Matthew Lee, un rocker al pianoforte

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Matthew Lee, un rocker al pianoforte

Può un musicista suonare il rock ‘n roll al pianoforte? Decisamente Si! L’abbiamo scoperto in occasione delle tre date milanesi di Matthew Lee, al Memo Restaurant di Milano, location perfetta per chi vuole ascoltare buona musica, mangiare bene e sentirsi per qualche ora catapultato nella New York degli anni ‘50. Matthew Lee (all’anagrafe Matteo Orizi) è uno showman nato, sul palco fa faville con un genere un po’ suo un po’ rubato dai giganti del blues ma soprattutto del rock and roll, generi che come ben sappiamo non appartengono esclusivamente alla tradizione statunitense, anzi, per i più nostalgici c’è in scaletta una cover de l’Isola che non c’è di Bennato, voluta proprio dal cantautore e rocker napoletano, uscita da poco e già ai primi posti in iTunes. La sensazione più sorprendente che Matthew e la sua band riescono a trasmettere dal palcoscenico al pubblico è l’impressione di guadare un fiume, saltellando su tanti massi diversi che sono le canzoni, talvolta lente e romantiche, talvolta energiche e incontenibili, per trovarsi una volta finito il concerto dall’altra parte del fiume, un po’ cambiati ma soprattutto pervasi da una leggera euforia per l’aver affrontato un percorso così particolare. Oltre alla musica Matthew si concede qualche battuta e qualche minuto per raccontare la sua storia alla platea gremita, la storia di un ragazzo che ha studiato pianoforte al conservatorio di Pesaro ma che si è allontanato da quel mondo tradizionale e fatto di schemi per inseguire il sogno del rock ‘n roll, un sogno diventato decisamente realtà vista il gran numero di concerti che Matthew e la sua band hanno all’attivo in tutto il mondo. Centro di gravità dello spettacolo (a parer di chi scrive) la prova di virtuosismo concessa con una rivisitazione de il celebre “Il volo del Calabrone” suonata un po’ seduto, un po’ dimenandosi, un po’ con il chitarrista, un po’ in tutte le salse e in tutte le posizioni. Una voce dirompente appoggiata da una band che lo accompagna come un ingranaggio perfettamente bilanciato risulta in uno spettacolo che incanta e diverte allo stesso tempo. Ho avuto il piacere, durante il concerto, di ascoltare il suo nuovo singolo “E’ tempo d’altri tempi“, che anticipa la pubblicazione di un album nella primavera di quest’anno (per la Carosello Records) e non vedo l’ora di poter ascoltare qualcosa in più del fenomeno tutto italiano che sta conquistando il mondo.

Per tutte le informazioni e per le date dei concerti http://it.matthewlee.it/

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