IL MIO #SANREMO2015 #STRAORDINARIO intervistiamo il cantautore GIANNI POLLEX

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IL MIO #SANREMO2015 #STRAORDINARIO intervistiamo il cantautore GIANNI POLLEX

Ad un paio di settimane dalla conclusione della kermesse sanremese, la redazione di Fourzine ha incontrato Gianni Pollex, co-autore assieme ad Ermal Meta di “Straordinario”, il brano con cui Chiara Galiazzo ha concorso allo storico festival che da 65 anni celebra la canzone italiana. Un pezzo leggero ma intenso, che porta con sé tutti colori della dichiarazione d’amore più “straordinaria” (sarebbe il caso di dire) che si possa fare: quella per la vita che, al di là, di ogni difficoltà, potrebbe davvero sembrare meno dura se accanto ad ognuno di noi ci fosse qualcuno pronto a tenerci “mano nella mano” in questo accidentato percorso. Un brano che ti entra in testa, ti regala il sorriso come in “un giorno di sole” e che ti ritrovi a canticchiare pieno di gioia. A Sanremo 2015 ha conquistato il quinto posto, risultando quarto in ordine di preferenze espresse dalla giuria popolare. Una canzone che è già un successo, date anche le molteplici riproduzioni radiofoniche di cui sta godendo. Noi di Four Magazine abbiamo scambiato due chiacchiere con l’autore barese Gianni Pollex per conoscere qualcosa in più sulla genesi di “Straordinario”, ascoltando le sensazioni e le impressioni di chi ne è stato autore, di chi ha tradotto i ritmi del suo cuore in immagini e melodie a cui la potente ed espressiva voce di Chiara ha dato suono ed emozione. Un autore, Gianni Pollex, che nasce come cantante e musicista grazie alle sollecitazioni del fratello chitarrista Pasquale. A casa sua respira musica attraverso i dischi che gli fanno ascoltare suo fratello e i suoi genitori. Cresce avendo come colonna sonora della sua infanzia ed adolescenza i brani dei Beatles, dei Queen, di Battisti e dei Cure. Durante i primi anni del liceo mette su la sua prima band a Bari, gli Wide, assieme al chitarrista Antonio Rafaschieri. Non passano inosservati all’orecchio del produttore pugliese Luigi Fasanella della Faro Records che, dopo aver ascoltato “Prigione di carta”, scritta da Pollex da bambino e poi musicata assieme agli Wide, decide di investire nel loro progetto discografico. La band ottiene numerosi consensi, apre il concerto di Luciano Ligabue, presenta il suo album “Vigilia della partenza?” accompagnata dal frontman dei Velvet Pier Luigi Ferrantini, partecipa alle selezioni finali per Sanremo giovani ma nel 2013 si scioglie. Pollex intraprende, così, la strada del cantautorato, collaborando nella scrittura con Ermal Meta, conosciuto qualche anno prima nello studio di registrazione del bassista degli Ameba 4, band di cui Meta ha fatto parte. Ne nasce un’amicizia e una collaborazione artistica destinata a durare negli anni e che li porterà sino a Sanremo 2015.

Gianni, com’è nato “Straordinario”?

Nel modo più naturale possibile, come può capitare a due amici musicisti che si mettono a lavorare insieme su un nuovo brano avendo a disposizione molti strumenti musicali. È così che è nato “Straordinario” con Ermal. È stato il titolo della canzone a dar forma al brano stesso, che può essere riferito ad una persona o alla vita in sé per sé. Il contenuto esprime un’idea di bellezza e felicità. “Bellezza” intesa come apprezzamento della vita stessa e “felicità” come sua conseguenza. E quando tutto questo lo condividi con qualcuno diventa “straordinario”. La nostra è una canzone che racconta la gioia di due persone che stanno bene insieme. In una strofa è vero che dica “ci siamo presi a pugni e poi a baci”, ma ciò che conta è quel che segue cioè il “fino a ridere”.

Che sensazioni hai provato quando hai ascoltato per la prima volta “Straordinario” cantato da Chiara?

Mi sono commosso, lo ammetto. Mi ha emozionato ascoltarla cantare da Chiara perché è riuscita a trasmettermi le emozioni che lei stessa stava provando in quel momento. È riuscita a fare suo il brano, guardandola negli occhi riuscivo a leggere l’anima delle parole. È un’interprete eccezionale, dotata di una potenza vocale che da l’impressione di ascoltarla registrata anche quando canta dal vivo. Non è un caso, del resto, che anche la grandiosa Mina le abbia fatto i suoi complimenti.

Chi ti sarebbe piaciuto vedere sul podio di Sanremo, oltre Chiara, intendo?

Beh, sarei stato felice di un terzetto Chiara, Lorenzo Fragola e Nek ma sono felice anche per la vittoria de Il Volo perché li ritengo la più promettente chance di successo per l’Italia al prossimo Eurovision, sono molto in gamba. A “Straordinario” sono state mosse critiche di presunto plagio nei confronti di un brano di Pupo.

Tu cosa hai da dire in merito?

Quando ho sentito il commento di Malgioglio al riguardo sono subito andato ad ascoltare la canzone di Pupo perché, non me ne voglia, ma non la conoscevo. In effetti le due canzoni hanno una metrica delle parole similare, ma l’armonia è completamente diversa. Sono stato felice di quanto dichiarato da Pupo, lo apprezzo come artista ed oggi ancor più come uomo per aver chiarito cosa ne pensasse sulla questione, senza che avesse alcun interesse a sostenere la nostra causa. Mi ha colpito molto la sua correttezza.

Come nascono, in linea di massima, le tue canzoni in quanto autore?

Quasi sempre dalla melodia, o al pianoforte o alla chitarra. Man mano che sviluppo la melodia mi avvicino al concetto da cui nasce il pensiero, l’idea del testo, come è accaduto per “Straordinario” che è nato dal titolo. Mi chiudo nel mio studio a casa e lì rivivono con me tutte le esperienze artistiche che ho accumulato nel corso degli anni, gli insegnamenti di tutte le persone che ho incontrato. La cosa più bella del far musica è proprio la condivisione. Anche in fase di registrazione, quando condividi il tuo fervore creativo con quello di amici che hanno la tua stessa passione, come accade con Ermal Meta ma anche con Nico Mineccia e Francesco Rubini. Altre volte le canzoni nascono invece dalle parole, per il processo inverso. Sono solito annotarmi tutti i pensieri e le immagini che crea la mia mente perché un’idea la perdi molto facilmente, quindi devi essere veloce a fissarla. Io, poi, non amo lavorare troppo a lungo su un solo brano, preferisco immortalare l’idea nella sua immediatezza. Non che pretenda così di ottenere l’arrangiamento finale ma, un brano se funziona, sono certo che funzioni anche solo chitarra e voce.

Hai qualche sogno nel cassetto?

Beh, come direbbe Herman Hesse e ripensando alla bellissima esperienza di Sanremo appena conclusa: “Ogni sogno cede il passo ad uno nuovo, e non bisogna trattenerne alcuno”. Ringraziamo Gianni Pollex per il tempo che ci ha dedicato e gli facciamo il nostro in bocca al lupo. Chiara in questi giorni sta presentando il suo album “Un giorno di sole straordinario” in un InStore Tour in giro per lo stivale, per maggiori info sulle prossime tappe consultare i link:

www.chiaraofficial.it

www.facebook.com/ChiaraGaliazzoOfficial

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