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I voti ai cantanti e allo show della 4^ serata del festival

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Sanremo 2015 emette i primi verdetti: Giovanni Caccamo ha vinto la gara tra i giovani, battendo in finale i Kutso, mentre in 4 sono gli eliminati dalla gara dei campioni, Lara Fabian, Biggio & Mandelli, Raf (debilitato dalla bronchite) e a sorpresa per i gusti sanremesi Anna Tatangelo. I 16 rimasti si sfideranno in finale. Ecco i voti della 4^ serata.

I giovani: 6,5
La formula a eliminazione diretta dà tensione e fa bene alla verve dei ragazzi: Caccamo il vincitore si conferma autore (più che interprete) con stoffa, i Kutso suonano e cantano che è un piacere. E anche i semifinalisti sconfitti hanno qualcosa da dire, soprattutto Amara, interprete che sa coinvolgere anche con una canzone non facile.

Annalisa: 6,5
E’ in gran forma fisica e vocale e dà il meglio a una canzone con un perfetto ritornello per piazzarsi sul podio e in testa all’ascoltatore.

Nesli: 4,5
Non solo il brano si conferma piuttosto brutto, ma la performance del cantante è indecente, scontata, goffa nel cercare una drammaticità improbabile.

Irene Grandi: 6+ 
Il brano ha una struttura strana, poco immediata, che resta sotto-traccia e lo si scopro dopo un po’. Meglio in cuffia che sul palco di Sanremo con l’orchestra.

Nek: 7-
Un pezzo trascinante, che fa battere il piede fin dall’intro. E Nek con il calore che lo sta circondando acquista fiducia in un’interpretazione che fa ballare. Fa quello che U2 e Coldplay vorrebbero fare oggi senza riuscirci.

Bianca Atzei: 4
Gracchia, strilla, gorgoglia o sbadiglia. Di sicuro non canta. Pare la parodia di una cantante che arriva seconda ai talent show. Ma molto più afona. Meno male che coro e orchestra le vengano in soccorso di continuo.

Biggio e Mandelli: 5
La canzone è ininfluente e loro non mostrano nemmeno la verve giusta per renderla vincente. La banda dà loro una gran mano, ma alla fine vanno a casa senza colpo ferire.

Moreno: 6
Un pezzo semplice, diretto ed efficace, che funziona nell’andamento musicale e nell’uso delle rime. Sembra che l’ex-Amico di Maria stia crescendo.

Lara Fabian: 3,5
Con uno dei peggiori arrangiamenti ascoltati di recente a Sanremo, roba da decadenza anni ’90 che nemmeno in radio trasmettono più, la cantante caccia fuori fino all’ultimo fiato senza costrutto, quasi nascondendo la canzone. E forse è un bene.

Di Michele & Coruzzi: 6-
Il brano è più facile, orecchiabile e ruffiano di quanto il vestito di soffuso jazz vorrebbe far credere. Di Michele stona, Coruzzi abbassa la voce, ma comunque funziona.

Lorenzo Fragola: 5
Brano levigato, pronto per le radio dei centri commerciali, che non ti ricordi mai, perfetto sottofondo mentre lavi i piatti. Dubito che questo fosse l’obiettivo del vincitore di X-Factor.

Anna Tatangelo: 5+
L’addizione lei più Kekko dei Modà poteva far nascere l’antimateria, invece è un brano onestamente melodico.

Il volo: 3
Prendente tutta la pacchianeria musicale, lirica, concettuale, mischiatela con il sensazionalismo che strappa lacrime e applausi, conditela con tre adolescenti che si sentono uomini e alzate il volume al massimo. Canzone brutta fino al disagio.

Gianluca Grignani: 5
Sembra svogliato come la canzone, riecheggia vecchie cose più ispirate e l’interpretazione si spegne sulla distanza.

Malika Ayane: 7+
A parte lo special forzato, la sua è la canzone più emotiva, piena, avvolgente del festival. Lei la interpreta bene, anche se potrebbe limare qualche manierismo vocale.

Dear Jack: 4,5
Le radio fanno a pugni per trasmetterli, ma la loro canzone è di una facilità quasi offensiva, per melodia, scelte strumentali, parole, voce.

Marco Masini: 6-
Struttura un po’ confusa, ma la materia per coinvolgere c’è e Masini sa come interpretarla senza rischiare troppo. E con un verso già cult: “Smettila di smettere”.

Nina Zilli: 6+
La canzone resta immobile e inerte anche dopo gli ascolti, la salva la bravura di Zilli, perfettamente a suo agio.

Alex Britti: 5,5
Non è in forma il chitarrista-cantante, ma anche la canzone, debole e piatta, si tarpa le ali da sola.

Raf: 5,5
Canta tenuto in piedi dagli antibiotici, vista la bronchite che sta affrontando. E paradossalmente interpreta meglio, più convinto. Ma il pezzo non è memorabile.

Chiara: 5,5
Inciampa e non per colpa di scarpe orrende. La voce non regge sempre e non aiuta un brano troppo nel canone, senza vere idee.

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La serata: 5,5
Conti, Arisa, Emma e Munoz hanno preso il ritmo e i momenti d’impaccio e imbarazzo si riducono sensibilmente. Il baraccone sta in piedi, ma è incomprensibilmente lungo, specie perché usato come contenitore di marchette di varia natura, sotto il nome della rubrica Tutti cantano Sanremo (da Antonio Conte a Elena Sofia Ricci). I superospiti come The Avener sono tediosissimi musicalmente e i comici in genere non fanno ridere, tranne la scintillante Virginia Raffaele. Se limitassero tutto alla musica?

Il mio podio

  1. Malika Ayane
  2. Nek
  3. Annalisa
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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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