composta, sulla sua espressione algida e austera, sulla sua glaciale eleganza: tutti epiteti derivanti dal connubio tra la sua immagine e la sua voce baritonale, ombrosa e compatta. La musica degli Einstürzende Neubauten cattura subito l’attenzione, prevalendo decisamente sui testi: essendo per lo più in tedesco (lingua dalla non comune conoscenza), purtroppo vengono scoperti solo da coloro che si impegnano a tradurne le parole; il che é un peccato in quanto l’impegno sociale che trasuda da queste, unito alla bellezza dello stile utilizzato per comporle, rendono i testi meritevoli di maggiore apprezzamento rispetto a quanto già ne hanno. Questo modello di concretezza teutonica, questa “überband” esemplare della musica d’élite contemporanea riesce ancora una volta nell’intento di consacrarsi al fedele pubblico come icona mai sbiadita di quella musica ricercata e di nicchia che ha saputo trovare posto nel grande mercato senza aver corso il rischio di snaturarsi.

 

 

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