#Battuage. O dell’Amore Distorto

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E’ in scena fino al prossimo 1 Marzo al Teatro dell’Orologio per la rassegna Be.You “Battuage” di Vuccirìa Teatro scritto, diretto e interpretato da Joele Anastasi con Enrico SortinoFederica Carruba Toscano Simone Leonardi.

Ne avevamo già parlato lo scorso Maggio (Battuage: Al Teatro dell’Orologio è di scena la solitudine), oggi cogliamo l’occasione di questa nuova messa in scena per indagarne il tema portante, l’amore e le sue deformazioni. L’amore in Svendita nel non-luogo in cui si muovono i personaggi, ignorato, svilito, osteggiato. “Il problema è che a tuo figlio piace troppo piacere” dice Salvatore nel suo dialogo immaginario con la madre lontana, figura in cui si riversa tutto il dramma di chi ha ingenuamente intrapreso una strada che sa essere sbagliata, ma non sa tornare indietro. Figlio-trofeo di una generazione di passaggio che crede che il successo sia nell’apparenza ed è su questo dogma, che forma un esercito di nuovi schiavi.

Particolarmente intensa l’interpretazione del duo Sortino-Leonardi in una sorta di monologo sdoppiato, manifesto transgender: lo strazio di chi vive una menzogna, la trappola e l’ossessione di e per un corpo che non appartiene. Ne deriva una totale mancanza di amor proprio messa falsamente a tacere solo dalla claustrofobica e strabordante “moltitudine di cazzi”.

Vi è poi l’amore vero di Joanna – prostituta greca – per la sua Alexìa, da proteggere a tutti i costi preservandolo dalla corruzione di un mondo dalle facili promesse. L’interpretazione di Federica Carruba Toscano è cresciuta molto dall’edizione 2014, si è fatta ancora più matura, sentita, sofferta.

A riprova di ciò la rappresentazione della morte dell’amore, sposa vestita a lutto, promesse nuziali che trasgrediscono il decoro e si ergono a profezia del tragico finale (inedito rispetto al 2014).

E’ un teatro che ti avvolge, annusa le credenze sociali comuni e ne scardina i cliché, indagando a fondo le motivazioni intime che muovono i personaggi e la storia. Strappa qualche sorriso divertito – la figura delle transgender in primis – salvo poi colpire allo stomaco con lucida ferocia, insegnando che non ci può essere redenzione senza prima consapevolezza e, quand’anche non vi sia possibilità di salvezza alcuna, che lasci almeno un singulto di onestà nelle vite di chi resta a guardare.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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