VIRGINIA VERONESI DA X-FACTOR AL PRIMO INEDITO, ECCO LA NOSTRA INTERVISTA.

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VIRGINIA VERONESI DA X-FACTOR AL PRIMO INEDITO, ECCO LA NOSTRA INTERVISTA.

Ventitré anni all’anagrafe, all’attivo uno spot per l’ultima edizione di X-Factor e un primo inedito, “When I was you”, il cui video ha superato le 80.000 visualizzazioni in appena un paio di settimane dalla sua uscita. Bellezza acqua e sapone e una voce fresca e pulita. Si presenta come dotata Virginia_1_mdi tutte le carte in regola per giocar
si la sua partita con il futuro Virginia Veronesi e, date le premesse, non potrebbe che promettere meglio. Una passione, quella per la musica, che la accompagna sin da bambina. Un sogno coltivato con studio ed impegno e che finalmente sta prendendo forma. “When I was you”, il suo primo singolo, suona orecchiabile e piacevole. Il video che lo accompagna è stato girato a Lisbona sotto la direzione di Andrea Linke, con cui la Veronesi continua a collaborare dopo la realizzazione dello spot di X-Factor in cui ha dato voce alla “Try” di Pink. Il videoclip e la canzone portano con sé una ventata di gioiosa leggerezza. “Quel tu che ero un tempo”, del titolo del brano, si identifica con il “tu” bambino di cui, sotto gli abiti del mondo degli adulti, conserviamo ancora quella stessa voglia di spensieratezza ed entusiasmo, quegli stessi colori emozionali che spazzano via i grigi della vita adulta. Il pezzo riporta la firma autoriale di Gaetano Cappa, che ne ha curato testo e arrangiamenti. Se ciò non bastasse, il brano le ha già fatto raggiungere un nuovo traguardo: è stato scelto dal brand Chicco per affiancare la sua nuova campagna “Feed their future – Grow your dreams”, dato il messaggio che contiene. Ecco cosa Virginia Veronesi ha raccontato a noi di Four riguardo il suo presente, il suo passato e il suo futuro.

Virginia, sei diventata nota al grande pubblico per via dello spot promozionale dell’ultima edizione di X-Factor in cui interpretavi “Try”. Come è nata questa collaborazione?

È nata in modo molto naturale, come questo lavoro lo richiede: tramite selezioni. È arrivato questo bando di audizione al mio direttore d’Accademia e lui ha pensato che io potessi provare a concorrere per questo ruolo, così ho fatto le tra selezioni che la produzione di Sky richiedeva. Del resto era capitato in una settimana un po’ impegnata, quindi, l’ho fatto in modo, per così dire, “buona la prima”. Probabilmente era anche un po’ l’aspetto che loro cercavano, cioè qualcosa di molto spontaneo e di non troppo studiato. Ed è andata bene.

Nel tuo primo inedito, “When I was you”, quel “you” è rivolto al bambino che continua ad abitare in ognuno di noi con la sua capacità di sognare. Come è cambiato il tuo sogno da quando eri bambina ad ora?

Non so se sia cambiato. Semplicemente adesso vedo che c’è la possibilità di realizzare quello che è sempre stato il mio sogno. Coltivo questa passione da quando ero piccola, quindi, probabilmente il mio sogno era non smettere mai di far parte della musica, di cantare e di ascoltarla. È, diciamo, un sogno che continua.

In entrambi i brani usciti canti in inglese. Presenterai anche brani in italiano o ti senti più a tuo agio con la musicalità anglosassone?

Sicuramente farmi sentire anche su brani inediti in italiano è qualcosa a cui tengo, perché è qualcosa che ci appartiene di più. La scelta di cantare “Try” è stata dovuta al fatto che fosse un brano edito in inglese e sarebbe stato orribile tradurlo. “When I was you” più o meno per lo stesso motivo, nel senso che è nato in inglese e abbiamo pensato anche di farne una versione in italiano ma poi ci è sembrata troppo forzata. Quella in inglese ci ha dato, invece, l’impressione di amalgamarsi meglio con il sound che è venuto fuori, era più adatta. Però cantare in inglese come cantare in italiano mi piace e vorrei che ci fosse la possibilità di farli entrambi.

virginia_veronesi_when_i_was_you_cover.jpg___th_320_0Quali progetti hai per il futuro?

Questo progetto è a sé stante, nel senso che è uscito il singolo ma non c’è già nel futuro immediato un album. Però è sicuramente quello che sto cercando di concretizzare. Ovviamente avrò bisogno della collaborazione anche di altre persone, da sola è un po’ difficile. Però sicuramente è questo il mio prossimo obiettivo.

Quali brani altrui rientrano nella tua top list di favoriti?

È difficile rispondere perché mi ritrovo ad ascoltare davvero ogni genere di musica, ho sempre avuto questa abitudine. Diciamo che vado un po’ a periodi quindi ti dico gli ultimi che sto ascoltando tantissimo: i Mumford & Sons, quindi musica un po’ più folk rock, Sara Bareilles, che è invece un po’ più rock pop, però un pop “intelligente”, nel senso che non è mai scontata. Poi sicuramente tutto il cantautorato italiano o comunque di pop italiano, come Elisa, Carmen Consoli e tutte le nuove leve come Erica Mou e Levante che mi piacciono molto.

 

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