Il Re di Girgenti. Il Teatro racconta Camilleri

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Il Re di Girgenti. Il Teatro racconta Camilleri

E’ in scena solo fino a stasera, 14 Marzo presso il Teatro Due Roma, nel cuore della Capitale, “Il Re di Girgenti” dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri. Lo spettacolo, inserito all’interno della più ampia rassegna “A Roma! A Roma!” a cura di Francesca De Sanctis, attinge alle forme più tradizionali di narrazione quali il cunto, i pupi (marionette) e il cantastorie per trasportare il suo pubblico nella Sicilia del 1718, governata dai Borboni.

Un susseguirsi di eventi tragicomici tessono la trama della storia di Zosimo, contadino siciliano divenuto Re eletto dal popolo, in un’atto di rivolta contro il susseguirsi di popoli stranieri venuti a comandare. Personaggi più o meno caricaturali e altri di una profondità d’animo inaudita, vengono messi in scena da due giganti dell’arte teatrale, il catanese Fabio Monti e il siciliano-per-una-notte, nato ludigiano Massimo Schuster. Entrambi immensi nella loro capacità di muoversi incessantemente e senza soluzione di continuità tra l’arte del marionettismo, della recitazione e del canto, i due trascinano il pubblico di spettatori in un continuo altalenarsi di commozione e divertimento.

Foto-Re-di-Girgenti-Fabio-Monti-e-Massimo-Schuster--Di-Daniela-Neri

Trattasi di un romanzo eroico, dagli aspetti ora storici ora favolistici, in cui è possibile rintracciare quella audacia e quella fierezza che purtroppo solo occasionalmente, contraddistinguono il popolo italiano, storicamente alla mercé di molti regni e altrettanti interessi.

Impressionante la capacità di Schuster, che ha all’attivo spettacoli realizzati in 60 diversi paesi, di dare vita alle marionette, peraltro magistralmente realizzate da Anton Duša e Jana Pogorielová, per cui si consiglia la visione dello spettacolo nelle prime file, così da godere in pieno di ogni dettaglio e ogni movenza.

Si percepisce facilmente l’amore  e la padronzanza dei due performer per quest’arte, così come l’aderenza al testo di Camilleri, dichiaratosi da subito, entusiasta all’idea di una trasposizione del romanzo attraverso forme tradizionali come lu cunto e li pupi, profondamente radicate nella cultura siciliana e altrettanto pertinenti. A ben vedere, non esisterebbe forse modo migliore per raccontarla questa storia, la quale lascia in sé l’amara considerazione che ad averceli nella realtà di personaggi come Zosimo, la sua nobiltà d’animo e quella fiera fiducia nel proprio popolo.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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