Kingsman – Secret Service Recensione

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Kingsman – Secret Service Recensione

 

Il divertente Matthew Vaughn si cimenta col mondo degli agenti segreti confezionando una pellicola godibile, spassosa e deliziosamente british!

Dimenticate tutto quello che sapete sulle spy story e i loro protagonisti, questa pellicola, che contiene un mix perfetto di dissacrante ironia, è elegante e provocatoriamente kitsch a tratti, si farà ricordare per il buon umore che vi lascerà dopo la sua visione.

Un giovane (Taron Egerton) cresciuto nei sobborghi londinesi con una famiglia problematica viene salvato dopo una rissa dall’elegante Colin Firth, agente segreto ed ex capo del padre del ragazzo morto in servizio anni e anni prima. Fra i due si instaura un rapporto di amore odio che li porterà a collaborare in una missione atta a salvare il mondo, Colin come maestro e Egerton come allievo, uniti contro il visionario e multimilionario cattivo del film Samuel L. Jackson, che se ne va in giro vestito da rapper, parla con una simpatica e ingenua zeppola e soffre la vista del sangue, il che è un paradosso per chi vuole annientare l’umanità.

Matthew Vaughn torna a colpire ancora, la spassosa e deliziosa pellicola è ricca di battute che diventeranno cult, folli momenti dissacranti che poco si addicono allo stile bene educato inglese di cui è intrisa la pellicola, come è vincente la scelta di Colin Firth e Michael Caine in ruoli estranei ai loro precedenti personaggi. Il regista si rifà ai fumetti di Mark Millar, con il mirato intento di intrattenere il pubblico e farlo divertire. Attenzione però a pensare che Kingsman manchi di eleganza, perché il punto di forza del film è tutto li, nella cura dei dettagli e nella classe con i quali essi fanno riferimento ai veri agenti segreti, ai vari 007 e all’aristocrazia che li circonda. Se è vero che l’abito non fa il monaco, allora neanche uno fatto su misura può celare i veri intenti di un uomo. C’è molto di più nei retroscena di questa commedia, un villain il cui intento è quello di purificare la razza umana eliminando il “superfluo” attraverso un espediente come la tecnologia, nonché una lotta tra la nobiltà e la plebe, sottolineando i difetti e i retaggi culturali di entrambi le classi ai quali  sono ancorate.

 

 

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