Partire e tornare. I DIMARTINO Ci raccontano il loro ultimo album, questa sera a La Salumeria della Musica di Milano

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Partire e tornare. I DIMARTINO Ci raccontano il loro ultimo album, questa sera a La Salumeria della Musica di Milano

I Dimartino sono tornati dimostrando, ancora una volta, come il cantautorato italiano non si sia estinto e che tra le ceneri di brani melodici standardizzati possano ancora proliferare nuovi spunti creativi, nuove strade per tornare a raccontare storie, immagini e sensazioni. Il loro ultimo album, “Un Paese ci vuole”, uscito il 21 aprile scorso si impone all’attenzione della critica come un riuscito e vivido affresco della società contemporanea, attraverso le immagini delle piccole  comunità di paese che immortala, riflessi di un tempo che è andato, coi suoi profumi, i suoi sapori e i suoi colori. Un tempo sospeso in cui ci si nutriva della semplicità delle cose e a cui non si potrà tornare, se non nella dimensione intima dei propri ricordi o alla vista di paesaggi e scorci conosciuti e vissuti. Un album che racchiude una scelta anomala ma sentita: cantare un amore, ma non quello fra due comuni amanti. L’amore mai sopito per un Paese che ti costringe a lasciarlo ma a cui rimarrai sempre visceralmente legato, come un amante che ti tradisce ma che non riesci a non perdonare. La propria terra, la propria culla, la propria madre. Quella in cui affondiamo le nostre radici più profonde e senza la quale non sapremmo riconoscerci. Alla realizzazione del disco hanno prestato la loro collaborazione artistica Cristina Donà e Francesco Bianconi, mentre Manuela Di Pisa ha diretto il videoclip con cui è stato lanciato il primo singolo dell’album “Come una guerra la primavera”, un video dal grande impatto emotivo che ricorre alle potenzialità espressive della tecnica hyperlapse. Un’idea promozionale, quella che ha accompagnato l’uscita del disco, non poco originale: l’album è stato reso disponibile in anteprima streaming in soli 300 piccoli paesi d’Italia, attraverso un’apposita app dotata di geolocalizzatore. Nonché l’attesa in vista della pubblicazione è stata intrattenuta con un foto contest con cui si è chiesto ai fans di scattare un’istantanea del loro paese d’origine, condividendola con la web community. Il titolo, invece, contiene un omaggio a Cesare Pavese. Abbiamo ascoltato il leader della band omonima, il cantautore siciliano Antonio Dimartino, in un’intervista in cui ci ha parlato del loro ultimo progetto discografico. Ecco cosa ci ha raccontato:

“Un Paese ci vuole” tratta del “paese” come il viscerale rapporto che ci lega alla nostra terra, un sentimento che ci si porta sempre dietro al di là di dove si sia. Antonio, come credi si possa continuare ad amare la propria terra, in un periodo difficile come questo?

Credo molto nella purezza delle radici. A prescindere dalle diverse strade che si possono percorrere o dai percorsi alternativi che ognuno di noi prende, conosceremo sempre a memoria la strada che ci porta a casa, è un fatto animale. Per questo credo che per quanto si possano trovare dei motivi di odio verso la propria terra non potranno mai essere più di quelli legati all’amore.

Citando il singolo con cui è stato lanciato l’album, credi che sia più coraggioso partire o restare, in attesa che “la primavera”, la rinascita, arrivi “come (e dopo) una guerra”?

Non so dare un giudizio, entrambe le cose possono essere facili o difficili a seconda delle proprie aspettative. Di certo oggi restare è una scelta importante, ma forse lo è ancora di più tornare.

Com’è nata l’idea del videoclip diretto da Manuela Di Pisa con cui è uscito “Come una guerra la primavera”?

Volevamo sin da subito chiarire la natura emozionale del disco, l’idea di un paese umano. Così è nata l’idea di un piccolo documentario sull’umanità, su come gli uomini, gli animali, le piante abitano questa terra.

Quale immagine della tua Sicilia, come se fosse una fotografia, conservi con più affetto?

Essendo della provincia di Palermo conservo con più affetto immagini legate al mio paese, alle estati in piazza a rincorrerci coi motorini.

Cosa credi abbiano apportato all’album le collaborazioni di Cristina Donà e Francesco Bianconi?

Molta eleganza, sono due autori eleganti.

Tornando, invece, all’America da anni simbolo della terra in cui veder realizzati i propri sogni. Per veder realizzato quale tuo sogno partiresti alla volta di una “terra promessa” come questa?

Vorrei partire per un lungo periodo ma non per cercare me stesso ma trovare gli altri, la mia “terra promessa” sono gli altri, il mio sogno è riuscire a conoscere davvero l’umanità, senza barriere.

Qui le date del tour:

29 aprile Milano – Salumeria della Musica

7 maggio Bologna – Locomotiv

8 maggio Firenze – Tender:Club

13 maggio Roma – Monk

15 maggio S.Maria a Vico (CE) – SMAV

16 maggio Messina – Retronouveau

 

Link utile: www.antoniodimartino.it

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