Il piacere dell’ascolto Fourzine intervista i SANTA MARGARET

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Nell’era in cui il cosiddetto “progresso” ha reso tutto più veloce ed immediato, forse sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere sul serio alla folle corsa contro il tempo che abbiamo ingaggiato e ai suoi effettivi benefici. La fretta è controproducente, si sa. A maggior ragione quando è in gioco un’espressione artistica che, inevitabilmente, richiede il suo tempo: sia per essere creata che per essere goduta, anche perché “non c’è piacere senza attesa”, volendo parafrasare Wilde. È questo l’invito rivolto dai Santa Margaret al loro pubblico, la band rivelazione milanese che dallo scorso Novembre è in tour per lo stivale per presentare il suo Ep “Il Suono Analogico Cova La Sua Vendetta – Vol. 1”. Un titolo che, se già non fosse abbastanza chiaro, si spiega ancor meglio alla luce delle scelte compiute dalla band per la sua realizzazione: registrato interamente live in studio con strumenti vintage (non fosse per lo sporadico ricorso al synth) e in presa diretta, senza troppe sovraincisioni perché su nastro a 24 tracce, l’Ep è poi uscito lo scorso Ottobre su vinile. Una scelta, quella dell’analogico rispetto al digitale, che riflette un preciso modo di lavorare, che sia sempre al top data l’impossibilità di sovraincidere troppe volte sul nastro, una scelta che rispecchia precise intenzioni stilistiche cioè la restituzione del calore/colore del suono rispetto a quanto accada col digitale che tende, invece, ad appiattirlo e a standardizzarlo, e una scelta che comunica una precisa idea di Musica: quella a cui non è possibile dar fretta, perché l’ascolto non deve avere una scadenza ma bisogna goderselo in tutta calma, per poterne trarre piacere. E, se ciò non bastasse, ad accompagnare l’album una veste di tutto rispetto: la copertina realizzata da Shout, il disegnatore italiano che ha collaborato per le più importanti testate mondiali. Sul fronte della cover una rotella di liquirizia che pare ricordare la forma di un vinile e che meglio si spiega guardando il retro in cui si nota che l’oggetto in questione altro non sia che un serpente arrotolato che sull’altra facciata sfoggia la sua lingua, assai simile alla puntina di un comune giradischi: la serpe che, appunto, “cova la sua vendetta”. I Santa Margaret nascono a Milano dall’incontro fra cinque strade artistiche destinate ad incrociarsi e a fondere le loro diverse estrazioni musicali. Si tratta di Angelica Schiatti (testi, voce e chitarra), Stefano Verderi (chitarra e produzione artistica), Leonardo Angelicchio (tastiere), Ivo Barbieri (basso) e Marco Cucuzzella (batteria). Il risultato che ne vien fuori è un sound frizzante e coinvolgente che fonde le armonie del rock con il cantautorato italiano degli anni ’60 e ’70 ammiccando al blues targato anni ’30 di grandi artisti quali Muddy Waters. Opening act dei Deep Purple e di Beth Hart, i Santa Margaret hanno concluso la scorsa estate come vincitori del “Coca Cola Summer Festival” e come Artisti del Mese secondo l’ “MTV New Generation”, grazie al singolo “Riderò” scelto anche da Aldo, Giovanni e Giacomo come soundtrack del loro ultimo film. Noi di Fourzine abbiamo scambiato qualche battuta con la frontwoman della band, l’energica Angelica Schiatti, poco prima del concerto di sabato 7 Marzo nella loro Milano presso il Circolo Arci Ohibò. Leggiamo cosa ci ha raccontato!

Angelica, il nome della vostra band, “Santa Margaret”, allude al luogo immaginario in cui le vostre diversità si sono incontrate e fuse in questo originale progetto discografico. Ti andrebbe di parlarmene meglio?

“Santa Margaret” è il luogo in cui ci siamo rifugiati e abbiamo cercato di creare quello che adesso stiamo portando in giro. È un luogo mentale, spirituale e musicale. Ognuno di noi ha portato qualcosa. È cominciato tutto da me e Stefano, quindi, è come se noi due avessimo portato le radici, dopodiché insieme abbiamo fatto crescere questa pianta. Ognuno di noi cinque è semplicemente una parte dell’albero che sta crescendo e che si sta facendo spazio. Quindi c’è chi è una parte del tronco, chi un ramo. Insomma: ognuno di noi è qualcosa di importante.

Lo scorso Ottobre è uscito il vostro Ep “Il Suono Analogico Cova La Sua Vendetta – Vol. 1”. Mi ha incuriosita l’idea di Musica che avete voluto veicolare, me ne parleresti?

Siamo sostenitori dello “slow listening”, cioè del godersi la musica e soprattutto del dare alla musica il valore che ha, quindi anche il tempo che merita. La musica ha bisogno anche di tempo e il fatto di mettersi lì e ascoltare un disco, dall’inizio alla fine, senza stare a skippare, è una cosa che si sta perdendo. Ci piacerebbe che tornasse quest’abitudine. Poi si aprirebbe tutto il discorso relativo anche all’andare ai concerti, avere il piacere di andare ad ascoltare dal vivo band o artisti che non si conoscono, un’abitudine che noi Italiani abbiamo ben poco, purtroppo.

Tour in corso, cosa ci si aspetta dal vostro live? Ne approfitto per congratularmi della locandina con cui state promuovendo l’evento.

La locandina è una foto di Michele Piazza che è un fotografo bravissimo che ci sta seguendo spesso per cui ci ha fatto questa istantanea che ci rappresenta molto molto bene. Presenteremo il nostro Ep e quello che sarà il secondo volume, che è in uscita in primavera. Poi ci saranno un bel po’ di sorprese! Abbiamo anche preparato delle cover, poche due o tre, che però abbiamo stravolto tra cui, ad esempio, “La musica è finita” di Califano che in realtà è stato il primo singolo di Robert Plant prima di entrare nei Led Zeppelin. Abbiamo preso le varie versioni, le abbiamo fatte nostre e ne è uscita una versione “Santa Margaret” che ci piace molto! Anche laddove facciamo cover ci piace renderle particolarmente nostre.

Durante i live ascolteremo anche “Voglio urlare i miei sogni”, il brano che avevate proposto alle selezioni dello scorso Sanremo?

Sì, sicuramente suoneremo anche quello perché è comunque un brano che è piaciuto, per quanto non sia stato pubblicato e fosse solo disponibile sul sito della Rai in quel periodo lì, però abbiamo avuto tantissimi riscontri positivi. È un pezzo a cui io sono molto legata perché lo sento molto: il voler urlare i propri sogni non è casuale ma è perché a volte sono talmente grandi e importanti che se nessuno li ascolta hai comunque voglia di trasmetterli a tal punto che li vuoi urlare, per cuisicuramente li urleremo molto forte ai nostri concerti.

Angelica, in quanto cantautrice, c’è un pezzo del primo volume del vostro album a cui ti senti particolarmente legata? E c’è un brano di qualche altro autore che avresti voluto scrivere tu?

Tra le nostre canzoni forse “Riderò” perché l’ho scritta in un momento in cui mi ha aiutato molto, perché la musica a volte è anche terapeutica. L’ho scritta in un periodo in cui ho ricevuto veramente tanti no, tante porte in faccia, tante delusioni ed ero convinta che, prima o poi, ci avrei riso sopra a queste delusioni e a questi personaggi che nella vita ti deludono. Ed in effetti così, poi, è stato. Per cui le sono molto legata perché è stato una specie di testo premonitore: mentre scrivevo “Riderò” in realtà stavo piangendo però poi, in effetti, ho riso di brutto! Le sono legata perché si è avverata, nel nostro piccolo. In quel momento lì veramente ero molto giù. Pensare poi a quante cose abbiamo fatto con questo brano, tra cui metterlo nella colonna sonora di Aldo, Giovanni e Giacomo! Non ci avrei mai pensato mentre lo scrivevo nella mia camera d’albergo mezza disperata. Un testo, invece, che avrei voluto scrivere, visto il momento in cui è stato composto e che secondo me è più che all’avanguardia, è “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. In un periodo in cui si parlava di amori infiniti e che riempiono l’anima, lui diceva “mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare” per cui secondo me era veramente avveniristico, un testo incredibile.

Ringraziamo Angelica Schiatti per il suo tempo, e a suo nome tutti i componenti dei Santa Margaret attendendo di ascoltarli dal vivo.

Di seguito le tracce de “Il Suono Analogico Cova La Sua Vendetta – Vol. 1”.

Lato A: “Riderò”, “La Strada”, “Insonnia”, “Comincia Tu”, “Oltre al Limite”;

Lato B: “…e il digitale trema” (traccia di 20 min. che collega i brani “La Strada” e “Insonnia”).

 

Link utili:

www.santamargaret.com

www.facebook.com/santamargaretofficial

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