Solidarietà e Alternativa le parole chiave del Concertone del Primo Maggio 2015.

Video intervista a DIODATO prima del concerto di Roma.
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Solidarietà e Alternativa le parole chiave del Concertone del Primo Maggio 2015.

“Solidarietà” e “alternativa” sono stati i termini chiave usati nella conferenza stampa per la presentazione del concerto del primo maggio 2015 di Roma, tenutasi nella sede RAI di viale Mazzini lo scorso 23 aprile.

Lconcerto-primo-maggio-2015-roma-taranto-bologna-660x406e sigle sindacali si sono tutte concentrate sul tema della solidarietà, dei diritti e della multiculturalità, soprattutto dopo i recenti episodi che hanno visto il Mediterraneo protagonista silente di tragedie umanitarie di immensa portata. L’organizzazione ha chiesto l’attenzione sull’alternativa da loro proposta in termini di proposte musicali e pianificazione dell’evento in vista delle “nozze d’argento”, come le ha definite il segretario nazionale della UIL Carmelo Barbagallo. Quest’ultimo confessa che la scelta del classico primo maggio politico sarebbe dovuta ricadere proprio su Lampedusa ma, per ovvie questioni organizzative, questa è stata orientata su Pozzallo la quale, comunque, è la terra degli “schiavisti di nuova generazione” (sempre parole di Barbagallo). L’auspicio di questa complessa macchina organizzativa, un misto tra riflessione e musica come sostiene il direttore di rete Andrea Vianello, è quello di proporre la costruzione di corridoi umanitari per un corretto collocamento dei rifugiati tra l’Italia e l’Europa, affinché quest’ultima faccia la sua parte. Troppo spesso infatti, secondo la segretaria nazionale della CISL Giovanna Ventura, la parola “solidarietà” è abusata, assai pronunciata ma poco praticata: lo scopo sarebbe proprio quello di metterla in pratica insieme a tutta la serie dei valori che questo concerto è imputato a veicolare, in quanto la musica ha il dono di essere un messaggio universale. La solidarietà è un tema che riguarda anche quel 43% di giovani italiani disoccupati/svolgenti lavoro irregolare a vario titolo, incalza la segretaria confederale della CGIL Gianna Fracassi: il concerto fungerà da ponte tra questi e i buoni propositi trasmessi, cercando di fare anche da collante tra le diverse generazioni partecipanti.

E per farlo quest’anno l’organizzazione è passata nelle mani di tre società che lavorano nella distribuzione, produzione, booking, organizzazione eventi e management musicale, ossia iCompany, Ruvido Produzioni e Mismaonda. Selezionati quasi all’ultimo minuto (la giustificazione data dalle sigle sindacali ai giornalisti è stata il mancato rispetto dei termini contrattuali da parte degli altri organizzatori), Carlo Gavaudan e Massimo Bonelli hanno spiegato quanto la loro proposta fosse, appunto, alternativa. Si avvicenderanno sul palco trentasette band (rispetto agli anni precedenti l’adesione spontanea di molti artisti è stata maggiore) che spaziano dal rock al rap passando per il folk e il pop, insieme a otto tra gli storici conduttori della manifestazione che supporteranno Camila Raznovich nella sua prima volta a Piazza San Giovanni (anche se, come lei stessa sosteneva in collegamento telefonico con la conferenza, sarebbe celebrare un ritorno alle origini visti suoi inizi con MTV).

La grande novità è rappresentata dal contest 1MNEXT dove otto band emergenti, nei giorni antecedenti il primo maggio, si contenderanno i tre posti sul palcoscenico dell’evento: per Bonelli è un’ottima visibilità per band ai primissimi esordi dato che queste, in Italia, hanno troppe poche possibilità di farsi notare dal grande pubblico. Ad alcune polemiche circa la rivalità con l’altro famoso concerto del primo maggio di Taranto, gli organizzatori e le sigle sindacali rispondono che c’è un rapporto di assoluta cordialità, tant’è che in passato ci sono stati anche dei collegamenti televisivi tra le due piazze.

Tra vecchi e nuovi meccanismi, l’atteso Concertone nazionale anche quest’anno promette grandi numeri e tante novità, come d’altronde si propone di farlo ogni anno: la sensazione è quella di ritrovarsi a risentire i soliti slogan da piazza (nobili in teoria ma con scarsi seguiti nella pratica), intervallati da offerte musicali che, per quanto alternative le si professino, sembrano sempre le stesse…ascoltare l’imbattibile “Complesso del Primo Maggio” degli Elio e le Storie Tese per credere.

 

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