The Twilight Sad LIVE @ Biko, Milano – “And Nobody Wants To Leave”

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The Twilight Sad LIVE @ Biko, Milano – “And Nobody Wants To Leave”

a cura di Beatrice Costanzo

Dopo la data di martedì 7 al Locomotiv di Bologna, lo scorso mercoledì 8 aprile gli scozzesi The Twilight Sad sono sbarcati al Biko di Milano per un concerto davvero memorabile. La storia della band di Glasgow, che deve il suo nome ad un verso di una poesia del poeta inglese Wilfred Owen, ha inizio sui banchi di scuola quando James Graham, Andy MacFarlane e Mark Devine formano una cover band. Qualche anno più tardi, i tre incontrano il bassista Craig Orzel e iniziano a esibirsi dal vivo in giro per la Scozia, dove nel 2003 attirano l’attenzione di Alex Knight (co-fondatore di Fat Cat Records) che li mette immediatamente sotto contratto. “Fourteen Autumns & Fifteen Winters” (Fat Cat Records) esce nel 2007 ottenendo un discreto successo di critica, che confermerà il suo apprezzamento nei confronti della band anche con il secondo album “Forget The Night Ahead” (Fat Cat Records, 2009), il primo passo dei Twilight Sad verso un sound più oscuro. Il successivo “No One Can Ever Know” (Fat Cat Records, 2012), registrato dopo l’addio di Craig Orzel, segna un’ulteriore svolta caratterizzata da influenze industrial. La band, che secondo i critici è in grado di trasmettere emozioni vere, dinamiche e eccitamento, è attualmente in tour per promuovere l’ ultimo album, “Nobody Wants To Be Here And Nobody Wants To Leave”, uscito lo scorso 27 ottobre sempre per la Fat Cat Records. Il concerto inizia pochi minuti prima delle 23 e fin dall’ inizio quello che si prova ascoltando e osservando la band in un Biko bello gremito e carico è proprio quello che i critici ci ricordano: la musica dei The Twilight Sad fin dal primo minuto ci trasporta infatti nota dopo nota in luogo lontano da tutto e da tutti dove a farla da padrone sono solo le sensazioni e le emozioni che ognuno di noi prova, a cominciare dal cantante della band James Graham che interpreta egregiamente questo “isolarsi” sia con la voce che con gesti concitati. Basta chiudere gli occhi per immaginarsi su una collina verdeggiante delle highlands scozzesi, magari a riflettere sulla vita o su quello che sarà. Il tipico sound folk infatti accomuna tutte le band scozzesi, citiamo ad esempio Frightened Rabbit, Mogwai e Biffy Clyro, ma un’altra cosa per cui gli scozzesi sono noti è la gentilezza e l’ammirazione per i propri fan, come James dimostra da subito ringraziando numerose volte sia i presenti per essere così gentili e per aver speso i propri soldi e il proprio tempo per ascoltare una band di Glasgow, sia l’organizzazione e il locale per averli trattati davvero bene, offrendo loro un sacco di cose da bere. Man mano che il concerto prosegue, alternando i brani del nuovo album, tra cui a mio parere personale spicca soprattutto Last January, a pezzi storici a chicche come The Wrong Car, eseguita davvero raramente dal vivo, diviene sempre più valido quello che ha dichiarato proprio James durante un’ intervista: “ci piace avere il contrasto tra il disco e il suonare live, mentre nel disco ci sono molti più strumenti nella band ci siamo solo noi quindi cerchiamo di tentere il tutto il più semplice possibile. Non so voi, ma a me non piace andare a vedere una band che suona proprio come negli album ed è proprio quello che cerchiamo di non fare”. È proprio per questo che infatti vale davvero la pena assistere ad un ottima performance della band, che nonostante sia stata definita come “arena-friendly,” ha più volte dichiarato come in realtà la loro ambizione non sia di diventare headliner dei festival, ma solo di avere abbastanza soldi per rimanere nella band e continuare a realizzare buona musica. A mio parere è proprio questa umiltà, unita ad un sound davvero particolare e d’effetto e a delle lyrics degne di nota a rendere i The Twilight Sad una band davvero valida e troppe volte sottovalutata, ma fortunatamente non da tutti i fan accorsi al Biko, che a fine concerto possono dirsi soddisfatti di aver assistito ad uno spettacolo di grande musica internazionale, sconfessando la prima parte del titolo dell’ ultimo album della band, “Nobody Wants To Be Here”, ma consacrando l’ultima: “And Nobody Wants To Leave”.

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