A BORDO DEL FURGONE DI ZIBBA E ALMALIBRE PER SCOPRIRE “MUOVITI SVELTO”

“E’ come avere in mano un figlio: con ogni disco, è sempre stato così”. PERFETTO è il nuovo album di Eros Ramazzotti.
15 Maggio 2015
Festival di Villa Arconati: gli ospiti di quest’anno
19 Maggio 2015

A BORDO DEL FURGONE DI ZIBBA E ALMALIBRE PER SCOPRIRE “MUOVITI SVELTO”

Compagni di viaggio” da più di dieci anni, legati da un comune desiderio di raccontare e raccontarsi attraverso la loro musica, l’unico linguaggio in grado di dar voce al loro sentire. Un furgone su cui salire e partire alla ricerca della propria strada, ogni volta diversa ma ogni volta vissuta sino in fondo, tappa dopo tappa, insieme. Da quel 2003, in cui vide la luce il loro primo album, sono trascorsi 12 anni che hanno portato con sé cambiamenti ed evoluzioni, mantenendo però la stessa cocente necessità di comunicare. Loro sono Zibba e gli Almalibre, tornati in questo 2015 con un nuovo disco “figlio del suo tempo”. L’album è “Muoviti svelto”, un Lp composto da dieci tracce e registrato in Spagna, alla ricerca di un suono che rievocasse il cantautorato della fine degli anni Settanta. Un titolo che è anche un’esortazione a non lasciar che il tempo scorra davanti ai nostri occhi senza acchiappare le occasioni che porta via con sé. Una sorta di “carpe diem” in chiave moderna, un invito a non lasciarsi sfuggire i treni che ci passano davanti ma a stringere i denti e a montare su, ogni volta con coraggio e fiducia in quello che possiamo realizzare nella folle rincorsa al tempo che fugge e che abbiamo a disposizione per lasciare una traccia, per provare a lasciare un segno che cambi lo stato di cose, così da poter un giorno “ritrovarsi allo specchio e fare pace” con se stessi, sicuri di aver fatto di tutto per migliorare l’universo che ci circonda e quello che ci portiamo dietro ad ogni partenza e ad ogni arrivo. Pellegrini come tutti noi sulle strade della vita, Zibba e gli Almalibre (Andrea Balestrieri, Stefano Cecchi, Stefano Ronchi, Stefano Riggi e Caldero) confezionano, dunque, un album che parla di viaggio, sia a livello fisico nello spazio che a livello temporale, come nel passaggio da una stagione all’altra dell’esistenza, come il bambino che approda nel mondo degli adulti. A prestare la loro collaborazione al disco artisti quali Niccolò Fabi, Omar Pedrini, Bunna, Patrick Benifei e Leo Pari. Noi di Four Magazine abbiamo ascoltato Sergio Vallarino, in arte Zibba, in un’intervista in cui ci ha raccontato l’anima di “Muoviti svelto” e i messaggi profondi in esso contenuti.

Sergio, il vostro album mi è sembrato abbastanza omogeneo in quanto a tematiche affrontate. In particolar modo, torna con una certa frequenza l’idea del “viaggio”, sia nello spazio che soprattutto nel tempo. Quanto ha inciso il tuo essere divenuto padre sulla scelta di affrontare questa tematica?

Sicuramente essere diventato papà mi ha fatto capire che il tempo che ho a disposizione devo provare ad utilizzarlo il più possibile per creare un mondo che sia migliore di questo per mio figlio. Di conseguenza il tempo, per me, è diventato importantissimo, molto più di prima ed è ovvio che restare a lungo distante da casa assume un’importanza enorme adesso perché sono lontano da un bambino che cresce e da una famiglia. È stato un anno di tanti viaggi, le canzoni sono nate in viaggio e di conseguenza il tema della distanza e del tempo che passa è molto più forte che in altri dischi perché questo album è figlio proprio di questo momento.

Nel brano “Ovunque” canti del viaggio come di un percorso durante cui, inevitabilmente, ci si lascia dietro qualcosa di sé che non tornerà più. Cosa credi che di te, come artista e come uomo, nei tuoi viaggi sia andato perduto e non ti verrà restituito?

Di “perduto” credo niente, se non piccole cose. La canzone “Ovunque” racconta di quanti oggetti avrò lasciato in una stanza d’albergo o in un posto qualunque ma, in realtà, è anche una grande metafora di quante cose, nostro malgrado, avremmo potuto fare diversamente. È un brano, quindi, sul concetto di consapevolizzare un qualcosa e muoversi da quel momento in poi perché le cose non vadano più nello stesso modo.

Tu e gli Almalibre amate spesso e volentieri definirvi “compagni di viaggio”. Qual è il segreto del vostro affiatamento che vi permette di lavorare bene insieme da tutto questo tempo?

Sicuramente la capacità, ogni volta, di rimettere in discussione tutto con una grande consapevolezza e la voglia di stare insieme oltre anche al lavoro. È bella la voglia di venirsi incontro di continuo, di guardare la persona che hai accanto e dire “voglio dedicarti del tempo, voglio dedicarti un pensiero”. Fare un viaggio di questo tipo insieme equivale a condividere qualcosa che non è soltanto cantare delle canzoni insieme ma ti porta a costruire la tua “piccola società” con la quale poi ti trovi ad affrontare tutto quanto il resto perché quando si sta insieme, si lavora insieme, quello che si crea viene con te, diventa parte di te per sempre. Non abbiamo che questa vita, per cui è bella l’idea di poterla affrontare con qualcun altro accanto, di dedicarsi anche alle altre persone, di non essere soltanto compagni di musica ma in qualche modo di scegliersi, trattandosi bene e rendendo la vita migliore che si può, insieme.

Ti ho sentito affermare che inviti a duettare con te solamente quelle persone che ti hanno lasciato qualcosa. Cosa ti hanno lasciato, in particolare, gli artisti che sono intervenuti nella realizzazione di “Muoviti svelto”?

Alcuni di loro, come Omar (Pedrini ndr) e Bunna, hanno tracciato anche un pochino il mio percorso artistico e umano, perché la storia degli Africa Unite e dei Timoria sono state molto importanti per me, sono cresciuto da ragazzino con le loro canzoni. Questo ovviamente influisce sulla voglia di conoscerli e di starci insieme. Posso dire che Omar e Bunna ormai sono degli amici quindi il piacere è doppio, triplo, quintuplo, insomma. Per quanto riguarda Niccolò Fabi, Patrick (Benifei ndr) e Leo (Pari ndr), sono persone che ho conosciuto in questi ultimi anni e che mi hanno stupito per la loro bellezza, sia come persone che come musicisti e quindi poter collaborare con loro è un privilegio ed in qualche modo aiuta anche a rafforzare il messaggio che c’è dietro le canzoni.

Nel brano “Muoviti svelto” canti: “passerà un treno senza fermare, scrivi sempre per dire che sei arrivato e ricordati dove volevi andare”. C’è un treno che rimpiangi di aver perso?

No, però continuo a dirmi che i treni passano e che bisogna provare a prenderli. Ora sono un papà di 37 anni con una vita super incasinata ma, nonostante questo, devo cercare di stare sul mio treno e andare avanti per creare il futuro migliore che posso per la mia famiglia.

Come stanno andando i live?

Ci stiamo divertendo molto, i live stanno andando bene. Abbiamo fatto una prima parte di tour tutto in sold out, quindi siamo molto molto contenti e speriamo che anche il tour estivo, che inizierà il primo di luglio, possa andare così.

Ringraziamo Zibba e gli Almalibre per il tempo che ci hanno dedicato.

Link utili:

www.zibba.it

www.facebook.com/ZibbaOfficial

Comments on Facebook

Comments are closed.