Noi e la Giulia – Recensione

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Noi e la Giulia – Recensione

Edoardo Leo ci porta ad esplorare l’universo “peterpaniano” dei quarantenni di oggi tra insoddisfazioni personali, crisi sociale e voglia di sognare. I personaggi raccontati dal regista romano, sono tratti dal romanzo di Fabio Bartolomei, e sono tutti caratterizzati da “forti” personalità: c’è il venditore di auto che ha appena perso il padre, un vero e proprio coatto che vende orologi falsi in tv e un altro che ha appena portato al fallimento il negozio storico della sua famiglia in più soffre anche di alopecia, a loro si uniscono una ragazza appena tornata da Amsterdam incinta di padre sconosciuto, un uomo di mezza età dalle forti convinzioni politiche e un camorrista che rivendicherà loro il famoso pizzo a bordo di una Giulia 1300 verde. Tutti insieme decideranno di formare una società per rilevare una masseria da trasformare in un agriturismo. Questi sono i protagonisti di Noi e la Giulia.

Un racconto disincantato delle realtà di ognuno di noi, che ci troviamo a sorridere delle abitudini che ormai ci accompagnano. Siamo lamentosi, leziosi, pieni di pregiudizi, il tutto esaltato nei personaggi, attenzione non per giudicare ma bensì per ironizzare di vizi e virtù nostrani. Perfette le scelte del cast, da Luca Argentero a Claudio Amendola, passando per Anna Foglietta (con un vistoso pancione), Carlo Buccirosso, Stefano Fresi e lo stesso Edoardo Leo, tutti centrati nelle loro sfumature, curati nei dettagli del look e vistosamente entusiasti del progetto. Edoardo Leo alla sua terza regia si conferma un regista capace e talentuoso.

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