Senese e Napoli Centrale aprono la rassegna Roma Incontra il Monda a Villa Ada 2015

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Senese e Napoli Centrale aprono la rassegna Roma Incontra il Monda a Villa Ada 2015

arton33412-de96bGrande inizio il 26 giugno 2015 per Roma Incontra il Mondo con James Senese e Napoli Centrale, artisti che da quarant’anni portano avanti la loro “musica mediterranea” (così la definisce lo stesso Senese), eseguita tenendo chiaramente conto del loro background jazzistico. La celebre manifestazione da circa ventidue anni presenta un ventaglio variopinto di nomi italiani e internazionali (a prezzi contenuti), nella splendida cornice offerta naturalmente dal parco di Villa Ada che la ospita: l’apertura (prevista il 25 giugno), per problemi non adducibili all’organizzazione dell’evento, è stata posticipata di un giorno e, dunque, con il concerto del vivace cantautore partenopeo che ha saputo tenere alto questo “onore” nel dare inizio alle cerimonie.

Un piccolo intro è stato offerto da un altro cantautore, sempre conterraneo (Maldestro è il suo nome), che ha riscaldato il pubblico presente offrendo il suo repertorio: un buon filo conduttore per quanto riguarda l’argomento, ossia la musicalità di Napoli, tema largamente affrontato ultimamente anche nel cinema con il riuscitissimo documentario Passione di John Turturro (in cui, tra i tanti, spunta anche James Senese). Capelli crespi, pelle scura e voce profonda, elegante e con addosso il suo compagno di viaggio (il sassofono tenore), il neo-settantenne Gaetano Senese (James è un soprannome) fin da subito ha coinvolto i presenti con poche parole (ma ben assestate) e un lungo percorso musicale, partendo dai suoi vecchi successi per arrivare ai nuovi senza dimenticare anche quelli scritti con gli amici: vengono eseguiti diversi pezzi composti con Pino Daniele e anche il brano scritto a quattro mani con Lucio Dalla (insomma, omaggi ai compianti della musica italiana).

Figlio di un afroamericano e di una napoletana, questo musicista porta già dentro di sé la contaminazione tout court: la sua musica non poteva di certo essere differente. Il suo studio incessante di maestri del jazz (come John Coltrane a Miles Davis, giusto per fare un paio di nomi) lo porta a intersecare melodie d’oltreoceano con la musica tradizionale napoletana. Unito da sempre a Napoli Centrale (nella fattispecie Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso e Fredy Malfi alla batteria), Senese con la sua voce (e quella del suo strumento) ha abbracciato gli accordi suonati dal resto della formazione, accompagnandoli in una danza colorata, popolare e marcatamente riconoscibile di un periodo definito. Difatti l’opera dei musicisti in questione, sebbene in continua sperimentazione, ha un sapore nostalgico: rimanda alla fusion e alle sonorità di un certo tipo di jazz anni Ottanta/Novanta, utilizzando degli accorgimenti tipici del periodo (in modo particolare il tastierista Vitolo connota maggiormente questo lato vintage, per non parlare del largo uso che fa del vocoder!). Tanti i regali ai fan che affettuosamente li sostenevano cantando i pezzi: tra questi diversi assoli (oltre a quelli di Senese, rimarchevole è stato l’assolo di batteria di Malfi) e un bis corposo per salutare degnamente il caloroso pubblico della serata.

I testi e la musica di Senese e Napoli Centrale narrano la quotidianità di quella meravigliosa città a metà tra il degrado e la bellezza: sono portavoce, come accade per la maggior parte degli artisti del luogo, di una Napoli che ha tanto di bello da dire, da far ascoltare e lo fa nel proprio dialetto (forse sarebbe più corretto dire nella propria lingua). La musica ha il suo grande ruolo comunicativo, la musica napoletana da sempre lo utilizza a tuttotondo per sottolineare la sua grandezza senza dimenticare le avversità di ogni giorno: e i protagonisti di questo evento sono fieri di essere ancora oggi profeti di questo messaggio.

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