I Tokio Hotel di nuovo in Italia dopo 5 anni, ma non è più come una volta

J­Ax a Milano: la “Bellezza d’esser brutti” tutta Sold Out
18 Marzo 2015
Ligabue piccola grande stella sul palco dei palazzetti: mondovisione tour continua
19 Marzo 2015

I Tokio Hotel di nuovo in Italia dopo 5 anni, ma non è più come una volta

a cura di Beatrice Costanzo

Alzi la mano chi, tra la generazione dei ventenni di oggi, non ha mai canticchiato Monsoon a 12 anni. Corre l’estate 2007, infatti, quando un gruppo di ragazzini tedeschi poco più che maggiorenni pubblicano Scream, album che racchiude i più grandi successi in versione inglese di una band già così famosa in patria da riempire i palazzetti di tutta la Germania. Complici le canzoni orecchiabili, la giovane età e l’ aspetto fisico affascinante e un po’ ambiguo dei due gemelli Bill e Tom Kaulitz, i quattro di Magdeburgo (Bill alla voce, Tom alla chitarra, Georg Listing al basso e Gustav Schafer alla batteria) diventano in breve tempo gli idoli delle ragazzine di tutta Europa, suscitando isterie simil-Beatles e anche qualche polemica (molto prima dei One Direction).

Sono passati più di 8 anni da quel lontano e piovoso 30 ottobre 2007, data del primo concerto milanese dei Tokio Hotel, e non si può certo dire che nulla sia cambiato in questo periodo, né per la band né per i fan. Il concerto di ieri sera al Fabrique segna infatti il rientro su un palco italiano del gruppo tedesco dopo un’ assenza durata ben 5 anni – risale al 10 aprile 2010 la loro ultima performance milanese, registrata nel dvd live Humanoid City Live – per la promozione del nuovo album Kings Of Suburbia, pubblicato il 6 ottobre 2014. Rispetto ai primi lavori, lo stile musicale dei due album più recenti è cambiato notevolmente (come il loro look del resto), passando da un rock leggero all’elettronica, come si evince durante l’intero concerto. Chi si aspetta una autocelebrazione del mito “Tokio Hotel” in chiave nostalgica a distanza di anni non viene accontentato, ma nemmeno chi ha ben presente che quella boy-band rock che canta in tedesco non c’è più e ora i tempi sono cambiati può dirsi completamente soddisfatto.

L’ intera performance infatti si sviluppa come una sorta di ibrido in cui da una parte non abbiamo più come un tempo un cantante ragazzino, umile ma dal grande carisma, che assomiglia più ad una cantante, ma al contrario un uomo adulto che si presenta sulla scena con mantello e corona e tende a predominare l’intero show lasciando pochissimo spazio agli altri componenti, mentre per quanto riguarda la scaletta la predominanza di canzoni nuove è netta e marcata rispetto alla produzione storica della band. Ad aprire le danze poco dopo le 21 è proprio We Found Us, durante la quale la band fa capolinea da dietro al palco ancora coperto da un telo semitrasparente, che verrà usato almeno in altre due occasioni durante la serata per dare gli effetti di luce tipici dei grandi palazzetti, ma difficili da riprodurre in un club.

Un plauso per questi, davvero molto suggestivi, ma quando la tenda cade quello che ci appare non sono più quattro ragazzi che suonano coinvolgendo tutto il pubblico, ma piuttosto uno show preimpostato e cadenzato in modo fisso, energico e degno sì delle migliori popstar, ma altrettanto costruito da risultare un po’ poco credibile e spento da chi conosce i passati gloriosi del gruppo. La scaletta è rigida e senza alcuna variazione rispetto alle precedenti date del tour, così come i cambi d’abito del frontman, 5 in totale, che non si possono definire certo semplici: mantelli, catene, tute cibernetiche, animalier, camicie a sbuffo e persino una pelliccia rossa. Ai brani dell’ultimo album, tra cui la title track Kings Of Suburbia in cui alcune fortunate (e profumatamente paganti) salgono sul palco per cantare con i loro idoli, ne seguono alcuni tratti da Humanoid, penultimo lavoro dei Tokio Hotel pubblicato nel 2009 che si piazza a metà tra la musicalità originale della band e il nuovo sound elettronico, tra cui “Darkside Of The Sun”, “Noise” e “Automatic”.

Il pubblico, composto, come prevedibile, principalmente da ragazzine più o meno giovani e genitori accompagnatori, reagisce molto positivamente soprattutto a queste ultime, ma è con Rescue Me, scritta dai gemelli Kaulitz a 13 anni, come ricorda Bill stesso in un raro momento di tenerezza ,e Durch Den Monsun, versione tedesca della loro hit più celebre e unico brano della setlist cantato nella loro lingua materna, che dà il meglio di sé. È chiaro che il tempo è passato per tutti, ma ci viene da chiederci perché mai non sarebbe stato più dignitoso e d’impatto creare una scaletta che unisse i pezzi più nuovi ad un medley delle canzoni storiche dei Tokio Hotel, con cui un’ intera generazione è cresciuta ed è difficile dimenticare. A fine show, la band ringrazia e si dichiara entusiasta di essere finalmente tornata nel bel paese, dove l’accoglienza è sempre molto calorosa e in cui torneranno presto, però da (ex) fan devo ammettere a malincuore che ormai i ragazzini che cantano le canzoni per le ragazzine se ne sono andati e non torneranno mai più. Aufwiedersehen Tokio Hotel.

Scaletta Completa:

We Found Us

Girl Got a Gun

Darkside of the Sun

Covered in Gold

Feel It All

Louder Than Love

Never Let You Down

Noise

Kings of Suburbia

Invaded

Run, Run, Run

Rescue Me

Automatic

Screamin’

Stormy Weather

Masquerade

The Heart Get No Sleep

Encore:

Love Who Loves You Back

Durch Den Monsun

Great Day

Comments on Facebook

Comments are closed.